Nino Pisano
Pisa, notizie 1349-68
 

Figlio di Andrea, gli succedette nel 1349 nella carica di capomastro del Duomo di Orvieto. Sue opere documentate sono la Madonna col Bambino in Santa Maria Novella a Firenze, la Madonna tra santi e angeli sulla tomba Cornaro in Santi Giovanni e Paolo a Venezia, un santo vescovo nel Duomo di Oristano e il monumento funebre del vescovo Scherlatti ora nel Museo dell'Opera del Duomo di Pisa.

Collaborò con il padre alla tomba Saltarelli in Santa Caterina a Pisa (1343 ca), dove sue sono le figure degli angeli, simili nell'impostazione al San Francesco del Museo dell'Opera del Duomo di Pisa, che pure gli va attribuito insieme alla famosissima Madonna del latte (Pisa, Museo Nazionale San Matteo) e alla Madonna della Rosa fra i santi Pietro e Giovanni Battista in Santa Maria della Spina a Pisa.


Madonna con il bambino
Firenze, Santa Maria Novella

Monumento funebre
del vescovo Scherlatti
Pisa, Museo dell'Opera del Duomo

Madonna del latte
Pisa, Museo di San Matteo

Vergine annunciata
Washington, National Gallery

Gli appartengono probabilmente anche le due statue dell'Annunciazione, sempre in Santa Caterina (ora al Museo Nazionale di San Matteo), opera che insieme ad altre gli è riferita dal Vasari; In queste figure di Madonna, la posa sinuosa, il sorriso, la nervosa grafia del panneggio sono in diretto rapporto con modelli francesi e attestano l'orientamento di Nino verso soluzioni pittorico - decorative lontane dalla più salda impostazione paterna, di matrice ancora giottesca.


Dell'Annunciazione ne esiste al National Gallery di Washington una replica, o modello, in legno certamente autografo, che per il flessuoso slancio delle figure e per la delicata e composta rispondenza psicologica tra l'Angelo e la Vergine costituisce una delle più alte ed esemplari interpretazioni che di quel tema dettero i numerosi gruppo lignei toscani fra il Trecento e il Quattrocento.

Nell'ambito della scuola pisana, Nino è l'ultimo esponente della cultura gotica.

 

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