L'uomo e l'ambiente

La biosfera

La vita è a condizione grazie alla quale ogni organismo vegetale o animale cresce e si riproduce, dando origine ad un nuovo essere il quale eredità l‘insieme delle caratteristiche fisiche e il bagaglio dell’esperienza o, se vogliamo, degli impulsi comportamentali propri di chi lo ha generato e delle infinite generazioni che lo hanno proceduto; l’organismo vivente rappresenta la continuità tra passato e futuro, una sorta di "staffetta" biologica cui spetta il compito di portare a termine il proprio ciclo ed assicurarsi un successore.
Cicli vitali propri ad ogni essere vegetate ed animale seguono nell’insieme un unico schema, essenziale e ripetitivo, che nel suo perpetuarsi insegue un obiettivo fondamentale: il miglioramento delle capacità di ogni specie di adattarsi alle condizioni dell’ambiente esterno pur mantenendo le caratteristiche che la contraddistinguono. Sin da quando la prima forma di vita fece la sua apparizione su questo pianeta, 3, 6 miliardi di anni fa, un numero incalcolabile di organismi diversi ha colonizzato ogni regione della terra, ognuno adattandovisi per garantirsi la sopravvivenza.
La vita, che ci accomuna ad ogni creatura della terra, rappresenta un progetto grandioso che la nostra mente ha appena cominciato a comprendere e del quale non riuscirà forse mai a capire il mistero; essa ha in sé la forza di un universo ai suoi primordi, ha infinite ed imprese di disponibilità di autorinnovarsi ed è, come logico aspettarsi che sia, legata a processi enormemente più complessi di quanto ci sia stato possibile fino a questo momento comprendere, e proprio per la sottile e delicata interdipendenza dei fenomeni cui è legato essa è al tempo stesso estremamente vulnerabile.
La nostra biosfera, ovvero il mondo vivente, quel sottile strato tra la superficie terrestre e !‘immensità dell’Universo, che ospita migliaia di forme di vita assai differenti ma assolutamente necessarie una all’altra in una complessa e fragile rete di interconnessioni, nel suo insieme appare organizzato come un autonomo essere vivente, la cui buona salute è determinata dalla perfetta funzionalità del suoi singoli organi, ognuno dei quali preposto ad una specifica finalità ma di per sé insignificanti se non nel contesto dell’equilibrio generate; come ogni organismo vivente la biosfera dispone di propri sistemi di difesa che le hanno consentito di reagire con successo, fino ad oggi, ai piccoli e grandi sconvolgimenti di cui è stata vittima nel corso delta sua storia, reinventando e riorganizzando la vita. Ciò che principalmente la distingue da un organismo vivente vero e proprio è la sua incapacità di riprodursi: mai ed in nessun caso il Pianeta Terra, l’unico pianeta vivente sino ad oggi conosciuto, potrà "rigenerarsi" attraverso il concepimento di una nuova versione di se.
E’ indispensabile quindi che ogni organo ed ogni particella di questo organismo, ogni forma vivente animale e vegetate facente parte di quel fragile equilibrio da cui dipende la sopravvivenza della biosfera, conservi la proprio identità, conquistata attraverso millenni di mutamenti selezionati, assolvendo a quella precisa funzione cui è stato preposto; obiettivo che del resto da sempre viene raggiunto attraverso i cicli biologici nel contesto dei quali ogni organismo vivente, della terraferma e degli oceani, riveste un precisa ruolo per l’utilizzazione ed il continua ricambio dell’energia preveniente dal sole.

L’ecologia

Dopo aver imposto se stesso e la propria civiltà al pianeta che la ospita, incurante delle preesistenti condizioni di equilibrio conquistate dalle altre specie, l’Uomo si sorprende oggi a dovere affrontare insospettati problemi di carattere ecologico, e a dovere annoverare l’ecologia tra gli argomenti più attuali ed inquietanti. L’ecologia è la scienza che studia gli esseri viventi nei loro ambienti analizzandone i rapporti intercorrenti tra oro e il mondo circostante; oggi gli studi condotti da ecologisti e ricercatori vertono principalmente all'esame dell'impatto prodotto sull’ambiente dalle attività umane in tutto il globo, lo scopo di moderarne, se possibile, le conseguenze nocive a carico dell'ambiente stesso.
Allarmanti problemi di carattere ambientale accomunano ormai tutti i Paesi del mondo, tutti generati dal repentino moltiplicarsi delle attività umane nell'ultimo secolo, e prevalentemente negli ultimi 50 anni; se pensiamo a quanti millenni sono stati necessari allo sviluppo delle diverse forme di vita, tra cui anche quella umana, le quali hanno mantenuto un equilibrio costante fino ad oggi, è davvero sconcertante prendere coscienza del fatto che una sola specie animale, tra le tante che l'hanno preceduta e le molte altre che potenzialmente potrebbero progressivamente aggiungersi ad essa, abbia potuto e possa, nel corso di pochi anni, alterare, in nome dell' evoluzione e del miglioramento della vita, il complesso sistema ecologico dal quale dipende la sua stessa esistenza.
Dalle sue origini ad oggi l'Uomo è cresciuto; sotto molti aspetti è cresciuto prodigiosamente; giunto - ci auguriamo - alla sua maturità si trova ora ad affrontare problematiche molto urgenti che potrebbero vanificare i traguardi finora raggiunti, a dovere riesaminare il suo operato valutandone le conseguenze, ed infine a dover prendere gravi decisioni, destinate a determinare una svolta al corso della sua storia evolutiva.
Ebbene l'Uomo, l'Uomo artefice di quello che comunemente fino ad oggi abbiamo chiamato progresso, e l'Uomo beneficiario e fruitore dei servizi quotidianamente offerti da tale progresso, quell'Uomo siamo noi, ognuno di noi: come minuscole particelle di un unico organismo tutti noi rappresentiamo qualcosa, e, come la storia della vita ci insegna, anche da piccole particelle può dipendere il destino dell’evoluzione.
Oggi l'Umanità si compone di 5 miliardi di individui ed é in costante aumento; è pertanto ragionevole aspettarsi che l'azione combinata di tutti noi, specie per problemi come quelli odierni che riguardano non singole nazioni o isolate comunità ma l’intero pianeta, possa essere determinante per il raggiungimene di soluzioni concrete e durature.
Talvolta è per difetto di volontà che  diciamo inulti ed insignificanti le nostre azioni quotidiane individuali nel contesto di una società numerosa e multiforme, e cosi dicendo continuiamo consapevolmente a comportarci in modo errato, sbagliando sapendo di sbagliare; altre volte il nostro apporto viene meno a causa di carenze informative, poiché il fatto che si parli spesso di alcuni argomenti non significa affatto offrire a tutti opportunità di comprendere realmente i problemi esistenti ne tanto meno indicare una via da seguire basata su corretti principi comportamentali; altre volte ancora moltissimi individui, spinti da motivazioni di massima priorità per la stessa Sopravvivenza e non sostenuti da adeguati servizi sociali non possono evitare di compiere, consapevolmente o meno, azioni nocive all'integrità dell'ambiente.

