1874

 

1874

Pio IX pronuncia il "non expedit" (non "opportune") con cui vincola i cattolici italiani all’astensione dall’attività politica.
I francesi stipulano un
trattato commerciale con l’imperatore del Vietnam instaurando una sorta di protettorato sulla regione.
In Spagna un colpo di stato militare abbatte la Repubblica e restaura la monarchia borbonica ponendo sul trono
Alfonso XII (1874-1885), figlio di Isabella II.

Arte figurativa:

Nello studio del fotografo Nadar viene tenuta la prima esposizione degli impressionisti; in questa occasione viene usato per la prima volta il termine "impressionismo", coniato ironicamente dal critico L. Leroy su un’opera di Monet (Impression, soleil levant, composta nel 1872). Partecipa a queste mostra tra gli altri, anche il pittore Paul Cezanne, che entrerà a far parte del movimento, superandolo poi in un nuovo classicismo che lo porterà ad essere riconosciuto come il padre di tutta l’arte contemporanea e precursore di molte poetiche del Novecento.

Cezanne (1839-1906), nato da una ricca famiglia borghese ad Aix-en-Provence, studiò dapprima diritto poi si dedicò alla pittura, praticamente da autodidatta, studiando al Louvre i pittori veneti a gli olandesi, Caravaggio a Velázquez; conobbe la pittura di E. Delacroix (1798-1863) a di Courbet a fu profondamente amico di Pissarro cha ebbe molta influenza sui suoi orientamenti artistici. Nonostante mandasse quadri ai vari Salons ebbe pochissimo successo fino al 1899 quando, al Salon des Independents, cominciò a suscitare interesse. II successo andò sempre crescendo, nel 1904 il Salon d’Automne gli riservò una sala e nel 1907 vi fu in suo onore una grande retrospettiva postuma. Tra il 1865 e il 1869 dipinse una serie di ritratti noti come "ritratti dell’oncle Dominique" nei quali risolse il problema del volume con lo spessore della materia usata stendendola con la spatola. Cominciò poi a raffigurare la realtà in modo più sintetico come nel (La case dell’impiccato (1873). Con La casa del dottor Gachet a Auvers (1873), i Ritratti di Choquet iniziò una operazione di distanziamento dall’impressionismo, rifiutando il disfacimento della forma nella vibrazione della luce. Cézanne perseguì la realizzazione di un ordine mentale che si esprime in forme pittoriche salde modellate plasticamente dal colore (del 1877 iniziò ricerche sul valore costruttivo del colore). II carattere durevole, eterno delle cose della natura venne espresso da Cézanne anche in parecchie nature morte e colse anche aspetti della vita quotidiana (Madame Cézanne nella serra, circa del 1890; Giocatori di carte, 1890-92). Nell’ultimo periodo si dedicò a molte composizioni di Bagnanti. Egli fu il primo ad asserire per la pittura una nuova funzione, che è alla base di tutta la pittura moderna, quella di costruire una realtà propria retta da proprie leggi, indipendentemente dai dati naturali o emotivi.

Sempre nell’anno 1874 E. Manet esegue il dipinto "Monet che lavora nel suo bateau-atelier" (Monaco, Bayerische Staatsgemäldesammalungen), omaggio al cardine dell’impressionismo: la pittura "en plein air".

