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Silvestro Lega |
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Pittore italiano, considerato fra i maggiori esponenti del movimento dei macchiaioli.
Nasce l’8 dicembre del 1826 a Modigliana (in provincia di Forlì sull’Appennino tosco-romagnolo) da Antonio Lega, proprietario terriero nativo dei dintorni di Brisighella, nel Ravennate, e dalla sua seconda moglie ed ex domestica, Giacoma Mancini, da cui avrà quattordici figli. Viene battezzato il 9 dicembre nella Chiesa di Santo Stefano in San Bernardo.
![]() Prigionieri di guerra, 1861 Ritorno di bersaglieri italiani da una ricognizione |
![]() Ritratto di Giuseppe Garibaldi, 1861 |
Nel
1843 Si trasferisce a Firenze per iscriversi il 30 maggio all’Accademia di Belle
Arti dove segue i corsi di Servolini, Gazzarrini, Bezzuoli
e Pollastrini.
Nel
1845 Frequenta lo studio di Luigi Mussini e in seguito la scuola di pittura
purista che questi tiene col pittore svizzero Franz Adolf von Stùrler, allievo
di Ingres.
Nel
1848 Si arruola volontario nella guerra contro l’Austria (Prima Guerra
d’Indipendenza), insieme a Mussini, ai suoi compagni di studio e al fratello
Carlo.
Nel
1850 Inizia a lavorare presso lo studio di Antonio Ciseri che lo incoraggia a
dipingere il primo quadro, Incredulità di San Tommaso (Modigliana, Ospedale
civile). All’Accademia del Nudo, dove insegna Giuseppe Bezzuoli, Lega conosce
Giovanni Fattori, Luigi Bechi,
Antonio Puccinelli ed Egisto Signorini. Questi lo
presenta al fratello Telemaco.
Nel
1851 Espone alla mostra annuale dell’Accademia di Belle Arti di Firenze il
dipinto perduto Velleda, quadro di gusto romantico tratto dai Martiri di
Chateaubriand. Il quadro è ammirato dal giovane Telemaco Signorini.
Nel
1852 Vince il concorso triennale bandito dall’Accademia di Belle Arti con la
tela David che placa col suono dell'arpa le smanie di Saul travagliato dallo
spinto malo. Tra gli altri concorrenti figurano Antonio Puccinelli, Cecioni,
Bezzuoli ed Egisto Ferroni. Muore la madre Giacoma Mancini.
Nel
1853 Sull’onda del successo della premiazione del Saul, il 30 gennaio
l’Accademia degli Incamminati di Modigliana accoglie Lega tra i soci.
Nel
1854-55 Esegue i primi studi dal vero. Attraverso le pagine del periodico
“Bullettino delle arti del Disegno”, le mostre annuali dell’Accademia di Belle
Arti e della Società Promotrice, Lega segue i fermenti del nuovo gruppo di
giovani artisti costituitosi nell’intento di liberare la pittura dai
condizionamenti accademici.
Nel
1857 Si trova nella città natale dove il 26 giugno riceve dalla Pia Opera di Modigliana la commissione di quattro "lunette" per la Chiesa della Madonna del
Cantone.
Nel
1858 Esegue a Firenze, tra quest’anno e il successivo, le prime due lunette con
La peste e La carestia per la Chiesa della Madonna del Cantone di Modigliana.
Non partecipa alla Seconda Guerra di Indipendenza.
Nel
1859 Su stimolo del concorso indetto a Firenze da Bettino Ricasoli, esegue tra
quest’anno e il 1861 il cospicuo gruppo delle tele di soggetto militare, tra cui
Imboscata di bersaglieri italiani in Lombardia e Ritorno di bersaglieri italiani
da una ricognizione, opere esposte entrambe alla Società Promotrice di Belle
Arti nel 1861 e, nello stesso anno sempre a Firenze, alla prima Esposizione
Nazionale Italiana alle Cascine.
Nel
1860 Prende in affitto una stanza-studio in via Santa Caterina, nel nuovo
quartiere del Barbano. Nella zona risiedono molti pittori che frequentano il
Caffè Michelangelo, tra cui Banti, Fattori e Giuseppe Moricci. Nei nuovi locali
Lega prosegue nella sua opera che, da ora in avanti, sarà orientata alla
raffigurazione della vita moderna.
Nel
1861 In primavera-estate il gruppo dei Macchiaioli effettua alcune gite di
studio a San Marcello, sull’Appennino pistoiese, e a Castiglioncello,
realizzandovi opere destinate a rappresentarlo all’Esposizione Nazionale che
avrà luogo in settembre a Firenze. Nella campagna di Piagentina, lungo le rive
dell’Affrico, durante il mese maggio Lega realizza una serie di studi dal vero
attraverso i quali si attesta la sua definitiva “conversione” al realismo
di“macchia”.
