Pittore, grafico, tipografo, architetto e fotografo russo, pseudonimo di El (Elizar, o Lazar, o Eliezer) Marcovich Lissitzky.
Allievo di Malevich, è invece l'esponente di spicco del Costruttivismo socialista, movimento che, partendo dalla rielaborazione delle tematiche futuriste e cubiste, attribuisce particolare importanza alla "testura", ossia alla forma oggettuale del materiale pittorico, che come elemento basilare del fare arte si aggiunge ai fondamentali punto, linea, superficie.
Di costruttivismo si parla per la prima volta in relazione ai "Controrilievi" di Tatlin del 1913-1914, sculture che si presentano in forma di assemblamenti meccanici, anche se è solo nel 1919-20 che il movimento costruttivista è realmente attivo, consapevole del nuovo rapporto che la rivoluzione d'ottobre del 1917 ha instaurato tra arte e politica.
In questo contesto l'opera di El Lissitsky descrive in modo immediato e
sintetico la ricostruzione del mondo operata dalla rivoluzione
proletaria attraverso i suoi dipinti che egli chiama "Proun", progetti
sintesi di forma e materia in cui la ricerca artistica è subordinata al
fine concreto della loro applicazione architettonica, in cui lavori
devono mantenere i caratteri peculiari di originalità e impatto visivo,
così da creare l'ideale connubio tra attività artistica e vita
produttiva.
Successivamente, insieme ad Alexsandr Rodchenko, si diede
alla sperimentazione, unendosi al movimento costruttivista. Adoperò le
tecniche del fotomontaggio e del collage, molto spesso a scopo
propagandistico. Lavorò a pubblicità e manifesti divulgativi per
l'Unione Sovietica durante gli anni dei conflitti mondiali.
Nel 1921 fu nominato ambasciatore russo della cultura nella Germania
della Repubblica di Weimar.














