Sambo Edgardo

Edgardo Sambo
(1882-1966)

 


Egizio


Ritratto


Nudo

Pittore.

Inizia la sua formazione presso lo studio del pittore triestino Zangrando. Segue inoltre i corsi dell'Accademia sociale del circolo Artistico di Trieste e dell'Accademia di belle Arti di Venezia. Dal 1905 al 1911 è a Monaco alla scuola di Karl von Marr.

Presente nelle maggiori manifestazioni internazionali.

 

 

Principali mostre


Sala Comunale d'Arte, Trieste 1960; Postume: Castello di S. Giusto, Artisti Triestini dei tempi d’Italo Svevo, Trieste 1979; Castello di S. Giusto, Gli affreschi di Carlo Sbisà e la Trieste degli anni trenta, Trieste 1980; Mostra anno centenario della nascita d’Edgardo Sambo, a cura del Comune di Trieste e del Civico Museo Revoltella, 1982; Il mito Schile; pittura e scultura nella città di Svevo e Saba, Civico Museo Revoltella, Trieste.

 

Premi e riconoscimenti

Premio Centauro d'Oro, Salsomaggiore. Cavaliere dell'ordine al merito della Repubblica 1986; Intitolazione di una via in Trieste 1988; Intitolazione della Sala Giunta della Provincia di Trieste 1989.
 

 

Bibliografia


Bénezit, Parigi 1924 e 1962; Comanducci, Milano dal 1934 al 1978; Thieme/Becker, Lipsia 1935 e 1958; L'Italia e gli italiani di oggi, A. Codignola, Genova 1947; Enciclopedia della Pittura Italiana Galletti-Camesasca, 1950; Cataloghi Civico Museo Revoltella, Trieste; Pittori e Scultori contemporanei, Panepinto, Salsomaggiore 1978; Artisti triestini del novecento, ADA, Trieste 1979; Grande Dizionario degli artisti italiani contemporanei, Accademia Italia, Salsomaggiore Terme 1979; Dizionario degli artisti Europei contemporanei, Ed. Accademia Italia, Salsomaggiore Terme 1980; Accademici d'Italia con Medaglia d'Oro, Salsomaggiore 1981; Dizionario internazionale degli Artisti Contemporanei, Salsomaggiore Terme 1982; L'Arte italiana nell'anno di Colombo, Istituto Ligure d'Arte Contemporanea, Genova. Monografia di Edgardo Sambo, presentata alla Stampa, nell’Auditorio del Civico Museo "Revoltella" dal Presidente della Fondazione CRT (Cassa di Risparmio di Trieste) e curata dalla dott.ssa Angela Tiziana Cataldi, il 4 febbraio 2000.

 


N
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Nudo di uomo


N
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Critica

E' difficile formulare un giudizio o un'analisi critica riferita all'opera di Edgardo Sambo, senza cadere nel ripetitivo o addirittura nella scontata banalità; gli ormai numerosissimi scritti di critici ed illustri personaggi oggi ampiamente e da diverse angolazioni quella che è stata la singolare figura di tale artista di tale nell'ambito dell'arte del nostro tempo, anche se in realtà, al di là delle mere valutazioni stilistiche, è pressoché impossibile definire ciò che anima intimamente il pittore, ed in particolar modo un pittore di così spiccata personalità, nell'istante della creazione.

 

 


Dire che Edgardo Sambo "è stato" un personaggio di notevole rilevanza nel vasto firmamento della pittura italiana del novecento pare, un'affermazione inesatta, perché ogni sua opera riflette ancora oggi i tratti di una personalità attiva e solidalmente ancorata alla vita in ogni sua espressione e attraverso le sue realizzazioni non solo egli si reso eterno ed immortale, ma è anche possibile ricostruire e ripercorrere il lungo itinerario di un uomo che ha dedicato la propria vita all’arte, guidato e stimolato da una forza propulsiva incoercibile. I diversi momenti del suo operare, attestati oggi da numerose realizzazioni riconducibili a progressivi stati evolutivi, corrispondono, infatti, a ben determinati periodi della sua esistenza, collegati sia ad eventi di carattere storico sia diversi momenti culturali.
Nonostante la sua costante evoluzione, tuttavia,  Sambo a sempre  perseguito un  proprio  credo pittorico, personale e coerente, derivato da un  temperamento deciso e  da una forte personalità,   ed  innanzi  tutto  di   fatto   indipendente  da ogni costruzione accademica, o di scuole antiche o moderne; principio fondamentale dell'artista è sempre stata la necessità di aderire ad un intimo impulso creativo, non avulso tuttavia da ben precisi riferimenti storico-culturali, ma sempre libero da ogni imposizione estetica.
Artista versatile e fecondo, Edgardo Sambo traeva l'incentivo alla sua attività creativa dalle più sublimi e liriche espressioni della realtà, dedicandosi in prevalenza all’esecuzione di caldi ed eloquenti ritratti di personalità illustri e di gentili signori, all'elaborazione di paesaggi prevalentemente riferiti alla sua terra d'origine, e allo studio particolarissimo di eleganti sensuali nudi femminili, equilibrate nature morte suggestivi interni immersi in un’atmosfera misteriosa e rarefatta.
La particolare attenzione  dedicata al perfetto equilibrio delle masse, all'euritmia plastica di ogni forza e di ogni insieme  compositivo, ed innanzi  tutto al ritmo sempre sostenuto dell’impasto cromatico  e della cadenza luminosa, rivelano in lui l'esigenza di far coincidere un particolare stato interiore o il significato lirico di una determinata circostanza con un ben preciso timbro espressivo, ora più deciso e dirompente, quasi violento, ora più sommesso e particolareggiante, ora più immediato ed impulsivo.

 


Lago di Collo


Paesaggio


Ritratto


Tali molteplici aspetti, elaborati dall’artista nel corso di una lunga ed intimamente sofferta esperienza, confluiscono e si compenetrano nelle opere dei suoi ultimi anni, che riconfermano la sua singolare personalità, la positività e la coerenza del suo operare, la validità e la permanenza della profonda ed intima giustificazione delle sue continue ricerche estetiche.

 

 

 

 

Iniziando, infatti il proprio itinerario artistico sulla base di una formazione prevalentemente neoimpressionista, vagamente influenzata dal movimento cubista e dalla precedente corrente "Fauve", Sambo approda, dedicandosi profondamente per breve tempo, ad un neoassicismo assimilato dal correlativo movimento italiano: è riconducibile a questo periodo la produzione di opere dai toni cromatici più sommessi e delicati, dal segno sobrio e deciso, sempre squisitamente elegante; la natura stilistica, raggiunta dall'artista in seguito ad una totale e costante dedizione a quella che in lui fu innata vocazione, racchiude in se questi ed altri elementi, ed attesta non solo la sua ricca ma anche un temperamento umano volto a cogliere e ad assaporare, a fare proprio, ogni istante che la vita ci offre.
Nelle opere di Sambo aleggiano sempre una dolce e profonda poesia, un'armonia musicale penetrante ed impercettibile, un vago sentore di pacata serenità, un lirismo che si fa intensa sublimazione dei più sinceri ed intimi sentimenti umani; in esse vive e si perpetua il cuore di un uomo, l'animo di un autentico poeta che ha affidato al pennello, ad un concerto di colori bene orchestrati, ad un'eterea armonia di immagini e di forme, il racconto delle proprie emozioni, la rivelazione della poesia di ogni uomo, la massima esaltazione della grandiosa ed inesauribile magia della vita.
(Marina Neri)

 

 

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