Nel
1862 La presenza di Lega a Piagentina favorisce il costituirsi, in quella
campagna, di un cenacolo artistico
che dà origine alla cosiddetta “Scuola di Piagentina”. Oltre al Lega ne fanno
parte Signorini, Abbati,
Borrani e Sernesi. I temi richiamano la campagna dove vive la famiglia Batelli,
l’ambiente contadino
che l’abita e i costumi della vita quotidiana colti nell’intimità domestica. In
seno alla famiglia
Batelli, dove vivono anche i fratelli Dante e Ettore, Lega dipinge Le Rose della
primavera, Le
lavandaie, Motivo di grano.
Nel
1863 Conclude il ciclo per la Chiesa della Madonna del Cantone di Modigliana con
le ultime due lunette
Terremoto e La guerra. Espone con successo presso le Società Promotrici di
Genova e di Torino e
presso la Promotrice fiorentina in occasione dell’inaugurazione della nuova sede
di via della Colonna
del 22 novembre, dove presenta Una veduta in Piagentina e L'educazione al
lavoro.
Nel
1864 Sempre più in sintonia con le idee progressiste del gruppo
Macchiaiolo,
Lega aderisce all’idea di non
esporre più alla vecchia Promotrice. La volontà degli artisti più aperti al
nuovo - di rendersi
autonomi da quella istituzione - trova sfocio nella costituzione di una nuova
Società promotrice,
organizzata in seno alla Fratellanza Artigiana. Alla mostra inaugurale
partecipano Borrani,
D’Ancona, Abbati, Zandomeneghi, Signorini, Cabianca,
Fattori. Lega invia
L’elemosina, una tela di
grandi dimensioni.
Nel
1865 In occasione di Firenze capitale del neonato Regno d’Italia e del
centenario della nascita di Dante, i
Macchiaioli organizzano, nel mese di maggio, una mostra nelle sale
dell’Accademia. Lega presenta
La nonna e Motivo dal vero presso Firenze. Partecipa poi anche alle rassegne
pubbliche di Milano,
Genova, Venezia e Verona.
Nel
1866 Partecipa, per la prima volta oltre frontiera, all’Esposizione Nazionale di
Lille, inviando L’indovina e
La lettura.
Nel
1867 Nel catalogo della mostra della Società d’Incoraggiamento di Firenze, Lega
risulta residente al
numero 1 di via di San Salvi, cioè in casa di Virginia Batelli. Ispirato
dall'atmosfera della casa
concepisce il quadro Il canto di uno stornello.
Nel
1868 Per Lega è uno degli anni più fecondi tra quelli del decennio di Piagentina.
Signorini definisce questa
fase come “punto culminante e apogeo” della sua arte. A coronamento della
“trilogia poetica”
iniziata nel 1867 con la scena de Il canto di uno stornello dipinge il suo
capolavoro, Una visita,
seguito da Un dopopranzo.
Nel
1869 Espone a Torino La pittrice e, a Firenze, I promessi sposi.
Nel
1870 II 6 giugno muore Virginia Batelli. Lega torna nella sua terra d’origine, a
Tredozio, nei dintorni di
Modigliana. Partecipa alla Esposizione Italiana d’Arti Belle di Parma, dove si
afferma vincendo la
medaglia d'argento.
Nel
1871 Torna a Firenze dove partecipa alla Promotrice con alcune opere tra cui
Paesaggio romagnolo.
Nel
1872 Tra quest’anno e il successivo dipinge il bellissimo Gli ultimi momenti di
Giuseppe Mazzini e
comincia ad avvertire quei disturbi alla vista che in seguito si aggraveranno.
Nel
1874 Lega ha in animo di esporre a Londra il quadro del Mazzini in ragione della
grande popolarità
conseguita in Inghilterra dal personaggio italiano. Decide quindi di rivolgere
la sua richiesta al poeta
Algernon Charles Swinburne, in ricordo del sentimento di amicizia che lo univa a
Mazzini. Questi
assicura al pittore la propria disponibilità coinvolgendo nell’iniziativa
Guglielmo Rossetti, fratello
del famoso pittore Dante Gabriele Rossetti.
Nel
1875 Lega e Borrani danno vita ad una società denominata “Galleria di quadri
moderni Borrani Lega &
C.”. L’indirizzo artistico della nuova attività è orientato sulla proposta di
“lavori dei più distinti
artisti italiani che studiano…” L’iniziativa è ben vista da molti pittori della
loro cerchia, i quali,
inizialmente, la considerano una grande opportunità per il mercato. Purtroppo la
scarsa attitudine per
gli affari che ben presto i due artisti rivelano li costringe a cessare
l’attività dopo solo un anno.
Nel
1878 Dopo tre anni di completa assenza dalle mostre pubbliche, si presenta
all’Esposizione Universale di
Parigi, inaugurata il 7 maggio.
Nel
1880 Dopo cinque anni di assenza da ogni manifestazione italiana partecipa alla
Prima Esposizione
Internazionale di Quadri Moderni indetta dalla Società Donatello di Firenze. Il
carattere
internazionale della mostra è assicurato dalla presenza di quadri di Alfred Stevens,
Lembach, Marie Bracquemond,
Millet, Desboutin, Diaz,
Rousseau, Jongkind, Gerome,
Jules Dupré,
Corot,
Delacroix,
Courbet,
Gustave Moreau, Fantin-Latour e
Manet. Lega espone Una scena di
famiglia, da
identificare forse con La lezione.
