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Fortunato Depero
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Studia a Rovereto alla Scuola Reale nella sezione Arte Applicata.
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![]() Solidità geometriche di donna 1918 |
Nel
1908 viene respinto all'esame di ammissione per l'Accademia di Belle Arti di
Vienna.
Nel 1910 va a Torino dove lavora come decoratore all'Esposizione
Universale.
Nel 1911 tiene la prima personale alla cartolibreria di Giovannini di Rovereto.
Nel 1913 è a Firenze dove entra in contatto con gli
esponenti della rivista nascente Lacerba. A Roma visita la mostra di
Boccioni e ne rimane molto colpito.
Nel 1914 partecipa a Roma
all'Esposizione Libera Futurista Internazionale con 12 opere. L'arte
futurista di Depero si sviluppa soprattutto dopo il 1915, quando firma
insieme a Balla il Manifesto della Ricostruzione Futurista dell'Universo, in cui
si definisce un astrattista futurista mettendo in evidenza la sua posizione
particolare nei confronti del Futurismo più tradizionale.
Nel 1916 tiene la prima personale a Roma inaugurata da
Marinetti e
Balla.
Nello stesso anno Diaghilev gli affida il progetto delle scene e dei costumi per
il balletto di Strawinsky, Il canto dell'usignolo.
Nel 1919 fonda la Casa D'Arte da cui uscirà la produzione di
arazzi, cuscini, cartoni pubblicitari.
Nel 1921 viene allestita una grande
personale a Milano con 203 opere.
Nel 1927 espone alla Quadriennale torinese
il dipinto, ora alla Galleria Comunale di Roma Polenta a fuoco vivo. Per due
anni si trasferisce in America. Dopo gli anni Venti l'arte di Depero si fa
più matura; ciò dà maggiore plasticità alle sue volumetrie geometriche. Ne
deriva una grande capacità decorativa che lo spinge negli anni Trenta verso
la pubblicità (famosa è la campagna per il Campari), l'arredamento e gli
intarsi di stoffa.
Nel 1932 è presente alla mostra parigina sull'aeropittura futurista.
![]() Grattacieli e Tunnel 1930 |
![]() La bottiglia di Campari Soda, disegnata da Depero nel 1930 |
![]() New School for Social Research, New York 1948 |
Nel 1933 fonda Dinamo, rivista d'arte futurista. Nel 1936 espone
alla
Biennale di Venezia e nel 1948 parte per New York, ma già nel 1949 torna
in Italia e si ristabilisce a Rovereto. Le sue opere fin dagli anni '50
vengono esposte in tutte le più importanti rassegne futuriste.
Nel 1956
Rovereto gli dedica un Museo permanente. Nel 1959 è presente a Roma alla
mostra del Futurismo, commemorativa del cinquantenario del Primo Manifesto
Futurista.
Scheda della storia dell'arte:
Nel 1915 la stesura del "Manifesto della ricostruzione futurista dell'Universo",
firmato da Balla e
Fortunato Depero
(1892-1960) apre la seconda fase del Futurismo, che, dopo la morte di Boccioni e
Sant'Elia in tempo di guerra, tenta di superare la crisi apertasi al suo
interno. Il tentativo di "... ricostruire l'Universo rallegrandolo, cioè
ricreandolo integralmente ..." si estende alla progettazione e produzione di una
vasta gamma di oggetti ed arredi: nasce il "giocattolo futurista", il "vestito
trasformabile", ed altri congegni che ripropongono ancora in definitiva il mito
della macchina.
![]() Chiesa di Noriglio |
![]() Polenta a fuoco duro |
![]() Moustaches |
![]() Depero Modernist Paintings and Tapestries |
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