Manet (1832-1883), nato in una famiglia della buona borghesia seguì gli studi classici, divenendo poi ufficiale di marina. Convinse in seguito il padre a lasciargli coltivare l’inclinazione artistica; gli fu però imposto di studiare con l’accademico T. Couture, con il quale lavorò pen ben sei anni, nonostante i violenti scontri col maestro. Manet studio profondamente la tradizione pittorica e soprattutto gli artisti che avevano fatto dell’espressionismo tonale del colore il fondamento della loro pittura; Giorgione, Tiziano, gli olandesi del Seicento, Goya Francisco e Velázquez. Il problema spaziale fu risolto mediante il riferimento all’arte giappanese basata sulle forme bidimensionali. Ebbe un prima successo ai Salon del 1861 con ii Chitarrista spagnolo (New York, Metropolitan Mus.), ma negli anni seguenti la sua pittura fu continua occasione di scandalo e di polemiche sempre più astiose con la critica ufficiale e i benpensanti che consideravano i suoi personaggi "disdicevoli" ed erano indignati per l‘abolizione della prospettiva, deli volumi, delle mezze tinte del chiaroscuro; solo colori squillanti, fortemente contrastati saldamente contornati. La pittura moderna si suole far iniziare da due grandi opere che Manet dipinse nel 1863 (entrambe al Jau-de-Paume): Le déjeuner sur l’herbe e l’Olympia. Rielaborò per entrambe temi classici: un disegno di Raffaello e il Concerto campestre di Tiziano per la prima, la Venere di Urbino di Tiziano e la Grande Odalisca di Ingres per la seconda. Dal 1863 Manet frequentò il gruppo che costituirà "gli impressionisti", ma solamente dopo il 1873 si compì l’effettiva sua evoluzione verso l'impressionismo. Nonostante tutto i quadri di Manet rimasero sempre un problema di forma risolto nel colore e nella linea.

Alla prima esposizione degli impressionisti a Parigi (nello studio del fotografo Nadar partecipa anche su invito di Degas l’italiano Giuseppe De Nittis, che aveva lasciato l’Itatia nel 1867. De Nittis (1846-1884). Espulso dall’Accademia di Napoli cominciò a dipingere dal vero. Fece parte della Scuola di Resina e si accostò ai macchiaioli toscani. Divenne famoso per le sue vedute parigine e londinesi.

In Belgio viene fondata la rivista d’arte "L’Emulation" a Bruxelles, la prima rivista belga aperta all’arte nuova.
Nell’opera di Constantin Meunier i realismo ha la sua principale affermazione nella pittura belga. Prima di lui vi era stata la rinascita della pittura di paesaggio con i pittori della scuola di Tervuren che, seguendo l’esempio dei pittori francesi di Fontainebleau, fecero della foresta di Soignes la loro Fontainebleau, unendo ispirazione romantica a realismo nei loro paesaggi. Meunier (1831-1905) trattò con energia non priva di retorica i temi drammatici della condizione operaia. Fu scultore (II Grisou, Bruxelles, Mus. Royaux; Scaricatore, Venezia, Gall. d’Arte Mod.) e pittore (Il ritorno dalla miniera e Fonderia, Anversa, Mus. Royal des Beaux-Arts; I minatori e Carbonai sotto la neve, Bruxelles, Mus. Royaux).
La scuola belga fu animata da Hippolyte Boulanger (1837-1874), ed ebbe in Louis Artan (1837-1890) e in Guillaume Vogels due delicati cantori della pioggia, del mare a del paesaggio fiammingo. Altro pittore realista specializzato nella pittura di figure in interni fu Henry Braekeleer (1840-1888) (L’uomo seduto del Mus. di Anversa e La partita a carte del Mus. Royal des Beaux-Ants di Bruxelles). I suoi quadri sono caratterizzati da una meticolosa raffinatezza di esecuzione e da un sapiente uso della luce.
Alfred Steven (1823-1906), ritrasse in stile naturalista gli aspetti mondani della società del suo tempo e fu tra i primi a subire il fascino della "Japonaisenies". Fu amico degli impressionisti, ma non può tuttavia essere considerato un impressionista. Nel 1886 pubblicò "Impressione sulla pittura", opera che ebbe molto successo a fu tradotta in varie lingue.
La scultura presentò dopo l’indipendenza (1830) una fiorituna di statue celebrative. Nella seconda metà del secolo ebbe inizio la tendenza realistica in cui, come già detto per la pittura, domina Constantin Meunier.