Nel
1881 Ritrova la serenità d’ispirazione presso la famiglia Tommasi - come maestro
dei figli Adolfo,
Angiolo e Lodovico - di cui è spesso ospite a Bellariva, nei sobborghi di
Firenze.
Nel
1883 Esce postumo il volume “Profili d’artisti”, scritto da Chiaro Chiari,
letterato di modesta fama. I
giudizi espressi sulla pittura di Lega rivelano la sua capacità di percepire i
concreti valori pittorici:
“…In tutti i quadri di S. Lega vi è quella scrupolosa ricerca che l’arte
richiede non allontanandosi da
quella bellezza del vero che forma ancora la grandezza degli antichi pittori.
Ivi è quello che chiamasi
solidità, cioè quell’effetto totale in cui sembra che le figure abbiano corpo
reale e non restino come
ombre triste sopra una parete”.
Nel
1884 In primavera-estate esegue il grande dipinto Una madre, che verrà esposto
in settembre alla mostra
della Reale Accademia di Milano.
Sul giornale “Fieramosca” Signorini elogia Lega presente alla promotrice con Una
madre:
abbinandone il nome a quello di Fattori scrive: “…la critica non capisce le loro
qualità, ma vede i
loro difetti, e se in Lega li combatte e in Fattori li tace è perché il primo è
un eterno aviatore, ilsecondo è un giurato in posto accademico, col titolo di professore”.
Nel
1885 È a Modigliana dove partecipa il 26 novembre ai funerali del famoso prete
rivoluzionario Don
Giovanni Verità e ne esegue un ritratto. In questo periodo, si aggrava la
malattia agli occhi di cui
soffre da anni.
Nel
1886 Alla prima Esposizione di Belle Arti di Livorno invia quattro dipinti tra
cui Una madre, che trova un
acquirente. Tra luglio e agosto inizia a frequentare la villa Bandini al Gabbro,
nella campagna
dell’entroterra livornese, e la villa dei Tommasi a Crespina, vicino a Pisa.
Lega ha modo di venire a
contatto con una nuova realtà umana e con una natura che ha mantenuto intatto il
suo aspetto
primordiale. La scoperta di quel mondo significa per lui l’inizio del terzo
capitolo della sua storia di
uomo e pittore. Inizia a dipingere la serie delle Gabbrigiane.
Nel
1887 Prima di partire, in primavera, per il Gabbro, dove generalmente risiede,
ma da dove periodicamente
si allontana per brevi soggiorni altrove, prepara due opere con cui partecipare
all’Esposizione
Nazionale Artistica di Venezia inauguratasi in maggio: Una contadinella
fiesolana e Una
gabbrigiana.
Nel
1888 Continua a risiedere al Gabbro ed esegue opere come Gabbrigiana in piedi e
La scellerata. La sua
considerazione per quel tipo di modelle nasce dalla femminilità vivace e
naturale che esse
esprimono. I ritratti che egli realizza le esalta nel loro fiero carattere e
nella realtà etico-sociale che
esse rappresentano.
Si reca poi nel Mugello dai nobili Guidacci e a Firenze per la mostra della
Società
dell’Incoraggiamento.
Nel
1889 In gennaio espone alla Società di Belle Arti i paesaggi dipinti in Mugello.
In marzo partecipa all’Esposizione Universale di Parigi con Le gabbrigiane e un
Paesaggio.
Trascorsa l’estate a Firenze torna al Gabbro, dove sperimenta la tecnica del
pastello. Alla fine
dell’anno espone alcuni paesaggi del Gabbro alla Promotrice fiorentina.
Nel
1892 Continua a lavorare al Gabbro concentrandosi in particolare su soggetti
femminili. Viene inoltre a
contatto con le nuove formule del neoimpressionismo parigino introdotte a
Firenze da Alfredo Muller. Vedendo alla Promotrice Il naufrago di Nomellini, dipinto secondo le
nuove tecniche della
scomposizione del colore, Lega e Signorini lo ammirano come un’autentica
rivelazione.
Nel
1893 Al disturbo agli occhi si aggiungono anche i primi sintomi del carcinoma
allo stomaco che in due
anni lo porterà alla morte. In autunno invia all’Esposizione Nazionale di Roma
La casa di Don
Giovanni Verità salvatore di Garibaldi.
Nel
1895 Dopo una serie di soggiorni sempre più lunghi a Firenze, ospite di Angiolo
Tommasi a Villa San
Giorgio in via Faentina, in estate è al Gabbro. Costretto a due ricoveri per il
peggioramento del
cancro allo stomaco, muore nell'ospedale fiorentino di San Giovanni di Dio il 21
settembre.
La salma viene seppellita nel Cimitero di Santo Stefano in Pane, a Rifredi.
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