Il degrado ambientale

Al di la di competessi di reciprocità, di intricati concatenamenti o di ignote reazioni chimiche, la causa essenziale di quel particolare fenomeno che inteso nell’insieme delle sue manifestazioni chiamiamo degrado ambientale è una sola, molto semplice da definire e da comprendere: una eccessiva e poco razionale pressione sulle risorse e sulle capacità di assimilazione e di recupero della biosfera.
La popolazione mondiale ha ormai superato i cinque miliardi, e mantenendo l'attuale tasso di crescita raggiungerà i sei miliardi entro la fine di questo decennio e gli otto miliardi entro il 2025; appena 50 anni fa non solo la popolazione era meno della metà di quello attuale, ma le esigenze individuali almeno nei Paesi che dal dopoguerra ad oggi hanno conosciuto un crescente sviluppo, non erano minimamente paragonabili a quelle dell'uomo di oggi: oggi le nostre abitazioni sono dotate di ogni comfort, molti dei quali impensabili fine a pochi decenni fa; le nostre necessità personali si accrescono continuamente, i nostri spostamenti si fanno sempre più rapidi, eppure se 50 anni fa le conquiste del progresso, ben poca cosa rispetto a quelle attuali, suscitarono grande interesse ed entusiasmo, oggi sempre più rado, per non dire mai, ci sorprendiamo a domandarci quale sia la provenienza del legno pregiato che esigiamo per il nostro arredamento, o con quale mezzo venga prodotta l'energia che fa funzionare quasi ogni oggetto di cui ci serviamo quotidianamente, o ancora quante e quali operazioni siano necessarie affinchè ogni giorno noi possiamo, a differenza di molti nostri simili, soddisfare i nostri desideri alimentari.
Inoltre, nel momento in cui l’Uomo ha preso coscienza del Pianeta Terra, ovvero di quell'affascinante "perla azzurrina vagante nello spazio", come la descrissero i primi astronauti, paradossalmente ha raggiunto il culmine di un processo iniziato qualche decennio addietro volto all'annullamento, o comunque alla profonda lesione, di quella sorta di simbiosi che da sempre lo aveva legato alla terra stessa.
Parlare oggi di perdita del suolo, di siccità, di alluvioni, di instabilità climatica, solo alcuni tra i tanti fenomeni provocati o semplicemente favoriti dalle moderne attività umane, per molti suona come parlare di argomenti
si vagamente preoccupanti ma estremamente distanti dalla nostra vita, incapaci di arrecare qualsivoglia mutamento al normale andamento della nostra esistenza quotidiana, problemi generati da chissà quale causa a noi totalmente estranea e ai quali altre persone dovranno trovare, se credono, le adeguate soluzioni.
Ebbene, benché il grado di sviluppo della civiltá contemporanea ci consenta di vivere in modo tale da non doverci preoccupare giorno per giorno della nostra sopravvivenza, non è possibile pensare che sia sufficiente premere un interruttore, alzare una leva o aprire un rubinetto perchè tutto funzioni perfettamente; dietro centinaia di nostre piccole azioni quotidiane esistono complessi meccanismi che nella loro innaturalità attingono alle risorse naturali della biosfera e che ad essa fanno ritorno in molti casi, al termine di determinati processi, sotto forma di rifiuto. Dietro tali nostri gesti ed azioni abituali c'é una civiltà che ha maturato, particolarmente in questi ultimi decenni, l'esigenza di operore una scelta decisiva; c'é un sistema che per continuare ad esistere e mantenere il proprio cammino evolutivo nei termini della positività deve cambiare profondamente, e che per compiere tale trasformazione necessita dell’impiego di
ogni componente la sua stessa struttura: ogni uomo, qualunque sia il suo ruolo sociale, la sua nazianalità o la sua età.

 

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