Mascherini Marcello
Udine 1906 - Padova 1983

A Trieste dal 1919, studiò presso il locale Istituto d'arte. La sua scultura - definitasi tra echi di una figurazione impressionista, la plastica di A. Maillol e un certo arcaismo che si richiama, in parte, ad Arturo Martini - si affermò alla Biennale di Venezia del 1938, dove ebbe una sala personale.

 


Susanna, Venezia - 1956

Nel dopoguerra si è accentuata la sua tendenza alla stilizzazione, poi evoluta, attraverso una fase di trattamento «informale» della materia incominciata attorno al 1955; andò sempre più assottigliando i volumi fono a creare esili figure dalle membra affusolate nelle quali predomina un gusto lineare che quando non modula sapientemente lo slancio verso l'alto dei suoi mirabili e allungatissimi nudi femminili dà luogo a sigle compositive di suprema eleganza (Susanna, 1956, Venezia, Galleria d'arte moderna).

Verso il '70 diede inizio la ciclo dei grandi Fiori in bronzo in cui gli spunti naturali si trasfigurano quasi umanizzandosi in creazioni fantastiche cui l'artista ha dato dei significati simbolici e spirituali.

 

Il suo è un naturalismo ricco di riferimenti simbolici per forme metamorfiche animali e vegetali e creature chimeriche (Dafne, 1970, Trieste, collezione privata).

 

Home Su Arturo Martini

Copyright © Centro Arte 1999-2000