1892

 

1892

Diviene primo ministro Giovanni Giolitti (1842-1928).
A Parigi le "Folies-Bergere" consacrano il successo della Bella Otero.
Al congresso di Reggio Emilia il Partito dei Lavoratori di Turati diviene Partito Socialista Italiano.
G. d’Annunzio pubblica il romanzo L’innocente.

Arte figurativa:

A Parigi Henri de Toulouse-Lautrec realizza il popolarissimo affiche per lo chan sonnier Aristide Bruant; già nel 1891 aveva realizzato il manifesto per il Maulin Rouge dando cosi un contributo essenziale alla nascente pittura di manifesti. Toulouse-Lautrec (1864-1901), nato da famiglia di antichissima nobiltà, dopo due disastrose cadute che gli impedirono lo sviluppa degli arti inferiori, decise di dedicarsi completamente alla pittura. Partecipò pienamente al clima artistico parigino che in quel tempo cercava, in vane direzioni, il superamento dell’impressionismo. La sua pittura, definita dalla linea grafica continua e dalla stesura compatta del colore, fu indirizzata verso una ricerca che, attraverso la stilizzazione, arrivasse a definire la realtà psicologica dei vani personaggi. Frequentatore dell’ambiente di Montmartre ne ritrae tutta la tristezza nascosta. Famosissimi: Al Maulin Rouge (1892, Chicago, Art. Institute); Jane Avril che danza la melinite (1892, Parigi, Leu (de-Paume); La clownesse Cha-U-Kao (1895, Winterthur, Gall. Reinhart). Nella pittura di Lautrec si trova la prima indicazione del nuova gusto dell’art nouveau.

Viene lanciato a Parigi il prima Salon de la Rose-Croix, da parte dello scrittore simbolista Joseph Péladan (1859-1918), fondatore della "Rosa - Grace Cattolica". Il Salone della Rose-Croix furono sei (sino al 1897) e richiamarono quasi tutti i grandi del simbolismo europeo. Nel primo, che fu anche il più impartante, esposero artisti legati a Gauguin, al gruppo di Pont-Aven e ai Nabis.

Emile Bernard e Vallottan mandarono alcune opere.

Alphonse Osbert (1857-1935) espanse a tutti e sei i Salons. Le sue principali tendenze artistiche derivano da Puvis de Chavannes e da George Seurat. Al secondo Salon espose il quadro La visione che rappresenta Santa Genevieve, patrona di Parigi, un soggetta malto caro anche a Puvis.

Ai primi due Salons espose anche la scultore Emile - Antoine Bordelli (1861-1929), già allievo di Rodin dal quale fu fortemente influenzata nella sua prima produzione, come rivelano il gusto per il monumentale e l’esaltazione idealistica dell’uomo. In seguito ricercò una plasticità più asciutta e serrata con reminiscenze dell’arcai sono greco: la Testa di Apollo (1900), il Centauro morente (1911) al Mus. Bardelle di Parigi. Fu anche autore delle decorazioni del teatro Champs-Elysées (1912).

Il giovane Rouault fu ben rappresentato all’ultimo salone della serie.

"Salon" è il termine che indica la più importante esposizione d’arte francese, organizzata già nel Settecento, sotto gli auspici dell’Accademia, e poi divenuta annuale sotto il controllo dei professori dell’Ecole des Beaux Arts. Questi professori formavano la giuria che insindacabilmente poteva decidere l’ammissione a mena degli artisti. Codesto predominio dell’accademismo portò alla ribellione dei pittori rifiutati: come Courbet, che, nel 1855, creò un suo padiglione del "realismo" al gruppo degli impressionisti che crearono nel 1863 il Solon des Refuses. Gli impressionisti, in seguito, organizzarono autonomamente le loro mostre e Seurat e Signac fondarono il Salon des Indépendants, mettendo definitivamente in crisi l’istituzione tradizionale.

Il pittore svizzera Arnold Böcklin (1827-1901) si trasferisce definitivamente a Fiesole. La sua ricerca sulle matrici classiche e romantiche della tradizione europea e il suo realismo formale eserciteranno una forte influenza sul decadentismo.

