Pittore e fotografo statunitense, che fu vicino alla pop art senza però mai aderirvi realmente, innescando invece una inedita corrispondenza con l'espressionismo astratto.
Le opere di Rauschenberg hanno una loro unicità,
determinata dal modo in cui l'artista sceglie e accosta gli elementi dei
collage, nonché da quegli aspetti che le distinguono dalla più fredda
pop art, ovvero il risultato dato dalle parti dipinte a mano, la
sovrapposizione del collage, le immagini in composizione reticolare
libere e le imperfezioni del processo serigrafico.
Rauschenberg fu
sempre indipendente da qualsiasi gruppo o corrente del dopoguerra.
Agli inizi degli anni '60 inizia a sperimentare i
disegni e i dipinti con il transfer.
Nel 1962 andò a trovare Andy Warhol
nel suo studio e conobbe il metodo serigrafico applicato alla pittura,
che iniziò presto a sperimentare e ad usare.
L'uso di un mezzo di riproduzione commerciale
dell'immagine come la serigrafia e la forte presenza di immagini tratte
dalla stampa indussero i critici di allora ad identificare Rauschenberg
con la pop art, apparsa in quegli anni sulla scena newyorkese.
I dipinti e le fotografie di Rauschenberg possiedono infatti una qualità
espressiva che si manifesta nelle riproduzioni volutamente esibite del
processo di riproduzione (il registro serigrafico). Giunse in Europa nel 1964. In realtà erano già
trascorsi sei anni da quando Rauschenberg aveva utilizzato per la prima
volta quattro bottiglie di Coca Cola in una sua opera. Ma occorse del
tempo perché, tra fitte discussioni ideologiche, il nuovo movimento
prendesse coscienza e si affermasse internazionalmente.
Presentare oggetti d'uso quotidiano o
rottami come opere d'arte, o come elementi di una composizione, non era
una novità assoluta: lo avevano già fatto i dadaisti fin dal primo
dopoguerra.
Ora, senza più alcun intento dissacrante o polemico, si
voleva semplicemente constatare la realtà d'ogni giorno: quella degli
oggetti prodotti in serie, della segnaletica stradale, dei cartelloni
pubblicitari e degli altri mass media.
Rauschenberg, nipote di un berlinese e di una indiana Cherokee, si propose in tal modo di riempire il vuoto esistente tra l'arte e la vita.






