Carpioni Giulio

 

Carpioni Giulio

Pittore e incisore

Nato probabilmente a Venezia nel 1613 o a Vicenza, 1611 , Carpioni fu allievo del Padovanino che seguì a Bergamo nel 1631. È possibile che poco dopo il pittore si sia recato a Roma, al fine di completare la sua preparazione classicistica attraverso lo studio dei Baccanali di Tiziano e delle opere di Nicolas Poussin. Dal 1638 si trasferisce a Vicenza o a Verona dove dimorerà quasi ininterrottamente, fino alla morte nel 1674.

Le sue opere più eccellenti figurano nei musei di Vienna e di Budapest, a Digione, Budapest, Firenze, Padova, Ancona e Dresda.
 


Nettuno caccia Coronide
1665-70, olio su tela
Galleria degli Uffizi, Firenze


 Affreschi in Villa Caldogno

The Baptism

 

Tra le tante opere dipinte dal Carpioni si ricordano: la Glorificazione Dolfin (1647), l'Allegoria Grimani (1651), la pala con Sant'Antonio da Padova, la Vergine e due santi ed il Trionfo di Sileno delle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Oltre che dai soggetti religiosi, la pittura carpionesca trae ispirazione dagli argomenti della mitologia classica, come nei celebri Baccanali e nelle storie di Ercole, Pan ed Apollo.

 

Nel Seicento vicentino lo stile di Carpioni si contrappose a quello baroccheggiante di Francesco Maffei, come è possibile ad esempio notare nelle diversità stilistiche presenti nelle pitture dei due artisti nell'Oratorio di San Nicola da Tolentino.

 

Nella chiesa di S. Chiara a Vicenza si trova il dipinto di San Lorenzo, in Santa Maria di Monte Berico il trionfo di Francesco Grimani con la Vergine. Si segnalò con quadri di carattere mitologico, ora sparsi nelle principiali gallerie d'Italia ed estere: La suonatrice, Le Bolle di sapone, Le Pieridi.
 


Apollo and Marsyas

Bacchanal

Crucifixion c 1648

Neptune Chasing Coronis

Da altre ricerche:
 

Nato a Venezia il Carpioni fu allievo, come ricorda l'Orlandi, del Padovanino; intorno al 1630 e negli anni immediatamente successivi, non gli fu certo estranea l'esperienza dei caravaggeschi veronesi, specialmente dell'Ottino. La sua presenza a Verona è documentata da opere di epoca più tarda, ma certo gli incontri con gli artisti della città non dovettero mancargli, prima di essere, nel 1638, a Vicenza dove abita e si sposa nel 1643.

 

 La sua lunga permanenza in città, documentata fino al 1660, quasi ininterrottamente, ha lasciato larga traccia nelle chiese: Basilica di Monte Berico, “La Vergine con Francesco Gimoni” e “Allegorie” (1651); oratorio di Santa Chiara, pala dei cinque santi (1663); chiesa dei Santi Felice e Fortunato, pala delle quattro sante martiri. Le “Apoteosi dei Podestà” dipinte invece per il Palazzo della Podestà di Vicenza sono ora nel Museo Civico della città (1647-1648). Dopo quegli anni la sua presenza si sposta a Verona e in provincia: Verona, San Leonardo: “Apostoli” (1670 c.). Il carattere della pittura del Carpioni è fortemente personalizzata e il suo stile inconfondibile; si tratta di una interpretazione in chiave classicistica delle esperienze innovatrici del primo '600, di lontana ispirazione al realismo caravaggesco, ma con forti influssi di un classicismo oscillante tra i bolognesi (Albani, Domenichino) e altre esperienze di ascendenza neoveneta (Poussin), che trovano in Carpioni uno degli echi più interessanti. Anche la tematica di Carpioni è fortemente intellettualistica, su argomenti di letteratura classica (celebri i suoi Baccanali e le sue storie di Ercole, Deianira, Pan e Siringa). Nell'ambiente vicentino il suo stile si contrappone nettamente al modo tipicamente veneto post-manierista di Francesco Maffei, spesso presente negli stessi palazzi e chiese decorate dal Carpioni. I due nomi perciò costituiscono i due poli dialettici del '600 vicentino.
 


Der Traum des Jünglings

Liriope Bringing Narcissus before Tiresias

I Tondi

I Tondi

Bibliografia

F. Barbieri, Per il catalogo di Giulio Carpioni: Daniele nella fossa dei leoni, in Altichiero e Jacopo Avanzo: gli affreschi del santo Riscarciti. Omaggio all’arte veneta nel ricordo di Rodolfo Pallucchini, Monfalcone 2001.
R. Polacco, Dipinti del Carpioni di una collezione privata, in Per l’arte da Venezia all’Europa.


Studi in onore di Giuseppe Maria Pilo. Da Rubens al Contemporaneo, a cura di M. Piantoni e L. De Rossi, Monfalcone 2001 U. Ruggeri, Carpioni a Vicenza, città del “classicismo” palladiano, in La Pinacoteca di Palazzo Thiene. Collezione della Banca Popolare di Vicenza, a cura di F. Rigon, Milano 2001.

 

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