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Dada |
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Arp, Picabia, Duchamp, Man Ray,Grosz, Schwitters, Ernst, Rauschenberg, Johns, Nevelson, Arman, Christo, Spoerri |
I più importanti artisti del movimento sono
Arp,
Picabia,
Duchamp,
Man Ray.
Altri artisti avranno momenti di temperie dada nel corso della loro
esperienza proveniente da altri ambiti culturali e diretta poi ad altri
ancora; tra questi Grosz,
Schwitters,
Ernst.
La portata culturale del movimento Dada, soprattutto per ciò che significò
l'opera di Duchamp per le successive generazioni (l'artista è considerato il
padre di tutte le esperienze concettuali del '900), fu tale che nell'ultima
parte degli anni cinquanta molte premesse del movimento furono riprese dal
New Dada con
Rauschenberg, Johns e Nevelson e dal
Nouveau Realisme con Arman,
Christo,
Spoerri,
Rotella.
La parola Dada viene trovata casualmente, forse sfogliando un dizionario
francese ("dada" è un'espressione spesso usata per giocattolo) e, proprio
perché, citando le parole di
Tristan Tzara, estensore dei manifesti del
movimento, "Dada non significa nulla. Dada è un prodotto della bocca", è
usata per designare quello che sarà, più che un movimento artistico
omogeneo, uno spirito e un atteggiamento accomunante intellettuali di
diversa estrazione nei confronti del fare e del pensare l'arte.
Questi poeti, critici, pittori, uniti nel rifiuto di ogni valore e modello
della cultura tradizionale, si contraddistinguono comunque per l'estrema
autonomia artistica e per l'impegno nel modificare radicalmente l'approccio
mentale al prodotto artistico e a ciò che di esso è parte integrante: le
figure dello stesso artista e del fruitore dell'opera d'arte, gli
intermediari del mercato, delle istituzioni museali e della stampa.
Seppure non si possa parlare di data ufficiale di nascita di Dada, alcune
opere del 1913-14 di Marcel Duchamp e Francis Picabia
preannunciano una situazione che si espliciterà teoricamente nel 1918 con la
redazione del primo manifesto Dada, dopo che nel 1916 l'apertura del Cabaret
Voltaire a Parigi, animato da Tzara e dal regista teatrale
Hugo Ball dà
l'impulso principale alla sua nascita.
Oltre a Zurigo, patria adottiva dell'esule rumeno Tzara e di
Hans Arp,
altri centri propulsori delle diverse attività gravitanti attorno
all'universo dada sono Colonia, dove sono attivi
Max Ernst e Arp;
Berlino, sede del gruppo dada maggiormente impegnato in politica a cui
aderisce anche
Grosz; Hannover, dove lavora
Kurt Schwitters e infine
New York , in cui opera Man Ray
in seguito al passaggio nella metropoli di Duchamp e Picabia.
Sicuramente è Zurigo il centro più importante dei primi anni, sede
propulsiva di vaste attività espositive, musicali, teatrali ed editoriali di
vasto respiro internazionale: il
dadaismo infatti non investe soltanto il
settore della ricerca visuale, ma si estende a tutti gli altri campi
dell'attività artistica in cui il contributo di musicisti come Erik Satie
e poeti e letterati come
André Breton,
Louis Aragon,
Jean
Cocteau e
Robert Desnos è determinante per la nuova avanguardia.
La critica più frequente al pensiero dada è quella che gli contesta un
atteggiamento nichilista, volto a distruggere ogni convenzione, senza però
proporre alcunché di costruttivo, ma il Dadaismo, al di là delle
manifestazioni esteriori di puro gusto provocatorio, cerca soprattutto di
rifondare completamente, attraverso processi solo apparentemente
distruttivi, un'arte e un'estetica che, lungi dall'essere sino a questo
momento modificate radicalmente, rimangono sempre all'interno di un corso
storico ampiamente accettato.
L'espressione più significativa del movimento si trova nell'opera di Marcel
Duchamp, Man Ray,
Kurt Schwitters,
Francis Picabia e
Max Ernst, che
propongono attraverso il loro lavoro i cardini fondamentali attorno ai quali
ruota tutta la provocazione dada, primo fra tutti il sovvertimento e la
delegittimazione del linguaggio artistico convenzionale e tradizionale, con
la conseguente ridefinizione del rapporto tra gli oggetti e le parole atte a
definirli, ma anche l'ironia nei confronti delle regole e delle norme
vigenti all'interno del sistema non solo artistico, nonché l'assunzione
della casualità e dell'inconscio quali principali forze propulsive della
creazione artistica, aspetto quest'ultimo che verrà successivamente
sviluppato in seguito dal surrealismo.
A partire da questi assunti le opere dada adottano la combinazione di varie
tecniche come il collage, l'assemblage, il fotomontaggio e in genere le
soluzioni derivanti da un uso innovativo della fotografia che vive nel
periodo dada un'intensa stagione creativa, con la presa di coscienza da
parte degli artisti che tale tecnica, non più solo strumento di riproduzione
fedele della realtà, diviene un mezzo per reinventarla e per materializzare
efficacemente le intuizioni della mente attraverso l'uso di tecniche quali,
oltre a quelle già citate, la solarizzazioni e la sovrimpressione.
