Leoncillo
pseudonimo di Leoncillo Leonardi
Spoleto, Perugia, 1915 - Roma 1968
 

A Roma nel 1935-39 entrò in contatto con gli artisti della Scuola romana e realizzò in chiave espressionistica ceramiche colorate di soggetto mitologico-storico come Ermafrodito e San Sebastiano del 1939 entrambi alla Gall. Naz. d'Arte Mod. di Roma.


 San Sebastiano, 1939

Madre romana assassinata dai fascisti
Viale G. Cesare, 1944

Dal 1939 al 1942 diresse a Umbertide una manifattura di ceramiche. Partecipa alla Resistenza e dopo la Liberazione espone con Cagli, Guttuso, Mafai, Mirko e altri alla mostra romana "Arte contro la barbarie" vincendo il primo premio con le due versioni della Madre romana uccisa dai fascisti (1944, Roma, Coll. Terenzi): considerata dalla critica il suo capolavoro, in cui il linguaggio espressionista è sviluppato nel senso di una scomposizione plastica dei volumi che già prelude al neocubismo del dopoguerra (Lottatori, 1946, Roma, Coll. Leonardi).

 

 

Alla metà degli anni Cinquanta abbandonò la semplificazione cubista per volgersi a esperienze informali, pur conservando un'estrema attenzione per la materia usata e le sue proprietà espressive (Luce perduta, 1960, Roma, Coll. Sargentini; Grande mutilazione, 1962, Roma, Coll. Leonardi).

 

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