Canaletto

 

Canaletto
(Giovanni Antonio Canal)

Nasce a Venezia il 28 ottobre 1697 dallo scenografo Bernardo e da Artemisia Barbieri: insieme al fratello Cristoforo compie il proprio apprendistato presso il padre, cimentandosi con la tecnica della prospettiva e della composizione. Caposcuola dei vedutisti veneti del Settecento.


 L'arco di trionfo di Costantino
Roma 1742

  Piazza San Marco

 Il Campo di Rialto a Venezia

Nel 1719, recatosi insieme al padre a Roma per lavorare al teatro Capranica, viene a contatto con il locale ambiente artistico e comincia a disegnare schizzi di rovine e antichità e cominciò a dedicarsi alla pittura di paesaggio.

Tornato a Venezia, il Canaletto abbandona la scenografia per dedicarsi al vedutismo e si iscrive, nel 1720, alla Fraglia dei Pittori.

 

 

Ispirato dal Vanvitelli e da L. Carlevarijs e da M. Ricci, elaborò uno stile personale di vedute di Venezia e del suo entroterra, che incontrò il favore di un pubblico internazionale: ebbe tra i suoi committenti il principe di Liechtenstein e, soprattutto, J. Smith, banchiere, mercante e poi console inglese a Venezia che gli aprì le porte del ricco e nobile collezionismo inglese.

Per ritrarre la realtà dei luoghi il pittore esegue studi a matita condotti a volte con l’ausilio della camera ottica. Nei suoi disegni, rielaborati successivamente nel chiuso del suo studio, l’artista indica i punti di maggior luminosità, di ombra e i riflessi dell’acqua.

Nell’impianto prospettico e nella composizione delle prime opere è ancora presente un certo gusto scenografico di cui l’artista saprà ben presto liberarsi grazie all’osservazione attenta della natura e alla propria sensibilità per la resa dei valori atmosferici.
Nel 1735 viene incisa da Antonio Visentini in una raccolta, che procura al pittore una grande notorietà ed una quantità enorme di ordinazioni da parte di committenti inglesi
.

 


San Cristoforo,
San Michele e Murano Venezia

Laguna

Nel 1740 Canaletto visita Padova e la riviera del Brenta: da questo soggiorno nascerà una raccolta di trenta acqueforti realizzate per il collezionista Joseph Smith, che diventerà l’agente esclusivo del pittore.
Nel maggio 1746, Canaletto, che a causa della Guerra di Successione Austriaca aveva visto diminuire drasticamente le committenze dei viaggiatori, suoi maggiori acquirenti, accetta di recarsi a Londra dove era stato più volte invitato.

 

 

Dal 1746 al 1756 soggiornò a Londra (con brevi ritorni a Venezia), dipingendo vedute del Tamigi e della campagna inglese per i duchi di Richmond, di Beaufort, di Northumberland e per altre eminenti personalità. Nel clima di crisi della civiltà veneziana, gli ultimi anni del Canaletto sono segnati da isolamento nel mondo artistico locale (dopo due rifiuti, fu accolto nell'Accademia solo nel 1763) e da una declinante fortuna sul mercato (l'unica importante commissione fu la serie di disegni delle Feste dogali, incisa da G. Brustolon).

 


Paesaggio fluviale
con colonna
ed arco di trionfo

Porticciolo

The Stonemason's Yard 1729, Londra,
National Gallery

Piazza San Marco

Da qui rientrerà definitivamente a Venezia nel 1755 e nel 1763 entra come “prospettico” nell’Accademia Veneziana di Pittura e Scultura. La sua ultima commissione fu una serie di disegni della Feste Dogali incisi da Giambattista Brustolon.

Nelle vedute e nei capricci, la pittura del Canaletto, segnata all'inizio da una maggiore libertà di tocco, più precisa e meticolosa in seguito, rivela acuto senso del colore, gusto personale nel taglio della veduta prospettica, grande sensibilità per i valori di luce e di atmosfera, viva arguzia nelle macchiette.
  
 

 

Il catalogo dell'opera del Canaletto comprende oltre cinquecento dipinti, oltre trecento disegni e trentaquattro acqueforti; la serie completa di queste ultime (prodotte tra il 1741 e il 1744), insieme a un cospicuo numero di dipinti e di disegni, è conservata nelle Collezioni reali inglesi.

 

Dopo una lunga malattia l’artista muore il 18 aprile 1768 e viene sepolto nella chiesa di San Lio.

 

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