Fischl Eric

fotografo e pittore  americano nato a New York 1948
 


Ragazzaccio 1981
olio su tela
collezione privata, Zurigo


Diplomatosi in arte nel 1972, durante i primi anni della sua carriera visse prevalentemente di insegnamento. Solo negli anni 80 la sua grande pittura figurativa, aggressiva nei confronti dello spettatore, cominciò a ricevere le prime attenzioni dei critici. Al contempo pittore e fotografo, derivò dalla fotografia la sua serie di quadri di spiagge degli anni 90.


 

 

 

 

In questo catalogo sono documentati una serie di grandi lavori ad olio su tela e chromecoat degli anni 1997-1998 dell'artista americano Eric Fischl, proposti in mostra a Milano alla Galleria Lawrence Rubin nel maggio-giugno 1998. Fischl, nato a New York nel 1948, città dove vive e lavora, è tra i più noti e rappresentativi esponenti del nuovo realismo americano. Dopo una prima fase in cui realizza opere di pittura astratta, nel 1976 trova la sua vera espressività nel figurativo sperimentando assemblaggi e composizioni di fotografie, immagini e ricordi. Per i suoi lavori prende spunto principalmente dalla vita di uomini e donne della classe media americana, che rappresenta quasi sempre nudi e, senza alcun pudore, in pose volutamente provocanti. Fischl mette in mostra il puritanesimo, le relazioni edipiche, i divieti trasgrediti, una sessualità ossessiva e rappresenta i desideri e i malesseri che ne derivano. Nei particolari lavori presentati in questo catalogo, egli si allontana dalla realtà domestica per trattare nuovi temi, focalizzati in seguito ad un viaggio fatto a Roma dopo la morte del padre, avvenuta nel 1995. Le circostanze solenni e tragiche che lo hanno portato ad effettuare questo viaggio hanno prodotto in Fischl un profondo mutamento; quasi forzandolo a ricercare e ritrovare un profondo senso del sacro che interpreta sulla tela, rielaborando immagini di monumenti dell'antichità classica della città eterna. Ciò nonostante l'artista non smette mai di guardare in faccia la realtà, o meglio, la duplice realtà di una Roma, da un lato eterna e divina e dall'altro prosaica e mercantile. Nascono così composizioni dove il senso del reale e dell'effimero interpretano il disagio dell'artista nel confrontarsi con il mondo e confermano l'esigenza di cercare riparo in una sua personale poetica dell'assurdo. (R.M.C.)

 

Home Su Thomas Karsten

Copyright © Centro Arte 1999-2000