Andrea da Pontedera detto Pisano
Pontedera, Pisa, 1290/95 - Orvieto 1348/49
 

È probabile che abbia iniziato la sua attività come orafo presso la bottega di Andrea di Jacopo d' Ognabene; ma la sua prima opera nota è la Porta Sud di bronzo del Battistero di Firenze (1330-36), i cui battenti contengono ventotto riquadri, con venti Storie del Battista e otto figure di Virtù entro cornici quadrilobe. In essa Andrea realizzò, entro un impianto formale di elaborata eleganza (concentrando l'azione dei personaggi e definendo chiaramente il «luogo» dell'azione mediante gli elementi architettonici e un listello orizzontale sul quale poggiano le figure), una organica fusione tra la concreta spazialità e la definizione volumetrica di Giotto, e la raffinatezza di superfici e il fluente ritmo lineare di modelli gotici senesi e francesi.


Porta Sud
particolare, Firenze, Battistero, 1330-36

Porta Sud
particolare, Firenze, Battistero, 1330-36

Porta Meridionale
Seppellimento del Battista
Firenze, Battistero

Madonna del latte
Pisa, Museo di San Matteo

 

Alla morte di Giotto (1337) Andrea fu chiamato a proseguirne l'opera nei lavori per il campanile di Santa Maria del Fiore, divenendo capomaestro dell'Opera del Duomo nel 1340.

 

 

Dimostratasi infondata l'attribuzione ad Andrea di una modifica nelle forme del basamento del campanile, rimane invece certa l'esecuzione di diciotto formelle marmoree del primo ordine (sei delle quali in collaborazione con il figlio Nino), illustranti, entro cornici esagonali, tre scene della Genesi e la storia delle attività umane.

L'esaltazione della fatica e del lavoro dell'uomo, nel disegno generale di un vasto ciclo della Redenzione previsto dal programma della decorazione del campanile, assume - grazie all'attenta rappresentazione degli strumenti di lavoro e dei gesti dei personaggi e, soprattutto, grazie alla chiarezza, all'essenzialità e alla solennità delle immagini, che innestano motivi classici sulla fondamentale cultura giottesca - il significato di una orgogliosa celebrazione delle arti meccaniche e del loro ruolo nella società fiorentina del tempo.

Degli stessi anni sono due statue di Sibille e due di Re, ugualmente destinate alla decorazione del campanile, mentre due statuette raffiguranti Cristo e Santa Reparata (nel Museo dell'Opera del Duomo di Firenze, insieme con le altre quattro) appaiono stilisticamente più vicine ai rilievi della porta del Battistero.

Lasciata Firenze verso il 1341, A. si trasferì probabilmente a Pisa, dove diresse una fiorente bottega dalla quale uscirono opere in legno e in pietra (Madonna del latte, Pisa, Museo Nazionale di San Matteo; Madonna della facciata del Duomo).

Negli anni tra il 1347 e il '48 è infine documentata la sua presenza a Orvieto come capomastro della Cattedrale; a tale periodo risale la Madonna con il Bambino nel Mus. dell'Opera di Orvieto.

 

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