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Tintoretto |
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Iacopo Robusti detto il Tintoretto nacque a Venezia nel 1518 e vi morì nel
1594. Noto pittore che dovette il soprannome alla professione di tintore
esercitata dal padre. Le fonti riferiscono di un suo breve e contrastato
periodo di formazione nella bottega di
Tiziano, ma la critica moderna ha
piuttosto ipotizzato come suoi maestri ora Bonifacio de’ Pitati, ora
Paris
Bordone, ora Andrea Schiavone con il quale il Tintoretto collaborò a una
serie di pannelli per cassoni.
Le
sue prime opere indicano il suo profondo interesse per le esperienze
manieriste dell’Italia. Mirò a realizzare la sintesi tra la potenza del
disegno michelangiolesco e il cromatismo di Tiziano, mediante la luce che,
investendo le figure, ne rileva i contorni e ne accende il colore. Accanto
ad alcune tele di un classicismo riposato (Adamo, Eva, Arianna incoronata
da Venere, Susanna), ne dipinse altre che, per l’impeto drammatico della
composizione e la potenza chiaroscurale, precorrono la pittura del
seicento.
![]() Susanna e i vecchioni 1557, Vienna |
![]() il Trafugamento del corpo di San Matteo 1562-1566, Venezia |
![]() l'ultima cena 1592-1594, Venezia |
Troviamo sue opere nelle principali gallerie italiane e straniere, soprattutto a Venezia; le più celebri sono: il Miracolo dello schiavo, il Giudizio universale, le tele della scuola di s. Rocco tra cui la Crocefissone; il Cenacolo di S. Giorgio Maggiore e l’immenso Paradiso nella sala del Maggior consiglio del Palazzo Ducale. Furono pittori anche i figli Domenico, Marco e Marietta, detta Tintoretta.
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