Giannoni Gianfranco

 

Gianfranco Giannoni

 

Genere: mostra di pittura
Titolo:
“Giocosa”
Autore: Gianfranco Giannoni
Info: 333 38 92 402 
Organizzazione e Allestimento mostra: Filippo Lotti per FUORI LUOGO
Catalogo in mostra: a cura di Filippo Lotti
In collaborazione con: Associazione Culturale Sportiva Corazzano

All’interno della Manifestazione Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato, nell’Osteria Fuori Porta, è stata presentata una esposizione del pittore san miniatese Gianfranco Giannoni.

Sarò stati esposti una decina di dipinti di piccolo formato: gli ultimi lavori del pittore toscano.

 


La goccia di mare

Halloween

Pinocchio al mare

Una mostra per avvicinarsi al lavoro artistico ed al mondo poetico di Giannoni che diventa così “l’occasione per un viaggio immaginario e fantasioso nell’arte contemporanea con un artista che ama mettersi in gioco e giocare, consapevole che l’arte vive attraverso forme e linguaggi diversi. Un modo per rileggere la vita attraverso l’ironia. Giannoni fa sì che il vero travalichi i confini del reale: la sua pittura è sogno, è ricomposizione della realtà, è scelta dell’irreale, ma sempre rispettosa di un ordine che l’artista inventa e ricrea, in uno schema formale rigoroso e libero.

 

 

La sua arte vive e fonda le sue basi nel simbolismo e il linguaggio diviene magico.

L’arte di Giannoni, approda ad una visione fantastica: i personaggi diventano apparizioni magiche, le forme spaziali divengono pure astrazioni. È un mondo fantascientifico, surrealista, quello in cui veniamo immersi. È puro gioco cromatico. L’opera di Giannoni si configura come percorso personale e autonomo dove la tecnica e la creatività prendono il sopravvento e caratterizzano il suo lavoro artistico. Entrare nel cuore della mostra vuol dire entrare in un mondo aperto a vari tipi di interpretazione dove l’intuizione è la regola”. (Filippo Lotti)

“I visitatori potranno gustare i suoi quadri che sono frutto di suggestioni immaginarie e fantastiche, che propongono una via alternativa alla realtà, che allo stesso tempo inglobano e fanno proprio, creando un macrocosmo immaginario, l’inconsueto e l’uomo che lo popola giocosamente.

Dunque una sorta di sperimentazione di gradazioni cromatiche lineari, scintillanti, senza variazioni, che prendono forma come simboli che Giannoni inventa, non affatto ingenuamente, ma andando oltre lo strato superficiale del senso delle cose, e in bilico tra ciò che esiste davvero e il sogno. Nature morte inconsuete, frutto di un’elaborazione che procede a ritroso dall’inconscio fino al conscio, dall’immaginario fino alla realtà degli oggetti, apparentemente più banali.

Arte come strumento di consapevolezza dei mezzi espressivi del colore dunque, momento di ludica critica al reale, ma atto di immersione nella vita e nelle possibili alternative che questa offre superando così le categorie dettate dal cerebralismo, con un contatto più astratto con le cose, più immaginario, giocoso. (Claudia Perica).

 

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