Ercole Ferrata
Pellio Inferiore, Como, 1610 - Roma 1686.
 

Inizialmente fu attivo a Napoli con C. Fanzago e G. Finelli, e in Abruzzo, ma il suo maggior merito fu quello di aver diretto un'attivissima bottega a Roma in cui si formarono generazioni di scultori (come Camillo Rusconi e Giuseppe Mazzuoli) e dove prese forma uno stile di mediazione tra esuberanza berniniana e classicismo algardiano, destinato a diventare l'orientamento prevalente per la scultura romana nella seconda metà del secolo.

Inizialmente algardiano, si avvicinò al Bernini in opere come la Sant'Agnese sul rogo (1660) nella omonima chiesa romana, emergente con i suoi svolazzanti panneggi dalle lingueggianti fiamme del sottostante rogo dal quale uscì indenne.

 


Santa Agnese in rogo (Roma,
 chiesa di S. Agnese

Lapidazione di Santa Emerenziana
Roma, Chiesa di S. Agnese

Santa Canterina di Siena

Eseguì inoltre sempre per la Chiesa di Sant'Agnese, la pala con la Lapidazione di Sant'Emerenziana, statue per la facciata di Sant'Andrea della Valle e Santa Caterina nella cappella del Voto del Duomo di Siena.

Altre opere rilevanti sono la Fede per San Giovanni dei Fiorentini e la statua di Clemente x per San Pietro.

 

 

Insieme a C. Ferri diresse l'Accademia di Cosimo III de' Medici a Roma, dove avveniva la formazione degli artisti fiorentini.

 

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