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Pietro Dorazio |
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Dopo aver fatto gli studi classici si iscrive alla Facoltà di Architettura.
Nel 1946 espone con il Gruppo Arte Sociale insieme a Perilli, Vespignani ecc. Si interessa al Futurismo, incontra Severini e Prampolini, segue le lezioni di Lionello Venturi sull'Impressionismo, Cézanne e l'arte Medievale.
In seguito le esposizioni continuano ad allargare e consolidare la sua presenza
culturale nelle più importanti città europee, mentre ottiene prestigiosi
riconoscimenti: membro dell'Accademia di San Luca; dell'Akademie der Kunste di
Berlino; insignito dei Prix Kandinsky e del Premio internazionale della Biennale
di Parigi; del Premio Michelangelo dell'Accademia dei Virtuosi.
Nel '84 inizia la sua
collaborazione al Il Corriere della Sera con articoli di critica d'arte.
Nel 1985 e nel 1986 il debutto a Tokyo e a Osaka.
In due documentari della RAI di Franco Simongini (del 1986 e del 1991) viene
documentata la sua attività artistica.
Il museo di Grenoble alla fine del 1990
gli dedica un'ampia mostra antologica; segue poi quella della Galleria Civica
d'Arte Moderna di Bologna nel 1991.
Fra il 1993 ed il 1996 ha ideato il progetto per l'esecuzione di cinquanta
grandi mosaici di artisti internazionali nella metropolitana di ROMA Nel 1994
espone al Guggenheim di New York.
Nel 1996 a Parigi al Centre Pompidou.
Tra il 1993 e il 1997 il Comune di Roma accoglie il suo progetto per la
realizzazione di ventisette grandi mosaici di artisti internazionali collocati
nelle stazioni della metropolitana di Roma. La sua opera musiva si può ammirare
alla stazione Colosseo.
Muore a Roma nel 2005.
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