A Bruxelles e a Antwerpen esce la rivista "Van Nu en Strak" che continuerà le pubblicazioni fino al 1901.

Fernand Khnopff partecipa al primo "Salon dei Rosacroce" a Parigi. Khnopff (1858-1921), di agiata famiglia patrizia, interruppe gli studi di diritta all’Università di Bruxelles, per passare all’Accademia di Bruxelles. Nel 1877 si recò a Parigi dove frequentò l’atelier di Lefevre e l’Accademia Julian, entusiasmandosi per l’opera di Delacroix e di Moreau. In una prima fase più originale e delicato pittore in interni e di ritratti (Ascoltando Schumann, 1883, Bruxelles, Mits. Hoyaux). Successivamente, in rapporto con l’estetismo inglese (dal 1894 collaborò a ‘The Studio") e con gli ambienti simbolisti belgi, divenne uno dei più raffinati esponenti del simbolismo figurativo europeo, con sfumature esoteriche che gli venivano dai rapporti con i Rosacroce (più precisamente con il Rasae Ceucis Templi Ordo fondata dallo scrittore Sár Peladan 1859-1918). Atmosfere rarefatte e inquietanti (La città abbonda nata, 1904, Bruxelles, Mus. Royaux), ambigue figure di donne-sfingi e donne-angeli, sempre con la stessa modella, la sorella minare dell’artista (L’offerta, New York, coll. priv.; Medusa addormentata, 1896, Neuilly-sur-Seine, coll. F. Lahisse; La sfinge, 1896, Bruxelles, Mus. Rayaux) caratterizzate da una pittura di grande raffinatezza tecnica. Anche le sculture risultano estetizzanti nella preziosità dei materiali e dei colon (Testa di Medusa). Fu tra i fondatori del gruppo "Les XX".

A Monaco di Baviera 78 artisti raccolti intorno a W. Trübner e Franz von Stuck si uniscono in una "Contra Unione per una Società di artisti" in polemica con la pittura accademica, per organizzare una prima mastra indipendente; questa prima "secessione" stimola la nascita di altri piccoli gruppi. Von Stuck (1863-1928), fu pittore e scultore, studiò a Monaco. collaborò come illustratore ai periodici ‘Fliegende Blätter" e "Allo tria". Influenzato da Böcklin elaborò un suo stile personale di un simbolismo erotico, Un po’ enfatico, oscuro, che trovò una feroce opposizione critica in "Che cos’è l’arte" di Tolstoi, a cui si aggiungeva una vena ironica. Nel 1899 espose al Glaspalast il guardiano del Paradiso (1899, coll. priv.) e Omaggio alla pittura (1899, Londra Piccadilly Gall.) ottenendo grande successo. Temi ricorrenti furono il peccato, Ia guerra, il male. Nel 1892 inaugurò la serie il peccato (Monaco, Neue Staatsgal.), esiste una versione di un quadro intitolato il Peccato anche nella Galleria d’Arte Moderna di Palermo. Altra opera nota: a Salomè (1906, Monaco, Städt. Gall.). A Monaco, nel 1897 costruì la propria residenza, la famosa Villa Stuck, in stile neoclassico-romano, per la quale realizzò anche la decorazione interna e i mobili. Era i suoi allievi sono da ricordare P. Klee, W. Kandinsky. Lavorò molto nel campo della decorazione e dell’ambientazione.

Il Verein Berliner Kdnstler invita Munch a esporre a Berlino. La mostra (1892) provocò un grosso scandalo e venne chiusa dopo una settimana, ma suscitò anche tanti fermenti che in seguito sfociarono nella "berline Sezession" e causò un considerevole aumento di interesse per Munch.

