Agostino di Duccio
Firenze 1418 - Perugia 1481 ca
 

Scultore e architetto, Agostino Di Duccio, esiliato da Firenze nel 1441 per furto, l'anno dopo eseguì per il Duomo di Modena le Storie di san Geminiano, che rivelano l'influsso di Michelozzo; fu poi a Venezia (1446), dove restò forse impressionato dalla scultura tardogotico locale.

Nella decorazione del Tempio Malatestiano di Rimini (Angeli musicanti, Virtù, Pianeti e Arti liberali, 1449-54), il suo stile è ormai compiuto e si intona al clima letterario e paganeggiante della corte malatestiana: le forme si svuotano di ogni sostanza plastica, risolvendosi in puri ritmi lineari.
 


decorazione del Tempio Malatesta
Rimini

 

Questa tendenza al decorativismo si accentua nella successiva facciata dell'Oratorio di San Bernardino a Perugia (1457-62), di un'aerea leggerezza, e rivela più tardi i suoi limiti: nelle poche opere eseguite a Firenze (1463-70), dove non ebbe successo, e nel progetto della porta di San Pietro a Perugia (1473), a triplo arco, ispirata a modelli dell'Alberti.

 

 

Stanche e modeste, anche per l'intervento di aiuti, le ultime opere dell'artista, ormai relegato in provincia (tomba Geraldini, 1477, Amelia, Duomo).

 

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