Hayez Francesco

 

Francesco Hayez
1791-1882

Pittore italiano, Francesco Hayez (Venezia, 10 febbraio 1791 – Milano, 21 dicembre 1882), massimo esponente del romanticismo storico.
 


Autoritratto

I Vespri siciliani

Il bacio

Accusa segreta
1847-48

La famiglia di origine di Francesco Hayez è di condizioni modeste, il padre Giovanni è di origini francese mentre la madre, Chiara Torcella, è di Murano. Il piccolo Francesco, ultimo di cinque figli, venne affidato ad una sorella della madre che aveva sposato Giovanni Binasco, armatore e mercante d'arte proprietario di una discreta collezione di dipinti.

 

 

Già da piccolo mostrò una predisposizione per il disegno e lo zio lo affidò ad un restauratore affinché ne imparasse il mestiere.
Originario di Venezia, nel 1809 si trasferì a Roma dove entrò in contatto con Antonio Canova di cui divenne amico ed allievo.
Trasferitosi a Milano nel 1820, in questa città raccolse l’eredità del maggiore pittore neoclassico italiano: Andrea Appiani.
Il suo stile pittorico si formò di un linguaggio decisamente neoclassico che non perse mai neppure nella sua fase romantica. Il suo romanticismo è infatti una scelta solo tematica.

 


Malinconia

Odalisca sdraiata

Le nozze degli amanti

Venus che gioca con due colombe

Nel 1820 realizzò il suo primo quadro di ispirazione medievale,  Pietro Rossi prigioniero degli Scaligeri, che venne considerato il manifesto del romanticismo italiano. Due anni dopo realizzò il quadro de, I Vespri siciliani, (questo quadro illustra l’episodio in maniera molto letteraria ma poco emozionante.

 

 

 

Le figure sono scandite secondo pose molto teatrali che risentono ancora dei quadri storici neoclassici del David. Lo stile di esecuzione è anch’esso fondamentalmente neoclassico, fatto di precisione di disegno, rilievo chiaroscurale, fattura molto levigata, chiarezza di visione. L’unica cosa che fa collocare questo quadro nell’ottica del romanticismo è solo il soggetto ed il contenuto: il riferimento ad una storia del medioevo che ha come messaggio un contenuto patriottico e risorgimentale).
La sua produzione, oltre ai temi storici, fu proficua anche nel genere dei ritratti. Dal 1850 diresse l’Accademia di Brera, divenendo un personaggio di spicco dell’ambiente culturale milanese.

 

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