La sua immagine si lega ai fumetti. La sua produzione non si è però limitata al solo ingrandimento di vignette o fumetti, ma, una volta definito il suo stile, lo ha usato per rivisitare e dialogare con diversi artisti del Novecento, come ad esempio Pablo Picasso e Fernand Léger. I soggetti dipinti sono definiti da un contorno nero molto preciso, il colore è disomogeneo per la presenza di una retinatura, tipica del fumetto, ottenuta tramite la sovrapposizione sulla tela di un retino metallico.
Roy Lichtenstein è la faccia sofisticata della
Pop Art, un movimento al quale si avvicina per spirito di
contestazione, con un approccio "...anti-contempaltivo,
anti-sfumature, anti tutte quelle idee brillanti dei movimenti
precedenti che ognuno conosce perfettamente", perchè lui è
"contro", semplicemente.
Il suo stile si connota nei termini che ci sono familiari e che lo
contraddistinguono in modo peculiare verso gli anni '60, quando egli
comincia a riferirsi come fonte pressoché unica delle sue creazioni al
mondo dei fumetti, utilizzandone le immagini ingrandite e
dilatate ad esprimere, con gli stessi mezzi della grafica
pubblicitaria, la banalizzazione operata dall'informazione di
massa sulla realtà: lo stesso tema propone anche nell'artificioso
ingrandimento, a mezzo di un proiettore, di opere del passato,
cubiste, futuriste espressioniste, Picasso,
Mondrian
Cézanne, rivisitate
e restituite graficamente con una puntinatura tipografica ad effetto
pointillisme, ponendo l'osservatore davanti alla necessità
di valutare la propria reazione a fronte di una rappresentazione
radicalmente mutata nel suo codice convenzionale.
Il materiale utilizzato da Lichtenstein deriva
dalla cultura popolare, ne è l'espressione più
elementare ed immediata, ma egli ne seleziona e ne utilizza gli elementi
con raffinata e sottile attenzione, tanto da operare una
sostanziale revisione delle fonti di ispirazione per un esito
del tutto diverso: egli stesso dice "spesso
questa differenza non è grande, ma resta essenziale".
Pur volendo esprimere la banalizzazione, Lichtenstein non è mai
banale e, pur nell'ambito della Pop Art, non ha
nulla dell'artista autenticamente popolare: grazie all'ironia
lucida e intelligente di un linguaggio marcatamente personale
che lo differenzia da tutti gli altri artisti pop, lontano dalla
spersonalizzata ripetitività di
Andy Warhol, le sue
opere hanno spesso una aulicità, una solennità che lo avvicinano alla
monumentalità classica di un
Seurat, di un
Poussin,
denunciando un'intenzione sempre rigorosamente tesa ad un
risultato estetico, con un interesse costante per il
contenuto artistico, in rapporto quasi ossessivo con le sue
stesse teorie su e per l'arte.
Le sue idee sulla genesi artistica e sulle tecniche esecutive furono
infatti precise e puntuali come teoremi matematici, applicate ad un
sistema di lavoro molto sofisticato e minuzioso che partiva dallo studio
al microscopio dell'immagine di una
comic strip, poi
ingrandita e riportata sulla tela con un procedimento grafico integrato,
successivamente, dal lavoro pittorico vero e proprio, una elaborata
esecuzione da specialista.
![]() Still Life with Glass and Peeled Lemo 1972 |
![]() Still Life with Goldfish Bowl and Painting of a Golf Ball 1972 |
![]() Still Life with Silver Pitcher 1972 |
![]() Still Life with Crystal Bow 1973 |
La contaminazione tra la cultura popolare espressa dal fumetto e l'atteggiamento pittorico di un intellettuale colto e raffinato confluiscono in composizioni spesso di grandi dimensioni, realizzate con i mezzi formali tipici del fumetto e delle tecniche tipografiche ad esso connesse, come ben si evidenzia nel quadro presentato: il contorno nero e ben definito, il colore disomogeneo, come nella stampa di scadente qualità, per la presenza di una grossolana puntinatura ottenuta con la sovrapposizione di un retino metallico con fori appositi, l'uso di combinazioni di colori primari come nelle edizioni economiche, secondo la tecnica di lavorazione "Ben Day", definiscono immagini solari, chiaramente descrittive, ironiche, gioiosamente colorate, lontane dalle angosce esistenziali di tanti movimenti precedenti, espressive di un mondo nuovo, spensieratamente consumistico ed entusiasticamente moderno.
![]() Cubist Still Life with Playing Cards 1974 |
![]() Still Life with Folded Sheets 1976 |
![]() Still Life with Lamp 1976 |
![]() Dr. Waldmann 1979 |
E' probabilmente la necessità di indagine su un mondo interiore che, verso gli anni '70, spingerà Lichtenstein a cimentarsi in una serie d’immagini basate esclusivamente sullo specchio, inseguendo con nuove tecniche e nuovi materiali il riflesso di sè, in seguito contaminando varie tecniche fra loro (Brushstroke e Mirror), tecniche pittoriche e tecniche di riproduzione meccanica, per dimostrare ancora una volta che, in arte, nulla si può dare per scontato, che ogni immagine può essere reinventata e che nessun modo è migliore di un altro per guardarla o capirla, così come non ci sono regole per ciò che riguarda l'ispirazione dell'artista.
Come Lichtenstein diceva,"ciò che caratterizza la Pop Art è innanzitutto l'uso che fa di ciò che viene disprezzato", non ha alcuna importanza il contenuto del messaggio proposto, importa solo come esso viene trasmesso, ogni cosa può divenire arte, anche l'immagine di un "fumetto", quando, estrapolata dal suo contesto, diventa unica ed autonoma, oggetto estetico di cui il pubblico è destinatario e consumatore finale.


















