Andrea di Cione detto l'Orcagna
attivo tra il 1343 e il 1368
 

Svolse la sua attività prevalentemente a Firenze. Come architetto (non rimanendo traccia sicura della sua attività per il Duomo di Orvieto, dove nel 1359-60 eseguì il mosaico della facciata) è noto specialmente per il tabernacolo nella fiorentina Loggia di Orsanmichele (1355-59), recante sul davanti una tavola della Madonna dipinta da Bernardo Daddi: l'artista dà qui un'interpretazione estremamente ricca degli schemi gotici, rivestendo le membrature con marmi policromi, vetri colorati, sculture.

 


Tabernacolo
Firenze, Orsanmichele, 1355-59

Tabernacolo, Storie della Vergine
Firenze, Orsanmichele, 1355-59

Tabernacolo, Morte e assunzione della Vergine
Firenze, Orsanmichele, 1355-59

Nelle formelle ottagonali con Storie della Vergine che decorano in basso il tabernacolo, l'Orcagna scultore rivela saldezza di forme e notevole capacità nel situare le figure nello spazio (esemplare la Natività della Vergine).

Il rilievo marmoreo con la Morte e assunzione della Vergine, sulla parete posteriore del tabernacolo, presenta invece una complessa varietà di soluzioni compositive pur nella fermezza plastica che contraddistingue le figure, quasi precorrendo gli esempi della scultura fiorentina del Quattrocento.

 

Di Orcagna pittore rimangono poche opere, tra cui, sempre a Firenze, il polittico della Santissima Annunziata (ora alle Galleria dell'Accademia) e la nota pala d'altare per la Cappella Strozzi in Santa Maria Novella (1354-57) con il Cristo in gloria tra angeli e santi.

Nel riaccostare gli aspetti grotteschi (privati delle loro valenze plastiche e strutturali) l'artista sviluppa tuttavia uno schema inedito: la tradizionale divisione a polittico viene rotta dalla disposizione delle figure che, aboliti i diaframmi tra gli scomparti, si dispongono liberamente anticipando soluzioni della pittura fiorentina dei decenni successivi. L'uso di colori foschi e di contorni taglienti conferisce per altro alle immagini una monumentalità un po' meccanica.

Ugualmente noti sono i frammenti di affreschi con scene del Trionfo della morte, del Giudizio e dell'Inferno in Santa Croce a Firenze.

 

Home Su Mario Pachioli

Copyright Centro Arte 1999-2000