Paul Klee nacque l'8 dicembre 1878 a Münchenbuchsee presso Berna, da un maestro di musica tedesco d'origine e operante nella capitale elvetica, dal quale Klee, che fin da ragazzo era un ottimo violinista, ereditò l'amore per la musica. Nell'autunno del 1898, dopo l'esame di maturità, cominciò a Monaco gli studi di pittura, prima nella scuola privata del pittore Knirr, in un secondo tempo all'Accademia sotto la guida di Stuck. Passò l'inverno tra il 1901 e il 1902 in Italia, fermandosi a Roma, Napoli, Firenze e sentì soprattutto il fascino dell’architettura della prima Rinascenza, di Michelangelo, dei primi maestri del Quattrocento. Tornato a Berna nel maggio 1902, vi lavorò duramente per alcuni anni raggiungendo la sua completa formazione: frutto di questi studi è una serie di 15 incisioni ad acquaforte eseguite in uno stile rigido, che mette in rilievo i dettagli e con forti accentuazioni satiriche. Viaggi occasionali lo portano a Monaco, dove scoprì, nel 1904, Beardsley, Blake, Goya, Ensor, e a Parigi, nel 1905.
Tornato nuovamente a Monaco alla fine del 1906, vi sposa Lily Stumpf, maestra di pianoforte.
Nelle opere, prevalentemente grafiche, di questi anni, Klee sviluppa un gusto per la linea mossa, sensibile ad ogni movimento psichico: lo stile della libera "improvvisazione psichica" che culmina nelle illustrazioni per il « Candide » di Voltaire, eseguite nel 1911-12. All'esposizione di Monaco vede Van Gogh e Cézanne, il cui insegnamento sente subito come eccezionale. Si accosta, nell'inverno 1911, al gruppo dei pittori del Blaue Reiter (Cavaliere Azzurro) e si lega d'amicizia con Kandinsky, Marc, Macke e Jawlensky; nell'aprile 1912 si incontra a Parigi con Delaunay e conosce le opere di Rousseau, Picasso, Braque; vede a Monaco l'esposizione dei Futuristi ed entra in contatto con il circolo degli Espressionisti, raccolti intorno alla rivista berlinese « Sturm »: vive insomma a fianco di un gruppo di artisti tutti fortemente occupati dal problema del colore, libero ed espressivo. E proprio al problema del colore è spinto, nella primavera del '14, da un breve viaggio in Tunisia che costituisce per lui una prepotente esperienza ottica.
La chiara, si dente architettura colorata di quel
paese mediterraneo lo avvicina spontaneamente ad una costruzione
cristallina del colore: il motivo naturalistico diventa poetico, ora
Klee è pittore. Durante la guerra Klee è in un ufficio militare presso
un aeroporto bavarese: finalmente nel Natale 1918 può riprende a Monaco
il suo lavoro; ma nel frattempo è diventato noto: appaiono su di lui tre
piccole monografie e nel novembre 1902 Gropius lo chiama alla Bauhaus.
Dal 1921 al 1930 Klee insegna alla Bauhaus di Weimar e
Dessau, nei settori della pittura su vetro e poi della tessitura: più
tardi gli sarà personalmente affidato un corso di pittura, in
collegamento con Kandinsky tiene delle lezioni regolari sulla
teoria della forma e sviluppa la prima teoria sistematica dei mezzi
pittorici puri che porta ad una eccezionale chiarificazione delle
possibilità evocative insite nei mezzi astratti.
![]() Martwa natura bez tytulu 1940 |
![]() Strada prinpicale e strade secondarie, 1929 |
![]() Luogo colpito, 1922 |
![]() Red Balloon, 1922 |
Nuove molteplici sollecitazioni gli sono offerte
dall'amico con Kandinsky, Feininger, Schlemmer,
oltre che da nuovi viaggi in Sicilia (1924, 1931), in Italia (1927), in
Egitto (tra il 1928-29): sollecitazioni tutte che si riflettono nella
sua pittura che converte impressioni ottiche ed espressioni psichiche,
libere immagini piene di rispondenze poetiche.
Nel 1931 Klee è chiamato all'Accademia di Düsseldorf,
dove può dedicarsi più liberamente al suo proprio lavoro: ma comincia la
reazione nazista e, nella primavera del 1933, questo artista, che era il
più tranquillo di tutti gli artisti, fu accusato di "bolscevismo
culturale" e destituito. Ritornò allora in dicembre, come emigrante,
nella nativa Berna.




















