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Edgardo Sambo |
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Pittore. Inizia la sua formazione presso lo studio del pittore triestino Zangrando. Segue inoltre i corsi dell'Accademia sociale del circolo Artistico di Trieste e dell'Accademia di belle Arti di Venezia. Dal 1905 al 1911 è a Monaco alla scuola di Karl von Marr. Presente nelle maggiori manifestazioni internazionali.
Principali
mostre
Sala Comunale d'Arte,
Trieste 1960; Postume: Castello di S. Giusto, Artisti Triestini dei tempi
d’Italo Svevo, Trieste 1979; Castello di S. Giusto, Gli affreschi di Carlo Sbisà
e la Trieste degli anni trenta, Trieste 1980; Mostra anno centenario della
nascita d’Edgardo Sambo, a cura del Comune di Trieste e del Civico Museo
Revoltella, 1982; Il mito Schile; pittura e scultura nella città di Svevo e
Saba, Civico Museo Revoltella, Trieste.
Premi e
riconoscimenti
Premio Centauro d'Oro, Salsomaggiore. Cavaliere dell'ordine al merito della
Repubblica 1986; Intitolazione di una via in Trieste 1988; Intitolazione della
Sala Giunta della Provincia di Trieste 1989.
Bibliografia
Bénezit, Parigi 1924 e
1962; Comanducci, Milano dal 1934 al 1978; Thieme/Becker, Lipsia 1935 e 1958;
L'Italia e gli italiani di oggi, A. Codignola, Genova 1947; Enciclopedia della
Pittura Italiana Galletti-Camesasca, 1950; Cataloghi Civico Museo Revoltella,
Trieste; Pittori e Scultori contemporanei, Panepinto, Salsomaggiore 1978;
Artisti triestini del novecento, ADA, Trieste 1979; Grande Dizionario degli
artisti italiani contemporanei, Accademia Italia, Salsomaggiore Terme 1979;
Dizionario degli artisti Europei contemporanei, Ed. Accademia Italia,
Salsomaggiore Terme 1980; Accademici d'Italia con Medaglia d'Oro, Salsomaggiore
1981; Dizionario internazionale degli Artisti Contemporanei, Salsomaggiore Terme
1982; L'Arte italiana nell'anno di Colombo, Istituto Ligure d'Arte
Contemporanea, Genova. Monografia di Edgardo Sambo, presentata alla Stampa,
nell’Auditorio del Civico Museo "Revoltella" dal Presidente della Fondazione CRT
(Cassa di Risparmio di Trieste) e curata dalla dott.ssa Angela Tiziana Cataldi,
il 4 febbraio 2000.
Critica
E'
difficile formulare un giudizio o un'analisi critica riferita all'opera di
Edgardo Sambo, senza cadere nel ripetitivo o addirittura nella scontata
banalità; gli ormai numerosissimi scritti di critici ed illustri personaggi oggi
ampiamente e da diverse angolazioni quella che è stata la singolare figura di
tale artista di tale nell'ambito dell'arte del nostro tempo, anche se in realtà,
al di là delle mere valutazioni stilistiche, è pressoché impossibile definire
ciò che anima intimamente il pittore, ed in particolar modo un pittore di così
spiccata personalità, nell'istante della creazione.
Dire che Edgardo Sambo "è stato" un personaggio
di notevole rilevanza nel vasto firmamento della pittura italiana del novecento
pare, un'affermazione inesatta, perché ogni sua opera riflette ancora oggi i
tratti di una personalità attiva e solidalmente ancorata alla vita in ogni sua
espressione e attraverso le sue realizzazioni non solo egli si reso eterno ed
immortale, ma è anche possibile ricostruire e ripercorrere il lungo itinerario
di un uomo che ha dedicato la propria vita all’arte, guidato e stimolato da una
forza propulsiva incoercibile. I diversi momenti del suo operare, attestati oggi
da numerose realizzazioni riconducibili a progressivi stati evolutivi,
corrispondono, infatti, a ben determinati periodi della sua esistenza, collegati
sia ad eventi di carattere storico sia diversi momenti culturali.
Nonostante la sua costante evoluzione, tuttavia, Sambo a sempre
perseguito un proprio credo pittorico, personale e coerente, derivato da un
temperamento deciso e da una forte personalità, ed innanzi tutto di
fatto indipendente da ogni costruzione
accademica, o di
scuole antiche o moderne; principio fondamentale dell'artista è sempre stata la
necessità di aderire ad un intimo impulso creativo, non avulso tuttavia da ben
precisi riferimenti storico-culturali, ma sempre libero da ogni imposizione
estetica.
Artista versatile e fecondo, Edgardo Sambo traeva l'incentivo alla sua attività
creativa dalle più sublimi e liriche espressioni della realtà, dedicandosi in
prevalenza all’esecuzione di caldi ed eloquenti ritratti di personalità illustri
e di gentili signori, all'elaborazione di paesaggi prevalentemente riferiti alla
sua terra d'origine, e allo studio particolarissimo di eleganti sensuali nudi
femminili, equilibrate nature morte suggestivi interni immersi in un’atmosfera
misteriosa e rarefatta.
La particolare attenzione dedicata al perfetto equilibrio
delle masse, all'euritmia plastica di ogni forza e di ogni insieme compositivo,
ed innanzi tutto al ritmo sempre sostenuto dell’impasto cromatico e
della cadenza
luminosa,
rivelano in lui l'esigenza di
far coincidere un particolare stato interiore o il significato lirico di una
determinata circostanza con un ben preciso timbro espressivo, ora più deciso e
dirompente, quasi violento, ora più sommesso e particolareggiante, ora più
immediato ed impulsivo. Tali molteplici aspetti, elaborati dall’artista nel
corso di una lunga ed intimamente sofferta esperienza, confluiscono e si
compenetrano nelle opere dei suoi ultimi anni, che riconfermano la sua singolare
personalità, la positività e la coerenza del suo operare, la validità e la
permanenza della profonda ed intima giustificazione delle sue continue ricerche
estetiche. Iniziando, infatti il proprio itinerario artistico sulla base di una
formazione prevalentemente neoimpressionista, vagamente influenzata dal
movimento cubista e dalla precedente corrente "Fauve", Sambo approda,
dedicandosi profondamente per breve tempo, ad un neoassicismo assimilato dal
correlativo movimento italiano: è riconducibile a questo periodo la produzione
di opere dai toni cromatici più sommessi e delicati, dal segno sobrio e deciso,
sempre squisitamente elegante; la natura stilistica, raggiunta dall'artista in
seguito ad una totale e costante dedizione a quella che in lui fu innata
vocazione, racchiude in se questi ed altri elementi, ed attesta non solo la sua
ricca ma anche un temperamento umano volto a cogliere e ad assaporare, a fare
proprio, ogni istante che la vita ci offre.
Nelle opere di Sambo aleggiano sempre una dolce e profonda poesia, un'armonia
musicale penetrante ed impercettibile, un vago sentore di pacata serenità, un
lirismo che si fa intensa sublimazione dei più sinceri ed intimi sentimenti
umani; in esse vive e si perpetua il cuore di un uomo, l'animo di un autentico
poeta che ha affidato al pennello, ad un concerto di colori bene orchestrati, ad
un'eterea armonia di immagini e di forme, il racconto delle proprie emozioni, la
rivelazione della poesia di ogni uomo, la massima esaltazione della grandiosa ed
inesauribile magia della vita. (Marina
Neri)
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