Gentilini Franco

 

Franco Gentilini
Faenza 1909 - Roma 1981

Nel 1927 è a Bologna presso il pittore Giovanni Romagnoli che ne apprezza le capacità e lo presenta al critico Nino Bertocchi. Conosce Morandi e Longanesi.

 


Autoritratto

Via Flaminia

Nel 1929 si trasferisce a Roma, dove s'inserisce nell'ambiente artistico frequentando il Caffè Aragno e i rappresentanti della Scuola di via Cavour.

Entra in contatto con il critico letterario Enrico Falqui e attraverso questi conosce l'opera di Scipione. A Roma allestisce la sua prima personale alla Galleria Bardi.

Inizia la collaborazione con le riviste Il Selvaggio, Quadrivio, L'Italia Letteraria, Convivio.

 

 

Nel 1935 partecipa alla II Quadriennale di Roma, dove presenta due opere: Ritratto e Giovani in riva al mare, acquistata dal Governatorato per la Galleria Comunale. L'anno seguente partecipa alla VI Mostra del Sindacato Fascista di Belle Arti del Lazio con tre opere, tra le quali Ritratto, acquistata anch'essa dal Governatorato. Per la Biennale veneziana del 1938 esegue un affresco La nascita di Roma, destinato alla facciata del Padiglione italiano. Aderisce alla poetica del Tonalismo e al neoumanesimo. Alla III Quadriennale romana del 1939 gli viene riservata una sala personale.

Nel periodo che va dal dopoguerra alle sue ultime produzioni, l'attenzione di Gentilini appare rivolta verso rappresentazioni fantastiche e verso una tecnica che doveva richiamare l'effetto dell'intonaco, con la commistione di pittura ad olio e sabbia. Nel 1942 l'artista è presente alle più importanti mostre all'estero: New York (1947), Parigi (1950), Chicago (1955) ed inoltre Toronto, Caracas, Londra. In Italia partecipa alle Biennali veneziane e alle Quadriennali romane e tiene anche numerose personali. Nel 1955 gli viene conferita la cattedra di Pittura all'Accademia di Belle Arti di Roma e nel 1968 è Accademico di San Luca.

 

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