Frenna Michele

 

Michele Frenna

Pittore, Mosaicista. Nato a Agrigento nel 1928. Vive ed opera a Palermo.

Principali Mostre, premi e riconoscimenti

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Fiori

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Allegoria fantastica
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Il pescatore

Trofeo Premio Alba 1985, Ferrara; I° Premio Rassegna d’Arte Città di Viareggio, 1985; I° Classificato Selezione ’86, Galleria d’Arte, Ferrara; Premio Incontro con la Laguna di Venezia; Premio Internazionale Arte Italia di Viareggio; Premio della critica Svizzera, Palazzo Venezia, Roma; I° Premio Gran Trofeo Città di Sarzana; I° Premio ed Oscar Golfo di Napoli; Premio Rassegna d’Arte Città di Nizza; Medaglia d’Oro per l’Arte Sacra alla Manifestazione Internazionale Porta dei Leoni; I° Premio Città di Nizza, 1988; I°assoluto Città di Pistoia; I° assoluto Città di Roma; I° assoluto Omaggio alla Repubblica di San Marino Primavera ’89; I° assoluto il Prestigio Città di Sarzana; I° assoluto Omaggio al Carnevale di Viareggio, Galleria Internazionale di Viareggio.

 

 

 

Mosaico
(I° Premio assoluto) Il Ponte Italo-Americano del New Jersey USA 1991. Professore d’Arte Onorario, Scuola d’Arte G. Morandi, Fidenza; Accademico d’Onore del Fiorino con Medaglia d’Oro; Consigliere Accademico di Boretto; Accademico di Merito di San Marco; Professore Honoris Causa Word University for International Studies Trento; Accademico dei Micenei, Medaglia d'oro e Targa della Presidenza.


Bibliografia
Il Quadrato; Gran Premio Belle Arti, Fabbri; L’Arte nei Comuni d’Italia, ENMA; Catalogo Alba, Ferrara; La Zattera, Viareggio; I Grandi Capolavori nell’Arte antica e contemporanea, ENMA; Antologia dell’Arte Mosaica di Michele Frenna; L’Italico di New Jersey; Guida allo studio dei Maestri Contemporanei, Biennale della Spezia; Pegaso; Nuovi Orizzonti; Lo Faro; Antologia Artisti, Letterati e Poeti in Europa; La Follia di New York, 1992.
Viene dalla Sicilia, da Agrigento e da Palermo, la smaltata malinconia di questi "mosaici".

 

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Pesci

critica di: Raffaello Bertoli
Michele Frenna è un artista legato alla tradizione musiva. Ma riesce a dare ottimi effetti anche nelle piccole composizioni, che incornicia. Il volto di certe sue "Madonne", di certi suoi "Santi" o di "Colombo" ha la spontaneità e la suggestione di un "ex voto".
La poesia è nel sottofondo, come una musica che accompagna ritratti e invenzioni.
I "paesaggi", le "nature morte" sono quasi sempre suggerite dall'esaltazione del ricordo, inastano fantasie popolari, guizzi di antiche leggende. Sembra a volte di vedere gli scenari limpidi dei cantastorie, la loro irrepetibile capacità evocativa".

 

 

critica di: P. Di Martino

"Conosco molto bene il valore di questo grande maestro. La sua arte il mosaico è innata in lui, è un convinto assertore di quel risultato positivo che il mosaico dà ad ogni artista vero, e questo artista è Michele Frenna, con una grande esperienza, la sua mano viene guidata da una mente attenta e proiettata in una costruzione sempre più comprensibile anche sotto un netto e qualificato profilo culturale". (Fernanda Bianchi).
Frenna possiede tutte le qualità di una forma d'arte ed istintiva, ricca di evocazioni emozionali sottolineata dall'uso personalizzato delle immagini le quali parlano un linguaggio immediato poiché aliene da cerebralismi o emblematismi, cogliendo sapientemente gli effetti della luce sul colore e dando vita a toni brillanti, ricchi di sfumature intermedie che esaltano la poetica del soggetto nel costante rapporto con l'ambiente circostante e con la natura, che sembra essere estranea a tutto ciò che può essere considerato il frutto del progresso. Le scenografie riproposte dall'artista; sono per così dire depurate da prepotenti ed estra-nee intrusioni; segno lineare, il tutto risolto all'essenziale, e lo spazio, simbolo di ambivalenti tensioni, sembra racchiudere ed estraniare in sé le immagini riconducibili ad una tradizione recuperata dalla cultura popolare ed abilmente fissata poi con l'ausilio di una tecnica originalissima, intrisa di arcani significativi, tesa alla ricerca di nuove forme espressive indipendenti da qualsiasi tipo di moda o di canone pittorico; quella del Frenna è tecnica autonoma ricca di simboli visivi e nello stesso tempo altamente poetica per il sentimento e per l'armonia delle figure, alla base della quale, come filo conduttore di tutta la produzione, vi è l'esigenza e il desiderio quasi fisico di ritornare e quindi ripartire da quelle che sono le origini dell'uomo. 