Accentuandosi sempre di più il richiamo parigino, anche l’italiano Federico Zandomeneghi emigra a Parigi. Dal 1874 al 1877 G. Toma esegue a Napoli Luisa Sanfelice in carcere (Roma, Galleria d'Arte Moderna). L’opera segna il distacco dai canoni della pittura storica e l’affermazione di un linguaggio verista del tutto nuovo nell’ambiente napoletano. Zandomeneghi (1841-1917). Inizialmente frequentò i macchiaioli, dope il trasferimento in Francia seguì le sorti degli impressionisti partecipando ai Salons. Dipinse essenzialmente composizioni di fiori a figure, nonchè ritratti.

In Spagna, nel campo della pittura il Romanticismo aveva indirizzato gli artisti verso una rivalutazione dei temi popolari, verso il paesaggio, ma soprattutto verso i temi storici. Ebbe particolare sviluppo la grafica con disegni, litografie ed altri procedimenti illustrativi.
Nella rivalutazione dai temi popolari si può ricordare Valeriano Becquer (seconda metà del secolo XIX) e M. Rodriguez de Guzmàn che lavorarono soprattutto in Andalusia; seguirono fedelmente le orme di Goya: Leonardo Alenza y Nieto (1807-1845), Francisco Lameyer (1825-1877) ed Eugenia Lucas Padilla (1824-1870) che dipinse prevalentemente tori; compì molti viaggi in Africa e in Europe e risulta artista diseguale e discontinuo nel rendimento.
Il paesaggio romantico ebbe cultori come Jenaro Perez Villaamil (1807-1854) che viaggiò molto per l’Europa, dipingendo paesaggi di vari tipi a F. J. Parcerisa.
Contamporaneamente continuò la corrente che, coltivando la linea e il disegno fu il proseguimento della tradizione classica e che ebbe come rappresentante principale Federigo de Madrazo (1815-1894). Figlio del pittore neoclassico José nacque a Roma; compì gli studi pittorici a Roma e a Parigi poi si stabilì a Madrid, ove divenne il ritrattista della corte e dell’aristocrazia. Appartenne alla corrente tradizionale anche il gruppo del "nazarenos catalanes", tra cui si distinguono Joaquin Espalter (1809-1880) e Claudio Lorenzale (1815-1890).
Nella seconda metà del secolo XIX ebbe grande sviluppo la pittura di quadri di genere storico che sfociò poi in pittura di genere e di scene folkloristiche regionali. Si notano in questo ambito artisti come Antonio Gisbert (1835 - dopo il 1899), J. Casado del Alisal e J. Moreno Carbonero. Importantissime figure furono: Edoardo Rosales (1836-1873), nacque e morì a Madrid, dove realizzò la sua formazione artistica, ma si trasferì e visse a lungo a Roma e Mariano Fortuny.
Fortuny (1838-1874). Formatosi a Barcellona, nel 1857 era a Rome dove subì l’influsso dei Nazareni. Dopo un viaggio in Morocco, fu a Parigi dove conobbe Meissonnier a fu influenzato da Gavarni. Il suo stile elegante, ma piuttosto superficiale, nel genera della "vignetta romantica" ebbe notevole successo, sia nei dipinti di soggetto storico che nei temi esotici, esercitò larga influenza, sia in Spagna sia in Italia. Morì a Roma.

Nella stessa epoca si sviluppa il paesaggio come genere a sé, che ebbe ad iniziatore il fecondo Cantos Haes (1829-1889), belga di nascita; dopo di lui notevoli: Casimiro Sainz (1853-1898) e Martin Rico (1835-1908), e in Catalogna Ramon Manti Alsina (1835-1894) che non si limitò ai paesaggi, ma dipinse anche figure, e Joaquin Vayreda (1834-1894), capo della numerosa scuola di Olot.

Viene fondata e Teplitz in Cecoslovacchia la K. K. Fachschule für Tecnindustrie in Teplitz "Scuola specializzata per l’industrie dell’argilla a Teplitz", cioè una scuola specializzata per disegnatori e modellatori. Nel 1899-1900 queste scuola partecipa per la prima volta a una mostra al Museo austriaco per l‘Arte a l’lndustria ed in seguito è presente ad altre esposizioni, sia in quella sede sia in altri musei, che spesso ne acquistano i prodotti. Per l’esposizione mondiale di St. Louis, nel 1904, la scuola presenta, su commissione, alcuni grossi vasi e una grande composizione di piastrelle di ceramica e smalti colorati disegnata da Max von Jungwirth.

