Umberto Milani
Milano 1912-1969
 

Allievo di Adolfo Wildt, nel 1940 espose alla Biennale di Venezia.

 


Forma a X, 1958


Del dopoguerra è la sua produzione più significativa: attorno al 1950, superando la sintassi neocubista (Composizione, 1949, Milano, Civ. Mus. di Arte Cont.) e certe formule plastiche elementari derivate da H. Arp, Milani realizzò sculture sviluppate soprattutto sulle due dimensioni (pannelli e forme in bronzo fitte di segni, scalfitture, incrostazioni di materia), vicine allo spazialismo di Lucio Fontana e al movimento nucleare milanese (Plastica parietale, 1955, Milano, Civ. Mus. di Arte Cont.).

 

 

 

Pienamente informali, a partire dalla fine degli anni Cinquanta, le sue aggregazioni di materia talvolta anche allusive agli scarti della società industriale (Dopo la rovina, 1966 Milano Civ. Mus. di Arte Cont.).

 

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