Architettura:

Peter Behrens si avvicina al gruppo della Secessione di Monaco. Behrens (1868-1940), diplomato alla Scuola d’arte di Karlsruhe si dedicò inizialmente alla pittura, ma in seguito si applicò al disegno d’oggetti d’uso e all’architettura, anche attraverso l’intensa collaborazione con a compagnia AEG. Nel 1899 fece parte di una comunità di artisti, di cui era componente anche Olbrich, nel villaggio della comunità presso Darmstadt, costruito da Olbrich su commissione del granduca Ernst Ludwig von Hesse, Behrens edificò la propria casa. Il trasferimento a Darmstadt era avvenuto, anche nel caso di Behrens, su invito del Granduca Ernst Ludwig. La casa di Darmstadt e il padiglione delle arti decorative all’Esposizione di Torino del 1902, già testimoniano, sebbene ancora legati ai moduli dell’Art Nouveau, la ricerca di una difficile mediazione tra adesione all’internazionalismo avanzante e difesa della tradizione tedesca. Nei cinque edifici industriali realizzati per l’AEG, in particolare nella Turbinenfabrik della Huttenstrasse a Berlino-Moabit, Behrens affermò l’intenzione simbolica, l’oggettività metodologica e la carica positivista che riprese in modo ancor più perentorio nel Continental-Kautschuk und Guutaperdrakompanic (1912) e in altri edifici subito posteriori. Nel dopoguerra si accostò all'impressionismo accentuandone la componente romantica della cappella all'Esposizione di Monaco (1920). L'ultima produzione di Barena segna infine il passaggio dell'espressionismo al razionalismo (grandi magazzini, in Alexanderplatz a Berlino, 1927; Villa Ganz di Gronderà, più tarda). Egli fu il primo designer in senso attuale; infatti unificò tutto lo stile della AEG, dalla pubblicità ai prodotti, secondo a concezione moderna dell'immagine coordinata”. E’ alla sua continua influenza che si deve a trasformazione della decorazione Jugend da floreale (più vicino alla maniera inglese) ad astratto-geometrica.

L’architetto belga Victor Horta costruisce la casa Tassel in rue Janson a Bruxelles, forse il monumento più significativo dell’Art Nouveau e uno del più importanti del movimento architettonico moderno. Horta lo impostò con una funzionale corrispondenza tra esterno ed interno e insieme con libera, gioiosa invenzione decorativa propria dell’ Art Nouveau. Horta (1861-1947), figlio di un falegname, a 17 anni, contro la volontà del padre, andò a studiare a Parigi. Tornato a Gand completò gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Bruxelles entrando poi a lavorare nello studio di Balat, architetto di scuola neoclassica. Alla morte di Balat, Horta lo sostituì nella guida dello studio. La sua realizzazione della casa Tassel in rue Janson, a Bruxelles, è uno dei riferimenti indispensabili per lo sviluppo del movimento archi tettonico moderno. Negli anni successivi fino alla prima guerra mondiale Horta produsse a Bruxelles un’altra serie di edifici famosi (Casa Solvay, 1895-1900; Casa Horta, 1898; grandi magazzini a ‘Innovation, 1901-1903, ora distrutti; magazzini Waucquez, 1903-1906, ospedale Brugman, 1906-1924) e soprattutto l‘opera considerata il suo capolavoro la Maison du Peuple (1897), costruita sempre a Bruxelles per il “Sindacato Lavoratori Socialisti”, che l’attuale speculazione urbanistica, mal grado l’appello della cultura internazionale, ha distrutto nel 1965. L’importanza di Horta è di essere riuscito ad assumere i moduli di un tipo edilizio comune a Bruxelles (la casa di abitazione singola articolata in un complesso autonomo) e di averne fatto un discorso armonico nuovo. Nella casa Tassel, per esempio, ha rotto a pianta tradizionale sostituendo al classico corridoio un vestibolo ottagonale da cui si libera Ia scala in una caratteristica continuità spaziale. L’impostazione linea re che unisce struttura e decorazione creando una fluidità spaziale da linea a “coup del fouet” (“a schiocco di frusta”), dal movimento agile e scattante che dalla facciata penetra anche nell’interno. Usò inoltre le grandi vetrate e il ferro. nel 1912 Horta fu nominato insegnante all’Accademia di Belle Arti di Bruxelles di cui fu poi direttore. Nel 1922 costruisce il Palais des Beaux Arts di Bruxelles, realizzato in cemento armato, che diverrà il modello di centro comunitario, quale sarà assunto universalmente dopo Ia seconda guerra mondiale.

