Nicola Pisano
(?, 1220/25 ca - 1278/84)
 

La scultura italiana del periodo gotico discende pressoché tutta da tre grandissimi artisti: Nicola Pisano, Arnolfo di Cambio e Giovanni Pisano. Essi operarono in quell'arte - e non soltanto in essa - un rinnovamento paragonabile, per la sua profondità e le conseguenze che ne derivarono, a quello realizzato da Giotto nella pittura.
Ancorché niente di sicuro e documentato sappiamo sulla formazione e sulla prima attività di Nicola, è ormai di comune consenso che egli sia di origine pugliese ed è probabile che prima della metà del Duecento si sia trasferito in Toscana, dove gli sono state attribuite quattro teste di cavallo e di molosso da cui sorga l'acqua nella Fonte dei Canali a Piombino, che reca la data 1247, e dove i più recenti studi hanno confermato l'antica tradizione che egli sia stato l'architetto del Duomo di Siena, il cui corpo anteriore fu ricostruito nella forma attuale a partire dal sesto decennio del secolo e per il quale scolpì, in piccola parte con aiuti, una mirabile serie di teste-capitello e di teste-mensole per il cornicione sottostante il dodecagono su cui si imposta la cupola.

Sono questi, forse con un architrave con la Natività e l'Adorazione dei Magi e con una lunetta con la Deposizione sulla facciata del S. Martino di Lucca, i più alti e significativi precedenti della prima opera cui egli deve la sua universale celebrità: il pulpito nel Battistero di Pisa, opera da lui firmata e datata 1260. La cassa esagonale del pergamo è sostenuta da sette colonne allusive ai sette sacramenti, su cui si impostano archi trilobi divisi da statuette poste sui capitelli, palesa un'arte chiaramente nutrita dallo studio dei rilievi vigorosi e plastici dei sarcofagi romani. Le cinque splendide formelle del parapetto rappresentano scene della vita di Cristo: la Natività, l'Adorazione dei Magi, la Presentazione al Tempio, la Crocifissione e il Giudizio universale.


Pulpito Battistero di Pisa

Pulpito Duomo di Siena

Fontana Maggiore di Piazza di Perugia

Dal 1265 al 1268 Nicola eseguì un secondo pulpito per il Duomo di Siena, dove dimostra maggiore scioltezza e penetrazione psicologica, che indicano un progressivo orientamento verso l'arte gotica. La struttura di quello pisano vi venne ampliata in una pianta ottagonale e arricchita di significative figurazioni come, nell'ordine terreno, le Arti Liberali e la Filosofia intorno al basamento della colonna centrale e, nel parapetto, la Strage degli Innocenti, mentre il Giudizio Universale vi appare distribuito in due lastre: al congiungimento degli specchi, al posto dei fasci di colonnette, stanno gruppi di statue e statue tra le quali una splendente e dolcissima Madonna col Bambino, forse la più bella statua creata dalla scultura del Duecento.

In collaborazione con il figlio Giovanni eseguì la Fontana Maggiore di Piazza di Perugia (terminata nel 1278) con due vasche poligonali l'una dentro l'altra, sormontate da una coppa in bronzo retta da 3 ninfe che gettano acqua, e si presenta una singolare enciclopedia politico-politico religiosa didascalica con particolare riferimento all vita civica di Perugia.

 

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