Man Ray è una delle figure più singolari,
inquietanti e tutto sommato importanti dell'arte contemporanea. Dopo gli
inizi cezanniani e cubisti l'incontro con Joseph Stella, con Francis
Picabia e soprattutto con
Marcel Duchamp
porta Man Ray alle prime esperienze Dada: rifiutati i
mezzi espressivi tradizionali, nascono i collages ai limiti
dell'astratto, i ready-made, i "rayogrammi" e le "solarizzazioni" in
cui la fotografia è usata per ottenere una sorta di misteriosa scrittura
della luce, alla ricerca di una qualità sconosciuta, ma non per questo
meno vera, delle cose.
Con questi mezzi Man Ray supera ogni convenzione di forme, di
tecnica, di soggetti, giungendo a un'assoluta, affascinante libertà di
espressione.
Il suo vero nome era Emmanuel Radnitzky, nato
a Philadelphia, pur essendo un pittore, un fabbricante di
oggetti e un autore di film d'avanguardia (Retour à la raison
(1923), Anémic cinéma con
Marcel Duchamp (1925),
Emak-bakia (1926), L'étoile de mer (1928), Le mystères
du chateau de dé (1929) precursori del cinema surrealista) è
conosciuto soprattutto come fotografo
surrealista, avendo
realizzato le sue prime fotografie importanti nel 1918.
A New York, dove viveva, con il suo stretto amico
Marcel Duchamp formò il ramo americano del movimento Dada che
era iniziato in Europa come un rifiuto radicale dell'arte tradizionale.
Dopo alcuni tentativi senza successo e soprattutto dopo la pubblicazione
di un unico numero di New York Dada nel 1920, Man Ray affermò che
"il Dada non può vivere a New York" e nel 1921 andò a vivere e
lavorare nel quartiere di Montparnasse a Parigi nell'era della grande
creatività.
Lì si innamorò della famosa cantante francese Kiki (Alice Prin), spesso
chiamata Kiki de Montparnasse, che in seguito divenne la sua
modella fotografica preferita.
Insieme a
Jean Arp, Max Ernst, André
Masson, Joan Miró e
Pablo Picasso,
fu rappresentato nella prima esposizione surrealista alla galleria
Pierre a Parigi nel 1925.
Nei venti anni successivi a Montparnasse, Man Ray rivoluzionò l'arte fotografica. Grandi artisti dell'epoca come James Joyce, Gertrude Stein, Jean Cocteau e molti altri posarono di fronte alla sua macchina fotografica.
Nel 1934, la celebre artista surrealista Méret Oppenheim, conosciuta per la sua tazza da te ricoperta di pelliccia, posò per Man Ray in quella che divenne una ben nota serie di foto che la ritraggono nuda in piedi vicino a un torchio da stampa. Insieme alla fotografa surrealista Lee Miller — che fu la sua amante e assistente fotografica all'epoca — inventò la tecnica fotografica della solarizzazione.
Un'altra tecnica fotografica utilizzata
dall'artista è stata quella dei rayograph, ottenuti poggiando oggetti
direttamente sulla carta fotografica, procedimento
apparentemente semplice, ma che seppe usare per immagini
altamente suggestive.
Man Ray scoprì per caso le rayografie
nel 1921. Mentre sviluppava alcune fotografie in camera oscura,
un foglio di carta vergine, accidentalmente, finì in mezzo agli
altri e dato che continuava a non comparirvi nulla, poggiò,
piuttosto irritato, una serie di oggetti di vetro sul foglio
ancora a mollo e accese la luce. L'artista ottenne così delle
immagini deformate, quasi in rilievo sul fondo nero.
![]() Revolving Doors |
![]() Salvador Dali |
![]() The Rope Dancer Accompanies Herself with Her Shadows |
![]() Venere restaurata |
Attraverso i suoi rayogrammi, termine costruito sul suo cognome, ma
che contemporaneamente evoca il disegno luminoso, poteva sondare
ed esaltare il carattere paradossale e inquietante del
quotidiano. Più avanti nella sua vita Man Ray ritornò
negli Stati Uniti, dove visse a Los Angeles per alcuni anni.
Tuttavia egli considerava Montparnasse casa e vi fece ritorno
ove morì il 18 novembre 1976 e fu seppellito nel cimitero di
Montparnasse.
Il suo epitaffio recita: Non curante, ma non indifferente.
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