1886

 

1886

Lo psichiatra tedesco R. von Krafft-Ebing pubblica Psychopatia sexualis.
R. L. Stevenson (1850-1894) pubblica il romanzo "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde".
Viene fondato a Genova il giornale "Il Secolo XIX" e in Calabria il giornale socialista "La Giustizia ".

Arte figurativa:

Nel porto di New York viene innalzata la statue della Libertà, l'opera più nota dello scultore francese Frederic-Auguste Bartholdi (1834-1904).
A Parigi è presentata l'ultima esposizione collettiva degli Impressionisti: del gruppo iniziale restano, Degas, Guillaumin e Berthe Morisot ormai sommersi dalle numerose reazioni all'impressionismo. Il critico F. Fénéon pubblica "Gli Impressionisti", critica dell'ultimo impressionismo e apologia del neoimpressionismo.
Guillaumin (1841-1927) fu amico dal 1861 di Cézanne e di Pissarro, con cui dipingeva regolarmente, partecipò alla maggior parte delle mostre degli impressionisti prediligendo temi di carattere sociale, I ladri di carbone del Quai de Bercy, 1882 ca., Ginevra, Petit Palais).
La Morisot (1841-1895) fu allieva di Corot e con lui cominciò a dipingere a diretto contatto con la nature L'ombrello verde, 1867, Cleveland, Ohio, MUS. of Art). Sposò un fratello di Manet nel 1874. La sua arte si sviluppò come trascrizione del dato reale in termini di colore-luce secondo le tecniche impressioniste. Partecipò a quasi tutte le esposizioni degli impressionisti, tendendo negli ultimi anni a una maggior solidità e determinazione delle forme L'ortensia, 1894, Parigi, Louvre).
Jean Moreas (1856-1910) pubblica su "Le Figaro" il Manifesto del simbolismo. Poeta di origine greca, pubblicò prima due volumi di liriche che si collocano nell'ambito del simbolismo di cui fu retorico, ma poi evolse verso altri orientamenti. Durand-Ruel presenta a New York più di 300 opere di impressionisti francesi accolte molto favorevolmente dalla critica americana.
Durante il suo soggiorno a Parigi, Vincent Van Gogh entra in rapporto con gli impressionisti e i Pointillistes, con Gauguin, Bernard, Guillaumin, Toulouse-Lautrec; il periodo parigino rimane fondamentale per la produzione successive del pittore. Van Gogh (1853-1900), figlio primogenito di un pastore protestante, terminati gli studi si impiegò presso la casa Goupil (una ditta di mercanti d'arte), prima nella sede dell'Aja, poi nella sede londinese e infine a Parigi, dove venne licenziato.
Dopo altri tentativi di lavoro andò ad Amsterdam per diventare teologo, ma senza risultati. Passò allora alla Scuola di Evangelizzazione pratica di Bruxelles; di qui nel 1878 partì per le miniere nel Borinage, stabilendosi nel villaggio di Paturage, presso Mons. Per il suo fervore fu nominato evangelizzatore a Wasmes; sempre, anche negli scioperi più duri, fu dalla parte dei minatori, ciò lo fece giudicare pericoloso dalle autorità religiose che lo licenziarono. A questo periodo risalgono i suoi primi disegni e in seguito decise di dedicarsi alla pittura. Dopo un felice ritorno alla casa paterna di Etten, nuove ansie e nuovi conflitti gli vennero da un suo amore per una prostituta, Sien.
Nel 1882 visse a Schenkweg con Sien e il bambino di lei, in povertà, ma fiero della sua indipendenza di pittore. Intanto si erano fatti più stretti i rapporti con l'amato fratello Theo, che convinse Vincent dell'impossibilita di redimere Sien. Lasciò Sien e ritorno nel Nord sino alla fine del 1883. Poi passò a Nuenen, riavvicinandosi alla famiglia. Il soggiorno a Nuenen fu decisivo per la formazione artistica di Van Gogh: disegnò, dipinse contadini, tessitori, il cimitero, la chiesa, le capanne fino al capolavoro tragico dei Mangiatori di patate (1885, Amsterdam, Mus. Van Gogh). Dopo la morte del padre (1885) si trasferì ad Anversa, ma nel 1886 raggiunse il fratello Theo a Parigi dove scoprì la grande pittura impressionista e l'arte giapponese (Ritratto del père Tanguy, Parini, Mus. Rodin). Fu il periodo della trascinante scoperta del colore della vita quotidiana, seguendo le tecniche e il modo di vedere degli impressionisti, rapidamente assimilate. Nel 1888 si stabilì ad Arles (mezzogiorno della Francia) dove dipinse molti capolavori, entusiasta della luce del Sud, tra i quali alcune delle sue immagini più serene (Veduta di Saintes-Maries, Otterlo mus. Kroller-Willer; Giardino fiorito, L'Aja, Mus. Municipale; Caffè di Notte, New Haven, Connecticut, Yale Universtity Art. Gall.; La camera di Vincent, Amsterdam, Rijkmus. Van Gogh). Cresceva intanto l'interesse per Millet e per la teoria dei colori di Delacroix. Con l'aiuto di Theo chiese ed ottenne che Gauguin venisse a lavorare con lui ad Arles e in vista del suo arrivo venne acquistata la "casa gialla". Dopo un periodo di armoniosa convivenza ricca di reciproci stimoli, il rapporto tra i due entrò però in crisi e Gauguin se ne andò. Van Gogh disperato, incolpandosi di tutto, si taglio il lobo dell'orecchio (vi sono alcuni terribili autoritratti dopo questo episodio) e venne internato in ospedale dove fu curato dal dottor Rey. Una nuova crisi e un nuovo ricovero seguirono il ritorno a casa. Nuovamente internato su petizione di alcuni abitanti di Arles, riuscì a lasciare la città e a farsi curare all'ospedale di Saint-Rèmy. Qui dipinse molto l'ambiente e anche i dintorni: è il periodo dei cipressi (Cipressi, 1889, New York, Metropolitan Museum) e degli olivi (Oliveto, Amsterdam, Rijksmus. Van Gogh) e delle stelle ruotanti (Notte stellata, 1889, New York, Mus. of Mod. art.).
Il 16 maggio lasciò Saint-Rèmy per Auvers-sur-Seine. Fu un periodo contrastato di brevi felicita e rapide crisi superate grazie all'amore per il fratello e all'amicizia per il dottor Gachet. Dipinse molto: paesaggi, nature morte, alberi tormentati come esseri umani, grandi campi di grano sotto un cielo plumbeo con voli di corvi (Campo di grano con corvi, 1890, Amsterdam, Rijksmus). Van Gogh. 11 27 luglio 1890 si sparò un colpo di pistola, mori due giorni dopo assistito dal fratello che gli sopravvisse pochi mesi.

