Francesco Mochi
Montevarchi, Arezzo, 1580 - Roma 1654
 

Francesco Mochi si formò a Firenze, guardando in particolare al Giambologna, e a Roma, come aiuto di C. Mariani.

L'inquieta fase di trapasso tra preziosismo manieristico e dinamismo barocco è già espressa nelle due affascinanti figure dell'Annunciazione per il Duomo di Orvieto (1603-08, Museo dell'Opera del Duomo).

 


La Vergine annunziata

L'Angelo annunziante


Alessandro Farnese

 

Autentici capolavori sono le due statue equestri di Ranuccio e Alessandro Farnese (1612-25, Piacenza, piazza Cavalli), per la sostenuta enfasi e per la novità della forma aperta, dinamica, sensibile alla luce.

 

 

Il monumento di Ranuccio, raffigurato in costume da condottiero romano (collocato sulla destra della piazza) fu inaugurato il 9 novembre 1620; sul bassorilievo della base sono raffigurati la pace e il buon governo. Il 6 febbraio 1625 venne inaugurato il monumento di Alessandro. Sul basamento ornato da putti, sono raffigurate scene delle guerre combattute da lui nelle Fiandre, tra cui quella con il celebre ponte sul Schelda, presso Anversa.

 


Alessandro Farnese
particolare raffigurante l'assalto ad Anversa
Piacenza, Piazza Cavalli

Veronica


Dal 1629 l'artista lavorò di nuovo a Roma: la concitata Veronica, scolpita per San Pietro sembra quasi emulare lo stile del Bernini, al quale però Mochi oppose in seguito una polemica resistenza che lo portò all'isolamento degli ultimi anni, spesi nella ricerca di forme scabre, drammatiche, opposte all'edonismo berniniano (Battesimo di Cristo, 1634-44, Roma, Palazzo Braschi; San Pietro e San Paolo per la Porta del Popolo, 1638-52), che fanno di lui l'altra grande personalità innovatrice della scultura italiana del primo Seicento.

 

 

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