Filippo Brunelleschi

 

Filippo Brunelleschi

Architetto, Ingegnere, scultore, orafo e scenografo italiano del Rinascimento.

Nacque a Firenze nel 1377 e vi morì nel 1446.

Filippo Brunelleschi, detto anche dai contemporanei Pippo, era figlio del notaio ser Brunellesco di Filippo Lapi e di Giuliana di Giovanni Spinelli. Più o meno coetaneo di Lorenzo Ghiberti (nato nel 1378) e di Jacopo della Quercia (1371-1374 circa), crebbe in una famiglia agiata, che però non era imparentata con i nobili fiorentini Brunelleschi ai quali è tutt'oggi dedicata una via nel centro di Firenze. Suo padre era un professionista leale e stimato, che spesso venne incaricato di compiere ambascerie, come quella del 1364, quando fu inviato  a Vienna a incontrare l'imperatore Carlo IV. La casa di famiglia si trovava verso la fine di via Larga (attuale via Cavour) . Ebbe la casa ove visse e lavorò in via degli Agli, vicino all'antica Piazza Padella , nei pressi della chiesa di San Michele Betelde a Firenze (attuale San Gaetano), Oggi la Piazza e la via Degli Agli sono scomparse.

 


Ritratto di Filippo Brunelleschi


Filippo Brunelleschi


Spedale degli Innocenti


San Lorenzo Firenze

Filippo ricevette una buona istruzione come era comune nella borghesia agiata dell'epoca, apprendendo a leggere, a scrivere, a far di conto. Tramite lo studio dell'abaco poté apprendere le nozioni di matematica e geometria pratica che facevano parte del bagaglio conoscitivo di ogni buon mercante, comprese le nozioni di perspectiva, che a quell'epoca indicavano la pratica per calcolare misure e distanze inaccessibili con un rilevamento indiretto. Col tempo la sua cultura dovette arricchirsi delle materie del quadrivio, oltre che dalle letture personali (i testi sacri e Dante in primo luogo) e la conoscenza diretta di personaggi illustri, come Niccolò Niccoli, umanista e bibliofilo, e il politico Gregorio Dati.

 

 

In quegli anni nacque in lui anche l'interesse per la pittura e il disegno, che diventarono la sua principale inclinazione. Il padre acconsentì alla scelta del figlio, senza insistere nel fargli seguire le sue orme negli studi giuridici, e lo mise a bottega da un orafo amico di famiglia, forse Benincasa Lotti, dal quale Filippo imparò a fondere e gettare i metalli, a lavorare con il cesello, con lo sbalzo, con il niello, a praticare castoni di pietre preziose, smalti e rilievi ornamentali, ma soprattutto praticò approfonditamente il disegno, base per tutte le discipline artistiche.

Il suo primo biografo, l'allievo Antonio di Tuccio Manetti, riportò come nel periodo di apprendistato uscirono dalle sue mani orologi meccanici e un "destatoio", una delle prime menzioni documentate di una sveglia.

Fu uno dei tre primi grandi iniziatori del Rinascimento fiorentino con Donatello e Masaccio. In particolare Brunelleschi, che era il più anziano, fu il punto di riferimento per gli altri due e a lui si deve l'invenzione della prospettiva a punto unico di fuga, o "prospettiva lineare centrica. Dopo un apprendistato come orafo e una carriera come scultore si dedicò principalmente all'architettura, costruendo, quasi esclusivamente a Firenze, edifici sia laici sia ecclesiastici che fecero scuola. Tra questi spicca la cupola di Santa Maria del Fiore, un capolavoro ingegneristico costruito senza l'ausilio delle tecniche tradizionali, quali la cena. Con Brunelleschi nacque la figura dell'architetto moderno che, oltre ad essere coinvolto nei processi tecnico-operativi, come i capomastri medievali, ha anche un ruolo sostanziale e consapevole nella fase progettuale: non esercita più un'arte meramente "meccanica", ma è ormai un intellettuale che pratica un'"arte liberale", fondata sulla matematica, la geometria, la conoscenza storica fondata dalla matematica, la geometria, La conoscenza storica.

 


Bunelleschi


Cappella Barbadori
architettura


Tempio di Minerva


Filippo Brunelleschi
(attr.) modello ligneo perla cupola
e le tribune

La sua architettura si caratterizzò per la realizzazione di opere monumentali di ritmata chiarezza, costruite partendo da una misura di base (modulo) corrispondenti a numeri interi, espressi in braccia fiorentine, da cui ricava multipli e sottomultipli per proporzionare un intero edificio. Riprese gli ordini architettonici classici e l'uso dell'arco a tutto sesto, indispensabili per la razionalizzazione geometrico-matematica delle piante e degli alzati. Un tratto distintivo della sua opera è anche la purezza di forme, ottenuta con un ricorso essenziale e rigoroso agli elementi decorativi. Tipico in questo senso fu l'uso della grigia pietra serena per le membrature architettoniche, che risaltava sull'intonaco chiaro delle pareti.

 

 

Creò un'architettura razionale, basata sul linearismo prospettico e sulla modulazione dello spazio; fu anche il primo a rivendicare il ruolo dell'architettura come arte liberale. Eseguì il suo apprendistato di artista in una bottega di orafo, prima di partecipare al concorso per la seconda porta bronzea del battistero di Firenze.
 

Altra opera di Brunelleschi e' il crocifisso ligneo della cappella Gondi  in S . Maria Novella (forse 1409 o 1420).

Dal 1409 sono documentati suoi interventi e pareri per  i lavori in  S. Maria del Fiore e nel 1418 presentò il modello per la cupola.



Sacrestia vecchia 1418-1428
Chiesa di San Lorenzo Firenze

Crocifisso 1412-1413
legno, Santa Maria Novella Firenze

Sacrificio di Abramo 1401
bronzo, Museo Naz. del Bargello

Cupola di Santa Maria del Fiore
niziata nel 1420

Intanto fece viaggi a Roma (dal 1402), studiando con passione monumenti antichi. Sulla base di questo giunse a formulare la prima legge sulla prospettiva. Su nuove ricerche, Brunelleschi trovò rimedio al problema nella cupola di S. Maria del Fiore e condusse l'opera con rivoluzionari sistemi costruttivi; adottando la muratura in mattoni a "spinapesce" eliminò centine e armature e portò avanti progressivamente la struttura, autosostenetesi, scaricando i pesi e le spinte per mezzo di una doppia calotta a sesto acuto differenziando in tal modo il volume della cupola rispetto all'interno e all'esterno.

 

Fu anche attivo come inventore di ingegni e macchine scenotecniche. Tra le opere fiorentine sono ancora da ricordare gli edifici civili :gli interventi al piano nobile del palazzo di Parte Guelfa (1425) e a palazzo Pitti (1440), che divenne il modello del palazzo signorile del rinascimento.

 

Home Su Burne Jones

Copyright © Centro Arte 1999-2000