In esso si mescolano funzioni varie: abitativa, di svago, di ospitalità, di intrattenimento e di rappresentanza. Ispirato ad una domus romana, su impianto a corte quadrata di chiara discendenza vitruviana, l'edificio si affaccia su un grande giardino. Ogni facciata è diversa dalle altre: quella settentrionale ha un ingresso a tre aperture, mentre quella meridionale non è stata realizzata. Le mura sono trattate a rustico e scandite a intervalli regolari da un ordine a pilastri dorici; inoltre i timpani spezzati e parti di trabeazione scivolate in basso nel cortile interno danno l'idea che l'edificio abbia subito una modificazione in seguito ad un terremoto e si ha quindi un forte effetto dinamico. La facciata che dà sul giardino è sormontata da un timpano e anticipa con colonne quadruplici la Loggia di Davide. All'interno, nella Sala di Psiche, troviamo un composito sistema di riquadrature prospettiche della volta. Nella Sala dei Giganti viene applicato uno sperimentalismo illusivo, raffigurando figure grottescamente deformate e il crollo di enormi architetture, così da dare l'impressione a chi vede l'opera di essere sepolto sotto le rovine e risucchiato dal gorgo musivo del pavimento. Il paradosso è la chiave di lettura che va a sostituire la logica e la razionalità rinascimentali; la critica propone nuove potenzialità espressive. Il gusto della meraviglia e dell'artificio ingenioso e bizzarro hanno largo uso nel manierismo delle corti europee e diventerà la base per il barocco.














