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Henri-Emile-Benoît |
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Pittore e incisore francese
Studente di diritto,
cominciò a dedicarsi all'arte solo nel 1890 durante la convalescenza da una
malattia; si iscrisse alla scuola Quentin-Latour, poi a quella parigina di
arti decorative finché nel 1895 divenne allievo di Moreau,
risentendo delle esperienze
dell'impressionismo.
Dopo alcuni soggiorni in Inghilterra, in Corsica e nella regione di Tolosa, nel 1902 figura ad alcune mostre presso la galleria di B. Weil a Parigi. E' in questi anni che Matisse medita con rigoroso approfondimento le esperienze neo-impressioniste e le scoperte dell'arte africana e asiatica. Da questa serie di influenze nasce quella che è stata definita la pittura dei fauves il cui massimo interprete è appunto Matisse.
Successivamente
espose per la prima volta con buon successo, ma fu solo dopo che,
liberato dalle forme accademiche e affermatosi nella pittura impressionista,
cominciò a dimostrare le sue doti artistiche. I suoi primi anni sono
soprattutto di esperienza, ma a poco a poco la sua arte tende a
semplificarsi dando sempre maggiore importanza al colore ricco e talvolta
prepotente. L'esposizione del Salon d'Automne del 1905 muove la critica
ufficiale contro di lui ed i suoi compagni neoimpressionisti per i quali è
usato un termine, "fauves", le belve, che verrà poi a indicare questo gruppo
di pittori che si batte alla ricerca di un gruppo lineare e coloristico
ottenuto soprattutto con purezza di toni e di forme. Dopo la Femme au
chapeau, che costituì lo scandalo del Salon, eseguì altri dipinti,
continuamente legati a questo gusto del quale egli è il maggiore e il
migliore rappresentante e che gli valse la stima e l'ammirazione della
critica. Con la fama e i numerosi allievi, egli si può permettere una vita
più serena, interrotta da lunghi viaggi che lo portano in diversi paesi
d'Europa e del Marocco dove ammira l'atteggiamento composto degli indigeni
dei quali riporta in Francia numerosi disegni e ritratti. Da questi abbozzi
trarrà poi lo spunto per le numerosissime Odalische che saranno il suo
soggetto preferito per il periodo 1922-1927.
Nel frattempo si dedica anche
all'incisione sia con pezzi unici, sia illustrando testi vari, mentre la sua
opera si va sempre più raffinando in una visione delicata delle cose, in un
ardore di attività che né l'età né gli avvenimenti dolorosi della guerra
riescono a sminuire.
Negli stessi anni l'artista
è attivo anche nel campo nella scenografia, del disegno, dell'incisione e
negli anni Trenta degli arazzi.
Numerose le opere di scultura in
bronzo. Stabilitosi a Vence nel 1943, si dedica tra il 1949 e il 1951 alla
realizzazione della cappella dei Domenicani della Madonna del Rosario, vuole così lasciare la sua impronta nella decorazione della
cappella per la quale esegue vetrate, affreschi, oggetti
vari di arredamento, in una coerenza unitaria di stile che denota le sue
alte qualità pittoriche, ma soprattutto disegnate, con un linguaggio
lineare, altamente religioso.
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