Spontaneità e originaria purezza di ispirazione animano l'energia creativa di Michele Frenna, Autodidatta, abile esperto del mosaico.
Le sue composizioni esprimono un senso di pace serena, attraverso immagini semplici di fiori, frutta, figurazioni sacre in atteggiamenti pensosi, architetture archeologiche di templi antichi, della sua Sicilia.
La paziente tecnica prescelta dall'autore testimonia la fedeltà agli ideali più nostrani della tradizione popolare e folkloristica siciliana, un pudico rispetto della realtà, riprodotta con una dimensionata fantasia e un movimento compositivo e cromatico espressivo ed umanizzato.
Nella fresca atmosfera, che rammenta esperienze antiche di maestri del mosaico, trova spazio incisivo una moderna interpretazione di tutti i soggetti siano essi persone, animali, cose.
Una serenità pacata nel celeste più o meno intenso fa da sfondo luminoso alle immagini, caratterizzando le opere di Frenna. Nel caleidoscopio dei suoi variopinti vetri si individuano i piccoli frammenti del suo profondo amore cristiano che, uniti e armonizzati, riescono ad attirare l'attenzione e l'interesse per la religiosità e l'integrità dell'ambiente vivificato dalle capacità interpretative di un artista sensibile, umile, libero.

critica di: M. Romano Losi

Come osserva Anna Maria Scheible luci ed ombre risaltano nel progetto musivo di ogni composizione, ove anche la realtà più dura del lavoro quotidiano dei campi offre una poesia coloristica nella rappresentazione di agricoltori e mandriani con i loro fedeli animali. Ogni elemento riconduce alla sacralità della vita, un tipico sentimento della "sicilianità", come osserva Antonio Luppino.
La tecnica del mosaico di Frenna ha una base grafica e cromatica maturata dall'esercizio impegnato a creare un equilibrio e a conservare il movimento e l'umanizzazione comunicativa nella disposizione assemblata delle tessere musive.
Sentimenti candidi e dolci sono evidenziati da Gaetano Massa assieme all'acutezza di percezione psicologica nell'interpretare i suoi personaggi.
L'ispirazione religiosa di Michele Frenna compendia le sue doti di sensibilità e di devoto senso dell'arte; la Madonna è immagine prevalente, assieme al buon Gesù con corona di spine, alla Sacra Famiglia, al Cuor di Maria, alla apparizione della Madonna di Lourdes ai pastori: scene sacre di antica iconografia, sempre attuali come la Fede.
 

critica di: Carmine Manzi
C'è nei suoi mosaici tutto ciò che rappresenta la divinazione dell'arte, un tormento che si apre all'espansione della luce attraverso le continue esplosioni di colore. Michele Frenna è sotto questo aspetto un artista segnatamente intimista, che ama la tradizione e forse la predilige, perché connaturata al suo modo di sentire e di vedere le cose, ma che però riesce a coniugare molto bene coi suoi intendimenti anche le realtà espressive più moderne, perché la sua concezione dell'arte è così vasta da poter spaziare fino al superamento degli stessi limiti imposti dal surrealismo. 
Indubbiamente è che l'Artista porta con sé, dalla sua nascita, la sacralità dell'immagine della sua terra d'Agrigento, con i suoi miti, con le sue costumanze e con i suoi splendori: qualcosa che fa parte del suo sangue, prima ancora che delle immagini dei suoi mosaici, fa parte della sua anima prima ancora che dei suoi colori. Quello splendore antico dei Templi, così difficile da contenere, esercita sull'Artista una specie di suggestione, dona alle sue opere uno spessore quasi mitico, così che diventa il suo mondo tutto particolare ed originale.
Quando Orazio Tanelli, che più volte si è soffermato nell'analisi delle sue composizioni, scrive che egli è riuscito ad amalgamare insieme i tre motivi dell'amore per l'antichità classica, del culto dell'arte e dell'attaccamento alla terra natia, certamente vuol dire quanto il suo linguaggio sia composito ed universale e perché sia anche giusto definirlo come il mosaicista della pittura ellenica che fonde l'antico col moderno. E quindi passa Tanelli a considerare - e lo fa con una profonda interpretazione - la maniera quasi miracolosa dell'evolversi del suo linguaggio, il suo trascorrere dal particolare all'universale, il suo andare oltre l'espressionismo, perché tale e tanta è la sua forza da comprendere come in un abbraccio il mondo dell'essere e quello del divenire.
Presente con le sue opere in ogni parte d'Italia, Michele Frenna ha affermato negli anni, ad iniziare dal 1973 una sua personalità inconfondibile, che non gli deriva da nessun maestro e da nessuna scuola, ma solo dal suo istinto e dal suo messaggio si è irradiato nel mondo, in virtù di questo suo tempo il linguaggio evolutivo che ha accompagnato nel tempo il linguaggio forte e suasivo delle sue numerose composizioni.
I soggetti sacri restano però la sua predilezione, le Apparizioni, le Crocifissioni, dove l'intreccio è più completo tra l'amore e la preghiera e suoi tasselli, specialmente quelli in vetro, acquistano dall'armonia la potenza e lo splendore della trasfigurazione. 
Carolina Citrigno mette in rilievo in un suo complesso ed attento saggio critico la purezza dei sentimenti e la sentita devozione con cui il Frenna si avvicina nella interpretazione di figure celesti e di fatti miracolosi, perché egli "è capace di sublimare le sofferenze e di trasportarle nell'opera purificate". Ma sono tante le sue composizioni e di una varietà davvero sorprendente; non solo oggetti sacri e non soltanto le maschere e i carretti siciliani o i templi d'Agrigento; figure come Colombo, tipi come l'archivista, come i clown, e nature morte, come tanti suoi vasi con i pesci. Un mondo pieno di suggestione, ma ricco soprattutto di tanti colori, di tanta luce, di tanta serenità, di tanta pace: i mosaici di Michele Frenna.

 

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