Pietro Tenerani
Torano 1789 - Roma 1869
 

Pietro Tenerani fu il maggior rappresentante della reazione anticlassica a Roma. Compiute le prime esperienze dello studio dello zio scultore Pietro Marchetti, Tenerani frequentò l'Accademia di Belle Arti seguendo i corsi di scultura di Bartolini.

Nel 1813 con l'Opera agitato dalle Furie vince il pensionato a Roma, dove si stabilì definitivamente. Nel 1818 realizzò una raffinata Psiche abbandonata in marmo per la marchesa Lenzoni di Firenze (Firenze, Galleria d'arte moderna), un'opera che gli procurò grande fama e notorietà.

Per quindici anni lavorò nell'atelier del danese Thorwaldsen, collaborando a numerosi progetti di monumenti e ad opere pubbliche.

 


Psiche abbandonata

Psiche in a Faint

 La Deposizione
Roma, San Giovanni in Laterano,
Cappella Torlonia, 1844

Pellegrino Rossi


Nella seconda decade dell'ottocento eseguì una serie di sculture di soggetto mitologico che rappresentarono la parte più significativa e innovativa della sua produzione creativa: il Fauno che suona la tibia (1823), la Venere cui Amore toglie una spina dal piede (1822) e la Psiche svenuta (1822) in cui si avvicinò più alla grazia del Canova, che al danese Thorwaldsen.. Nel 1844 invece con il grande altorilievo della Deposizione di Cristo in San Giovanni in Laterano si ispirò al primo Cinquecento.

 

La sua adesione alle nuove idee maturò alquanto lentamente. Nel 1843 firmò, insieme con i pittori Minardi e Overbeck, lo scritto di Angelo Bianchini "Del Purismo nelle Arti" considerato una sorta di "manifesto" di quel movimento che, a somiglianza di quanto era stato fatto per la lingua, si proponeva un ritorno alla "purezza" dell'arte del primo Rinascimento e si contrapponeva all'accademia neoclassica di cui, in effetti, fu una sorta di appendice colorita di precoce romanticismo.

Un programma che però fu in parte seguito dal Tenerani, particolarmente in opere minori come negli squisiti e delicati busti-ritratto e in alcuni monumenti nei quali andò oltre il naturalismo del Bartolini rappresentando i personaggi anziché classicamente paludati o ignudi, vestiti con abiti contemporanei. Tale è ad esempio il monumento a Pellegrino Rossi (1854: Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma e giardino pubblico di Carrara) ministro di Pio IX e pugnalato nel 1848, che appare seduto in poltrona, vestito d'una finanziera, solo in parte ricoperto da un mantello che gli scende dalla spalla sinistra e gli si piega sulle gambe accavallate.

Tra le opere monumentali da lui eseguite vanno menzionati: i due monumenti a Bolivar (1842) per Bogotà e Caracas, e il monumento a Pio VIII (1856) in San Pietro. Tenerani ha insegnato per lunghi anni all'Accademia di San Luca, formando numerosi artisti che hanno seguito e diffuso il suo stile.

 

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