Van Gogh lasciò circa 800 quadri e quasi altrettanti tra disegni e acqueforti (e nelle lettere a Theo e in quelle a Van Rappard, pittore che gli fu amico e con il quale ebbe una corrispondenza per ben cinque anni, lasciò un eccezionale documento di umanità e di modernità artistica). Non aveva quasi mai venduto niente. V'era stato un solo articolo su di lui, apparso sul "Mercure de France" e dovuto alla capacita critica di Albert Aurier. Dopo la morte del pittore il significato della sua opera si fece rapidamente strada, fino ad esercitare una profonda influenza sul corso dell'arte del XX secolo per la straordinaria importanza delle sue innovazioni (colore, materia, gestualità, segno sono portati al massimo della tensione, della energia vitale e tragica).
Dopo la iniziale pittura della miseria contadina ed operaia, Van Gogh volle prendere su di se tale miseria, viverla in prima persona. Influenzato decisamente dall'impressionismo lo superò, pittura e vita divennero per lui una cosa sola. Emarginato dalla società industriale, nonostante i ripetuti tentativi di integrarsi, affidò la sua contestazione alla semplicità esistenziale dell'artista che sta dentro la vita e nelle zone più povere e più malate.

In Italia Nino Costa insieme a Onorato Carlandi e ad altri fonda a Roma la società "In arte libertas". Il carattere internazionale dell'associazione emerge sin dalla prima mostra allestita presso lo studio Giorgi. Vengono infatti esposti quadri a A. Leighton, e Burne-Jones, D. G. Rossetti, C. Corot, A. Böcklin.

Onorato Carlandi (1848-1939), passò dai quadri a soggetto storico alla pittura dal vero, vinse nel 1875 il premio all'Esposizione degli Amatori e Cultori di Roma. Fondò con il Cabianca e con altri la Società del Acquerellisti di Roma. Espose a Londra alla Royal Academy dal 1882 al 1889.

Mac Klinger dipinge il Giudizio di Paride (Vienna, Kunsthistorisches Mus.). Klinger (1857-1920) fu pittore, incisore e scultore, frequentò la Scuola di belle arti di Karlsruhe, lavoro nello studio di Böcklin. Dal 1875 si dedicò alle incisioni che pubblicò in 13 cicli, ricchi di tensione visionaria che piacque ai surrealisti. I più noti sono; Eva e il futuro (1880); Un guanto (1881), Una vita (1884); Della morte (1889 e 1909). Visse a Parigi dall'83 all'86 e a Roma dove incominciò a interessarsi di scultura.
Fu influenzato da Rodin, ma in seguito reagì con l'eloquenza realistica e insieme retorica dei suoi pezzi più noti.

Viktor Michajlovic Vasnecov dal 1886 al 1896 esegue la decorazione interna di San Vladimiro a Kiev. Vasnecov (1848-1926) fu architetto, pittore e scenografo. Si formò all'Accademia di Pietroburgo; nel 1876-77 dimorò per studio a Parigi; fu molto vicino al gruppo di Abramtsevo. Egli si colloca nel clima del revival slavo tardottocentesco, caratterizzandosi formalmente per il recupero di fonti e modelli medievali e bizantini (direttamente studiati in viaggi in Italia), gradualmente sviluppati in una combinazione di naturalismo e simbolismo. Oltre al lavoro già citato sono da ricordarsi i dipinti di soggetto storico e quelli ispirati alle tradizioni popolari e il progetto per la Galleria Tretjakov a Mosca (1900). Nella sua opera si ritrova una espressività decorativa particolarmente accentuata che risalta in maniera ancora più immediata nelle tele storico-fantastiche.

G. d'Annunzio pubblica il poemetto Isotta Guttadauro, con illustrazioni di gusto allegorico-preraffaellita di Giulio Aristide Sartorio (1860-1932), buon decoratore, noto per il fregio dell'aula del Basile a Montecitorio. Fu professore all'Accademia di Weimar dal 1895 al 1900 e poi a quella di Roma. Ebbe successo alla Biennale di Venezia del 1899 come pittore preraffaellita. Si distinse come grafico illustratore oltre delle opere di d'Annunzio anche delle edizione de "Il Convito" del De Bosis.

Architettura:

A Milano sono intrapresi i lavori di completamento della facciata del Duomo in stile gotico, secondo una tradizione che vede un analogo intervento sulla facciata di Santa Maria del Fiore a Firenze (1867-87).

Musica:

31-7-1886 More a Bayreuth Liszt. Grande pianista innovatore della tecnica del pianoforte e compositore.

 

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