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Maurice de Vlaminck |
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Nacque a Parigi il 4 aprile 1876; il padre era un
violinista, la madre era una pianista.
Nel 1892 si stabilì
con la famiglia a
Chatou, una cittadina lungo la
Senna che in quel
periodo era una rinomata località di villeggiatura della borghesia parigina.
Seguendo le orme paterne, cominciò a studiare il violino; decise poi di
diventare
ciclista, ma abbandonò le corse nel
1896 a causa di una
malattia.
Nel 1900 conobbe
André
Derain, che sarà suo amico per tutta la vita e con il quale affittò uno
studio a Chatou;
in questi anni pubblicò due romanzi di gusto decadente e di tendenza anarchica,
ma la sua vera passione diventò la
pittura,
attratto in modo particolare dall’arte primitiva.
Come lui stesso spesso dichiarerà, il suo interesse per la pittura nacque per la
forte impressione ricevuta dai dipinti di
Vincent Van Gogh, visti in una mostra retrospettiva a
Parigi nel
1901.
Attorno al 1910
Vlaminck rimase colpito sia dal
cubismo,
che lo portò verso forme piene e più costruite, che dall’espressionismo.
L’avvicinamento all’espressionismo
fu comune anche ad altri
fauves:
i punti di contatto tra i pittori fauves e gli espressionisti erano
molti, la loro evoluzione fu quasi parallela con reciproche influenze,
pur nella diversità di carattere e di sensibilità dei singoli artisti.
Entrambi questi movimenti superarono definitivamente l’impressionismo:
mentre per gli impressionisti la visione della natura è sostanzialmente
serena e priva di problematiche o angosce interiori, i colori forti e le
tinte ora accese ora cupe dei fauves e degli espressionisti sono il
segno evidente di uno stato d’animo perturbato alla ricerca di una
propria identità.
Ci fu un cambiamento simile anche in
letteratura, dove si passò dal
naturalismo, vicino al
positivismo, al
decadentismo, legato all’esistenzialismo.
Dopo la
prima guerra mondiale, Vlaminck lasciò
Parigi
e andò a vivere in campagna, a
Rueil-la-Gadelière, dove rimase fino alla morte.
Nelle opere di questo periodo è rintracciabile il segno profondo che
l’esperienza della guerra ha avuto sulla sua visione artistica.
I suoi paesaggi acquistano una nuova fisionomia grazie all’influenza
sempre maggiore dell’espressionismo,
la tavolozza si fa più cupa e le atmosfere più inquietanti e
drammatiche.
![]() Schleppdampfer in Chatou |
![]() The Blue House 1906 |
![]() The Road to the Garden Market 1907 |
![]() Tugboat on the Seine Chatou 1906 |
Le opere di questo periodo sono caratterizzate da strade di paese silenziose e deserte, che si perdono verso l’orizzonte in una ritrovata profondità prospettica.
La natura diventa una presenza minacciosa e ostile, simbolo di una
visione drammatica dell’esistenza; anche il cielo è dipinto con colori
freddi ed è quasi sempre pieno di nuvole che preannunciano la pioggia.
Le pennellate, che nelle opere del periodo fauves erano brillanti e
agili, sembrano trascinate a fatica sulla tela e danno l’idea di un
forte pessimismo esistenziale.
Vlaminck morì il
10
ottobre
1958 a
Rueil-la-Gadelière.
![]() Chatou Red Tree |
![]() Autoritratto |
![]() Voiles à Chatou 1905 |
![]() Paesaggio |
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