Il francese Marcel Duchamp (1887-1968 /
"Fontana", 1917; "Ruota di bicicletta", "La Sposa messa a nudo dai suoi
scapoli, anche", 1915-1923) dopo una prima esperienza cubo-futurista, lega
il suo nome all'invenzione del "ready -made", opera d'arte costituita
semplicemente da oggetti comuni e banali prelevati dalla quotidianità,
oggetti appunto "già fatti" e collocati in un altro contesto, quello
artistico, senza alcun intervento aggiuntivo da parte dell'artista,
all'interno di altre e diverse regole di percezione e di interpretazione.
In seguito divenute celeberrime e assunte a simbolo della contemporaneità
sono la "Ruota di bicicletta", lo "Scolabottiglie", l'"orinatoio" esposto
con il titolo "Fontana", l'ampolla contenente aria di Parigi.
Al di là dell'intento provocatorio queste opere rappresentano il tentativo
di attuare uno spiazzamento nei rapporti tra un oggetto, il suo luogo e le
sue funzioni, ricollocandolo all'interno di un ambito in cui vigono altre
regole, quelle estetiche, a loro volta sovvertite dall'ingresso di tali
oggetti nella loro sfera di competenza.
L'opera di Duchamp "La Sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche",
conosciuta come "Il grande vetro", è un'opera di lunghissima gestazione a
cui lavora a partire dal 1915 e che comunque lascerà incompiuta. Essa
rappresenta l'approdo e la conclusione dell'intera ricerca duchampiana: di
non facile decifrabilità, oltre alla novità della scelta del vetro come
supporto, che permette all'opera di comprendere in sé l'ambiente in cui è
collocata, documenta da un lato il tentativo ironico di assimilare l'uomo
alla macchina e dall'altro l'interesse dell'artista per la tradizione
alchemica ed ermetica.
Pur percorrendo una strada diversa da quella di Duchamp, un altro importante
artista del movimento dada, Francis Picabia
(1979-1953 / "Very rare picture on the Earth", 1915; Parata amorosa",
1917; "Idillio", 1925; "Il sole nella pittura", 1945) afferma anch'egli che
ogni valore artistico ed estetico conferito ad un'opera d'arte è determinato
unicamente dall'impegno intellettuale e dal pensiero che sottende alla sua
creazione e dalle reazioni che essa è in grado di provocare negli
spettatori. Perfettamente aderente a questo pensiero è l'opera "L'il
cocodylate" del 1921, costituito unicamente dalle frasi e dalle firme dei
rispettivi autori, persone amiche dell'artista, poste su di una tela su cui
campeggia, unico elemento, un occhio; il lavoro, dunque è di Picabia, in
quanto suo ideatore e promotore, malgrado non possa essergli attribuita la
realizzazione materiale.
La sua produzione artistica è principalmente basata sull'inserzione di
elementi derivanti dal mito delle macchine, viste in chiave simbolica, e del
disegno industriale. Proveniente da precedenti esperienze artistiche in
ambiti prima impressionisti e poi cubisti sino ai margini del Fauve e del
Cubismo orfico, Picabia è animatore in un primo momento del gruppo dada di
New York e successivamente di quello parigino, sempre contraddistinguendosi
per la totale autonomia del proprio fare che lo porterà negli anni Trenta al
ritorno ad una figurazione di non facile interpretazione.
Man Ray (1890-1976) è l'esponente del Dada
newyorkese fino al 1921, anno in cui si trasferisce a Parigi. A New York si
dedica alla sperimentazione di nuove tecniche esecutive costruendo e
fotografando oggetti astratti o fantastici, ottenuti con l'accostamento e il
montaggio di oggetti preesistenti. Nell'opera "L'enigma di Isidore Ducasse"
del 1920 l'oggetto, sconosciuto, avvolto da un telo e legato, è realizzato
solo in funzione della riproduzione fotografica: esso dunque scompare,
lasciando di sé solo l'immagine, riproducibile all'infinito e non per questo
variabile di significato. A Parigi Man Ray perfeziona la tecnica della
fotografia senza fotocamera, risolta attraverso il contatto degli oggetti e
la carta sensibilizzata, in cui rimangono ombre, tracce immateriali, i
famosi "rayographs". Vicino anche al gruppo surrealista, Man Ray, incarnando
perfettamente la personalità dell'artista d'avanguardia poliedrico, che
scavalca i confini disciplinari per affermare la pari dignità di ogni
espressione artistica, allarga con successo le sue esperienze anche alla
pittura e alla regia cinematografica.
I Merzbildern di Kurt Schwitters
(1887-1948 / "Merzbild 25A - La costellazione", 1920; "Quadro
Merz con
cerchio verde", 1926) testimoniano con i ready-mades e rayographs lo
stretto rapporto dell'esperienza dadaista con gli oggetti; le opere-oggetto
dell'artista tedesco sono costituite da diversi elementi tra i più
disparati, casualmente tratti dalla quotidianità, assemblati su tavole su
cui poi Schwitters interviene pittoricamente. La stessa parola "Merz" è un
frammento di "Kommerz" presente in un ritaglio di giornale da lui usato per
un collage, intitolato appunto "Merzbild". In questo modo l'artista cerca di
riscattare esteticamente una quotidianità fatta di oggetti di scarto,
detriti che entrano a far parte dell'opera d'arte al pari delle componenti
tradizionali del quadro, dichiarando allo stesso tempo il rifiuto di quella
pittura gradevole che la tradizione accademica afferma ancora.
Scrittore, oltre che artista, Kurt Schwitters collabora alla rivista
"Der Sturm", prima di fondare egli stesso la rivista "Merz". Opera
importante di questo artista, andata distrutta nel corso della guerra, è un
ambiente, "Merzbau", realizzato all'interno di un appartamento,
anticipazione delle innumerevoli installazioni degli anni a venire.
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