|
André
Derain |
![]() |
Pittore francese
Dopo aver compiuto gli studi giovanili, decise di dedicarsi alla pittura e per
questo motivo si trasferì a Parigi.
Il 1905 fu un anno molto importante per Derain, che espose sia al Salon des
Indépendants che al Salon d'Automne con un gruppo di artisti, tra cui
Henri
Matisse.
L'influenza di Matisse portò il gruppo ad elaborare una nuova concezione della
luce e dei colori con una semplificazione della figura in senso
antinaturalistico: in una luce totale e senza ombre e con uno straordinario
senso del ritmo, le pennellate di colori violenti ed accesi, e non il disegno,
modellano e costruiscono le figure umane ed il paesaggio.
I riferimenti alla realtà sono minimi, mentre abbondano allusioni allegoriche ed
elementi simbolici, che si ispirano alle opere di
Paul Gauguin e dei nabis, come
Maurice Denis; in particolare, nelle opere di Derain, alcuni critici hanno
rilevato vari riferimenti anche alle poesie di Guillaume Apollinaire.
Ci troviamo in un universo fantastico che fonde elementi diversi, dalla
mitologia greca a quella indiana, con dee esotiche e misteriose che danzano in
foreste primitive dalla vegetazione lussureggiante, popolate da strani animali.
Le novità di questi artisti suscitano grande sorpresa, tanto che la critica li
definisce fauves, cioè belve selvagge.
Nel 1906 Derain conobbe Georges Braque e
Pablo Picasso, insieme ai quali si
interessò alle culture primitive extra europee, in particolare alla scultura
africana.
Nelle opere di questo periodo la scelta degli oggetti, la loro disposizione, la
distribuzione delle luci e dei colori hanno tratti tipici del
cubismo, anche se
la scomposizione delle forme non è portata alle estreme conseguenze.
Lo stile di Derain risente anche dello studio dei dipinti di
Paul Cézanne, che
lo porta ad un ritorno alla natura e lo stimola allo studio dei grandi maestri
italiani, dai quali assimila l'arcaismo asciutto e monumentale, la
semplificazione delle linee e il rigore austero dei colori: è il periodo detto
gotico o
bizantino, nel quale interpretò senza tradizionalismi stili antichi,
influenzato in questo anche dall'espressionismo tedesco.
Sono gli anni del suo "ritorno all'ordine", anni in cui Derain si allontanò
dalle ricerche compiute dalle avanguardie: sono scomparsi i toni accesi e
vivaci, le complesse simbologie e l'ambientazione irreale, la scena ha
acquistato profondità e il disegno ha nuovamente un ruolo dominante rispetto ai
colori.
Questi sono stesi con pennellate regolari e fluide, che non spezzano il ritmo
complessivo ma lo assecondano, creando un'atmosfera di quiete e di pace
interiore, che il pittore definì come "il silenzio magico delle forme
giottesche".
L'interesse per l'arte italiana del Trecento e del Quattrocento, soprattutto per
quella senese e fiorentina, fu in parte dovuto alla frequentazione con la folta
comunità italiana di Parigi di quegli anni, in particolare con Alberto Savinio,
fratello di Giorgio De Chirico, che lo stimolò verso la riscoperta del
realismo
e verso un ritorno al passato, all'arte antica romana, a Caravaggio e a
Gustave
Courbet, che si realizzò pienamente in un gruppo di interni con nudi, nature
morte e scene mitologiche realizzato tra il 1912 e il 1913.
La sua riscoperta della tradizione è però continuamente mediata dall'influenza
di Paul Cézanne, il cui influsso è evidente nelle distorsioni prospettiche.
Dopo il 1913 Derain si dedicò con passione ai quadri di figura, prima con gli
autoritratti, poi con alcune scene di genere, infine con numerosi ritratti.
Nel dopoguerra, in polemica con il dadaismo e il
surrealismo, continuò la
produzione in chiave neoclassica.
|
Thumbnail |
![]() Vase roses |
![]() Seated Nude with Red Hair |
Continuò a dipingere e a esporre con crescente successo internazionale fino alla morte, avvenuta a Garches l'8 settembre 1954.
centro@centroarte.com
Copyright © Centro Arte 1999-2000