Mastroianni Umberto
Fontana del Liri, Frosinone, 1910 - Marino Laziale, Roma, 1998
 

Allievo a Roma dello zio scultore Domenico, che insegna presso l’Accademia di San Marcello, nel 1926 Mastroianni si trasferisce a Torino dove studia sotto la guida di Michele Guerrisi, frequentando l’ambiente artistico torinese si lega d’amicizia a Luigi Spazzapan assieme al quale, dopo la Liberazione, organizza il premio Torino.

 

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Umberto Mastroianni 1940

Umberto Mastroianni

Umberto Mastroianni

Monumento alla Resistenza
Cuneo, 1969


Dopo un primo periodo figurativo caratterizzato soprattutto dal recupero di forme espressive arcaiche ed antiche (ritrattistica romana del III secolo, scultura egizia), ed in seguito improntato su un boccionismo con qualche infiltrazione neocubista, nel dopoguerra Mastroianni persegue una linea astratta utilizzando sia strutture informali, sia schemi geometrizzanti, sempre con forti caratterizzazioni dinamiche e vitalistiche, con particolare riferimento al costruttivismo.

 

Fin dal 1957 Mastroianni si impose come lo scultore che è mancato al cubismo, scultore di robusta immaginazione plastica, impostata sui ritmi delle dissonanze nelle quali suggestioni di altre esperienze di altre esperienze vengono assorbite originalmente in un modulata da una energia interiore che fa danzare visivamente le forme.

Dopo il 1957, anno della sua svolta stilistica, Mastroianni elabora una scultura di tensioni interne che nella loro serrata coesione di spinte centrifughe e centripete stanno sempre al limite di una possibile deflagrazione. Il 27 ottobre 1989 gli viene conferito a Tokyo il "Premium Imperiale", Nobel per l’arte del Sol Levante.

Dalle opere del 1930-40, vibratili ma coesive (Adolescente, 1931; Gabriele, 1938), a quelle del 1940-50 (Monumento al partigiano, 1946, Torino), fino a quelle informali (La nuvola, 1957, Torino, Galleria Civica d'Arte Moderna) e monumentali del decennio 1950-60 (Il sole, 1962, New York, Rockefeller Coll.), il suo sviluppo artistico è stato lineare.

Si tratta di un plasticismo di derivazione futurista, ma così palpitante di vitalità e animato dal chiaroscuro, da diventare nuova figurazione. Nelle sue opere si avverte anche l'assimilazione del cubismo, come rivelazione delle strutture, scompaginate in violenti scatti e proiezioni triangolari.

Di particolare rilievo la realizzazione di monumenti dedicati alla resistenza, ai caduti in guerra e alla pace (Torino, Cuneo, Frosinone, Cassino, Urbino, Poggibonsi, Alba), eseguite prevalentemente in bronzo o in acciaio, in cui dalla composizione dei volumi e delle loro linee profilati e dalla energia del loro moto scaturisce limpido e perentorio il concetto che li ispira.

Così ad esempio nel bellissimo Monumento alla resistenza a Cuneo (1969) l'esplodere in ogni direzione di elementi rettilinei e acuminati si fa metafora dello scatenarsi delle forze insurrezionali della guerra partigiana.

Suo è l’arredo della sala maggiore della nuova corte d’appello di Roma. Nel 1992 gli viene conferito il premio Michelangelo.

Nel 1994 mette in opera "Deposizione" per la basilica di S. Maria degli Angeli in Roma e realizza il grande cancello per il Teatro Regio di Torino.

 

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