L’italiano Camillo Boito fonda Ia rivista Arte italiana decorativa industriale. Boito (1836-1914), fratello dello scrittore Arrigo Boito, fu architetto e scrittore. Fu professore all’Accademia di Venezia e all’Accademia di Brera. Fu oppositore dello stile neogotico e ardente sostenitore dello stile neoromanico. Progettò la Casa di riposo per musicisti G. Verdi a Milano (1899).

Musica:

Catalani ultima La Wally, su libretto tratto da un racconto di W. von Hillern, raggiungendo la pienezza del suo stile. Morirà di tisi nel 1893 a soli 39 anni. Ruggero Leoncavallo (1857-1919) compone Pagliacci, scrivendo da se stesso anche il libretto, rifacendosi a un fatto di sangue svoltosi in Calabria quando egli aveva 15 anni e portato davanti al padre, presidente della corte di giustizia. E. Sonzogno, interpretando i nuovi gusti veristi della sua casa editrice, che già aveva pubblicato Cavalleria Rusticana, subito lo comprò. La prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro Dal Verme a Milano, il 21-5-1892, direttore Toscanini, con grande successo. Altre sue opere ebbero un successo molto più effimero.

Modest Petrovic Mussorgski termina di comporre la Khovanscina. Mussorgski (1839-1881), nacque da nobile famiglia di proprietari terrieri, ebbe talento musicale assai precoce e fu interessato soprattutto, fin da ragazzo, dalla musica contadina. Fu mandato all'Accademia militare e divenne ufficiale in un reggimento della Guardia imperiale. Entrò in contatto con il Gruppo dei Cinque e la sua dedizione alla musica, intesa come recupero di una autentica musica russa, divenne sempre più intensa. Per dedicarsi alla musica nel 1860 lasciò l'esercito e nel 1861, quando fu abolita la servitù della gleba, rinunciò alla proprie ricchezze per accontentarsi di un lavoro come impiegato al catasto forestale. Più tardi oppose un netto rifiuto quando gli fu proposto di insegnare al conservatorio di Pietroburgo, dichiarando di non voler essere assorbito dalla mentalità accademica e dal mondo musicale ufficiale. Egli visse, giorno per giorno, in aperto conflitto con la società russa di allora. In ultimo lasciò anche il lavoro al catasto, riducendosi praticamente in miseria. Morì alcolizzato, ormai irrimediabilmente malato di fegato: era stato ricoverato sotto falso nome in un ospedale militare. L'unico dei suoi vecchi amici che gli fu vicino fu il critico Stasov. Il compositore lasciò molti dei suoi lavori teatrali incompiuti e non orchestrati. Rimskij-Korsakov fu. il primo e il più discusso dei revisori. Egli fu accusato d'essere intervenuto in maniera troppo sostanziale, falsando poetica e grammatica dell'autore; questo soprattutto riferito al Boris Godunov. Egli compose le opere tutte su libretto proprio. Il Boris Godunov fu composto in due versioni, la seconda dal 1874, fu tratto da Puskin e rimane l'opera più famosa di Mussorgski; insieme alla Khovanscina già citata. Compose inoltre musica vocale, di cui si può ricordare: 5 canti popolari russi per coro maschile e vocalizzi per coro femminile (1880); La camera di bambini, 6 liriche; la raccolta Anni della Giovinezza (1857-1865) composta da 16 liriche, tra cui la famosissima "Sono ricco di palazzi" (1860) e "La canzone del vecchio mendicante": le liriche singole il seminarista (1866) e il Classico (1867) piene di ironia per certi aspetti della società dell'epoca. Come musica strumentale sono notissimi i brani: "La notte di San Giovanni sul Monte Calvo", rielaborata da Rimskij-Korsakov con titolo "Una notte sul Monte Calvo" (1860-67) e "Quadri di una esposizione" (1874) composti per pianoforte e 29 anni più tardi magistralmente strumentati da Ravel.

 

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