Architettura:

Iniziatasi alla fine del secolo XVIII l‘opera di trasformazione a di rimodernamento della città belghe continuò per tutto il secolo XIX. Soprattutto a Bruxelles furono aperti grandi boulevards che attraversano la città e furono costruiti importanti edifici civili e religiosi. Negli edifici ufficiali civili dominarono gli stili neorinascimentale e neo-barocco, per gli edifici religiosi il neoromantico e il neogotico. Suys, il Giovane (1823-1887), nel 1873 progetta il Palazzo della Borsa, con la collaborazione di Rodin.
Joseph Poelaert (1817-1879) progetta ii Palazzo di Giustizia costruito dal 1866 al 1883; sempre Poelaert aveva già progettato la neogotica chiesa di Notre-Dame, costruita tra il 1854 e il 1872. Furono eretti parecchi monumenti commemorativi di Meunier, di Rodin (Cariatidi al numero 35 del Boulevard Anspach nel 1870-74) e di Joseph Geefs (1808-1885) scultore esponente di un gusto patriottico e romantico.

In Francia Abadie inizia la costruzione della chiesa del Sacro Cuore a Montmartre, Parigi. Paul Abadie (1812-1884) fu autorevole esponente del gusto eclettico e autore di numerosi restauri e ricostruzioni "in stile". Nella sua opera più famosa, la chiesa del Sacro Cuore, appunto, si fondono moduli bizantini con reminiscence romaniche.
In Spagna per tutto il XIX secolo coesistono esperienze e correnti diverse, da impostazioni neoclassiche agli eclettismi di vario gusto, sempre basati su un fervoroso substrato romantico. La Spagna ha mantenuto a lungo viva una tradizione cha affondava le sue radici in una sensibilità tipicamente iberica con una componente folkloristica e geagrafico-climatica (considerando anche le infinite accezioni ispano-moresche). Le abitazioni d'arte popolare, adeguati alla necessità climatica delle varie regioni, mostrano sempre una grande attenzione nella scelta dei materiali: vi e la grande case santanderina; il casolare basco-navarrese; il granaio gallego; la fattoria andalusa; la capanna valenciana; le famose case maditerranee di Ibiza formate da masse gaometriche; la "masia" catalana, sopravvivenza della casa rurale romana.

Musica:

Verdi compose la Messa di Requiem per la morte del Manzoni (1873-1875). In Austria Johann Strauss (figlio) compone Die Fledermaus (Il Pipistrello"), una delle sue operetta più famose.

Strauss figlio (1825-1899), esordì a Hietzing, capo di un proprio complesso di quindici esecutori, acquistando immedietamenta vasta popolarità. Alla morte del padre unì alla propria la sua orchestra, formando così un grande complesso che portò in fortunate tournées in Austria, Germania, Polonia, Russia a Stati Uniti. Dal 1863 al 1870 diresse i balli di corte a Vienna. A lui si deve il definitivo perfezionamento del genere valzer, difatti venne definito "il re del valzer". L’impegno e l’ampiezza degli sviluppi di alcuni suoi valzer indicano in Strauss uno studioso attento della migliore tradizione sinfonica tedesca. Tra i più famosi: Künstlerlaben ("Vita d’artista"), 1867; An der schönen blauen Donau ("Il bel Danubio blu"), 1867, Geschichten aus dem Vienerwald ("Storie del bosco viennese"), 1871 ca. Coltivò in particolare anche il genere dell’oparetta, risentendo inizialmente l’influsso di Offenbach, ma acquisendo ben presto uno stile personale. Die Fledermaus e Der Zigeunerbaron ("Lo zingaro barone", 1885), sono, giustamente, due delle operette più famose dell’Ottocento.

 

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