Pittore statunitense, fra i maggiori esponenti dell'espressionismo astratto.
Sulla sua figura nel 2000 è stato girato il film
biografico Pollock, diretto ed interpretato da Ed Harris, che racconta
con dovizia di particolari gli ultimi due anni della vita e della
parabola artistica del pittore.
Ultimo di cinque fratelli, nacque a Cody, nello
Wyoming. Suo padre Leroy, detto Roy, non aveva un impiego fisso e si
spostava continuamente da una località all'altra, dalla California
all'Arizona, lavorando di volta in volta come agricoltore, muratore,
pastore, guida turistica e direttore d'albergo.
Quindi la famiglia dell'artista crebbe sotto la guida della madre,
Stella May McClure, donna oppressiva, esigente e protettiva nei
confronti dei figli, tutti molto viziati specialmente Jackson che era il
più piccolo.
Subendo il suo atteggiamento nevrotico riversò queste frustrazioni in
molti suoi dipinti, ebbe una giovinezza inevitabilmente difficile,
condizionata da un carattere volubile ed introverso e da violenti
attacchi di collera, a causa dei quali venne espulso due volte dalle
scuole superiori.
Nel periodo inquieto della prima adolescenza ebbe un'infatuazione per la teosofia mistica e specialmente per le dottrine di Jiddu Krishnamurti, un mistico indù che viveva in California, secondo il quale la felicità poteva essere raggiunta solo attraverso la scoperta e la coscienza di sé, insegnamenti che influenzarono profondamente l'artista per tutta la vita.
Nel 1930 si stabilisce con i fratelli maggiori a New
York, in Greenwich Village; qui si iscrive all'Art Students’ League,
dove subisce l'influenza del pittore Thomas Hart Benton.
I due diventarono amici e
Benton incoraggiò e accentuò il suo carattere
da cow-boy che già gli aveva procurato problemi alle scuole frequentate
precedentemente.
Pollock cominciò allora ad aggirarsi nel Greenwich Village con fare
spavaldo da cowboy metropolitano.
Benton beveva a dismisura e
Pollock presto lo imitò con entusiasmo,
iniziando la rapida discesa verso l'alcolismo.
Nel 1935 è tormentato da crisi depressive e si
rifugia nell'alcol quando Benton lascia NewYork.
Riesce comunque a guadagnarsi da vivere lavorando per il "Federal Arts
Project" istituto dalla Works Progress Administration (WPA), una delle
tante iniziative prese dal Presidente Roosevelt durante il New Deal per
combattere la disoccupazione.
Nel 1938 viene licenziato per abuso di alcol ed in seguito ricoverato in
ospedale a White Plains, dove rimase in clinica per circa quattro mesi
passando tutto il tempo, forse anche come terapia, a riempire interi
quaderni con schizzi e disegni a fondo psicosessuale.
Uscito dall'ospedale cominciò a ricomporre i pezzi della sua vita, infatti nel 1939 segue una terapia di psicanalisi junghiana che non riuscì a curarlo dall'alcolismo, ma lo convinse, lui che era piuttosto inibito sul piano della comunicazione verbale, a esprimere le sue paure inconsce con una lunga serie di disegni surrealisti.
In questi anni incontra John Graham, uno dei
sovrintendenti del Metropolitan Museum of Art che adorava l'arte
primitiva e riteneva che i disturbi della sua personalità rivelassero la
sua profonda sintonia con le verità mistiche e non con la realtà
terrena.
E su questa convinzione si fondò la nuova immagine pubblica di
Pollock
come artista sciamano.
Nel 1941 Graham gli presentò Lee Krasner, un'ebrea
russa cresciuta a Brooklyn, ben introdotta in quell'ambiente artistico
in cui Pollock non aveva ancora messo piede.
In breve si innamorarono e grazie a lei l'artista riuscì ad occupare una
posizione di un certo rilievo nel mondo artistico e culturale
newyorchese.
Due anni dopo conobbe la collezionista Peggy
Guggenheim, che volle a tutti i costi un quadro di Pollock per la mostra
che si tenne in primavera; l'opera era "Stenographic Figure", questo
quadro vene accolto con grande favore dalla critica.
Allora Peggy decise di allestire la prima personale di
Pollock nel
novembre del 1943 e buona parte della critica reagì con toni addirittura
entusiastici.
Fra il 1943 ed il 1947, la Guggenheim organizzò altre tre mostre e la
reputazione di Pollock salì alle stelle, ma il favore della critica non
contribuì a fargli vendere molti quadri né allora né in seguito.
Nel 1945 sposa Lee Krasner e si stabilisce a Long
Island in una fattoria.
L'anno successivo ristruttura un granaio e ne ricava il suo studio;
esplora la tecnica di far "sgocciolare" il colore da tubetti e
barattoli.
Nel 1947 la galleria di Peggy Guggenheim chiude, ma
Peggy convinse Betty Parsons, la cui influenza nel mondo artistico era
leggendaria, a diventare l'agente di Pollock.
Purtroppo Betty non riuscì a far guadagnare molti soldi all'artista che
alla fine decise di rivolgersi a Sidney Janis, famoso artista e
surrealista, nel 1952.
Janis ebbe maggior fortuna e riuscì a far lievitare i prezzi, ma
l'artista non raggiungerà mai la tranquillità economica.
Nel 1950 e 1951 il fotografo Hans Namuth gira due film documentari su di lui al lavoro nel suo studio (per il secondo dei quali il commento musicale fu composto da Morton Feldman).
Purtroppo, nel 1955, riprende a bere e la sua
produzione artistica ne risente.
Sempre in questo periodo intreccia una relazione con la modella Ruth
Klingman.
Nel 1956 Lee parte per l'Europa e Ruth si trasferisce
nella fattoria di Long Island.
La sera dell'11 agosto Pollock perse il controllo della sua spider
uscendo di strada; catapultato fuori dall'abitacolo si schiantò contro
un albero, ponendo fine ad una carriera fra le più straordinarie nella
storia dell'arte moderna.
In auto con lui c’erano Ruth Klingman, che rimase ferita, ed un'amica che
morì sul colpo.
Nel 2000, Richard Taylor ha mostrato come i suoi quadri riflettano alcune proprietà dei frattali, come l'omotonia interna, introdotte nella Matematica solo negli anni 1970 da Benoit Mandelbrot.
Nel 2006 il suo quadro No. 5 del 1948 viene
venduto per la cifra di 140 milioni di dollari, stabilendo il record
mondiale negli acquisti di dipinti.
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