Defedilta Enea

 

Enea Defedilta

Nato a Castel Frentano (Chieti) nel 1941.

 

Scultore
Roma - Via Sansepolcro 41 - Tel.: 068852099


Madonna di Fatima 28x35

Santa Felicita e figli martiri 50x60

Antica figura Inca femminile 28x35

Donna nigeriana in maschera

Il sogno di un bambino
30x40

Esperto in informatica, ma con la passione della scultura in rame fin della giovanissima età.

Transitato in pensione, si dedica totalmente alla sua passione con risultati eccellenti, confermati anche con la partecipazione a varie mostre.

E' stato presente con le sue opere
alla manifestazione "Estate Romana 2003".
 


 
critica
 
LA MISTICA ARTE SCULTOREA DI ENEA DEFEDILTA

Ci sono dei momenti, nella ricerca artistica di un uomo e di una la creazione di un manufatto, di un'opera, di un nuovo elemento di emozione ed nel tempo, osservazione collettiva, diviene la ricerca di un'idea; di un'idea che, tornando indietro; nei millenni anche, può divenire incredibile riscoperta di qualcosa di meraviglioso ed antichissimo. E' il caso delle grandi creazioni in rame del Maestro Enea Defedilta. Generoso nello sforzo sino alla commozione, da abruzzese dotato di totale volontà, Enea Defedilta dedica, con successo notevole, da anni ormai una grande parte della sua esistenza alla creazione di grandi opere in lastra di rame,aventi come oggetto di riflessione, di meditazione, potremmo dire, i più difficili elementi delle antichissime culture europea ed extraeurope . Ed usando; (questa qui, una delle eccezionali particolarità dell'Arista)tecniche di lavorazione millenarie, incredibilmente; ritrovate dal grande libro dei Tempo, e rifacentesi addirittura a metodologie egizie dell'epoca faraonica; all'inizio quindi della vicenda umana.

Ossia, il lavorare il rame, potentemente e delicatamente insieme. Con tecniche dirette, utilizzando elementi di pressione, creazione e cesello di assoluta semplicità, sostenendo la lastra da lavorare direttamente su di sé, in una fusione totale con la materia di creazione.
 

Maschera Tutankhamon
30 x33

Ieri oggi domani 55x65

Soldato romano CCC a.c.

Donna indigena del Paraguay

Il sogno 32 x 40

E - soprattutto, ce lo si lasci evidenziare, in questa nota critica - scegliendo soggetti spesso lontani ed enigmatici, di grande fascino, proprio perchè di totale mistero, in una società come quella odierna , che non sa più guardare dentro e fuori di sé.

 

 

Anubi, misteriosa divinità egizia in forma animate, rappresenta nella grande immaginazione creativa del Maestro Defedilta, il ritorno con la materia all'osservazione delta spiritualità particolare del mondo egizio, da cui l'Autore è quindi affascinato; discorso simile possiamo realizzare per il Faraone Amasi, dallo sguardo diretto e potente, in cui le vibrazioni cromatiche del rame, fredde e calde insieme sono rese al meglio per la trasmissione artistica di questo volto regale, giovanile e potente allo stesso tempo.
 

La particolarità dei procedimenti usati sul rame, finemente lavorato addirittura mediante un tronco d'albero, e piccoli semplici scalpelli specifici per le singole opere, consente ad Enea Defedilta risultati notevoli anche dal punto di vista della resa emozionale e delle finezze stilistiche; fattore, questo, chiaramente percepibile negli elementi naturalistici, in cui la tecnica dello sbalzo su lastra è portata al massimo, e nella ritrattistica di soggetti umani.

In opere come " Mare mare”, “La voglia " o " Silenzio... ascolta”, ad esempio, gli sfondi naturalistici su paesaggi marini sono resi con maestria sulla grande particolarità delle architetture naturalistiche o di borgo abitato con spiaggia e mare protagonisti d'insieme.
Omaggio; è la pianta ad essere protagonista, con il suo vaso istoriato dal sole, in un'opera di alta definizione stilistica.


Mentre, per passare all'analisi della figura, in lavori di alta spiritualità come Sua Santità; La Madonna della Pace; così come in ritrattistiche misteriose e profonde, come; Volto Inca; o “Donna del Paraguay “ l’immagine umana è resa quasi trasparente, nelle sue emozioni, nel suo abbandono, nei suoi lineamenti, dai grandi riflessi materiali ed interiori della lastra ramata. Ma, a parere di chi scrive, e nell'incantevole; Sogno di bambino, che Enea Defedilta raggiunge uno dei livelli qualitativi di risultato assoluto.

 


La Magodia -
anno 2005 figura magica   55 x45


Fregio cappello polizia 24x32


Dea del terzo millennio 55 x 45,
2005


La Voglia
52 x 35

La vanitosa
35x40

Il mio Angelo

Il viso è diretto, ben reso; ed allo stesso tempo segnato inquietudine, speranza, promessa, timore. Un insieme di emozioni che rappresenta, nella grande idea dell'Autore, l'inizio alla vita, ed un augurio ad II Maestro Defedilta, come noto, impiega gran parte della sua giornata per la sua arte. Oltre dieci ore al giorno. Nel salutarlo, ed augurargli sempre nuovi successi, non possiamo che additarlo a chiunque si affacci al campo della creazione umana come esempio di volontà e riuscita. (Alfredo M. Barbagallo).
 

 

Una scultura in ricordo di quel 12 novembre
 

Il 15 luglio, nella sede della nostra Rivista, a Roma, in via Firenze 41, il maestro scultore Enea Defedilta da Castel Frentano (Chieti) ha donato all'Ente Editoriale una sua opera a sbalzo su lastra di rame dedicata ai Caduti di Nassiriya.

La scultura stata eseguita secondo una tecnica antica in uso nell'Egitto dei faraoni, ossia a mano libera con pochissimi attrezzi, piccoli martelli e scalpelli per lo più autocostruiti, poggiando la lastra sulle gambe dell'artista per to sbalzo vero e proprio e su un tronco d'albero per il lavoro di cesello.
 

Il maestro Defedilta, classe 1941, aveva la passione per la scultura sin dall'infanzia e, una volta andato in pensione dal suo lavoro di esperto d'informatica presso una ditta privata, ha potuto dare libero sfogo alla sua arte, perfezionandone la tecnica e gli aspetti stilistici, in ciò e spronato dalla consorte signora Maria Rosaria.

L'opera donata e ricevuta dal nostro Direttore Responsabile a nome dell'Ente Editoriale per l'Arma dei Carabinieri, raffigura finemente e in ben evidenziato dettaglio, motivi simbolici legati all'Istituzione, all'Italia e al tragico episodio del 12 novembre 2003, come ad esempio la grande fiamma centrale, to stemma dello Stato in sfondo e le 19 croci "ad omino" (ossia in forma che richiama la figura umana). Per realizzarla l'artista vi ha dedicato 12-13 ore al giorno da quel 12 novembre sino al 22 dicembre successivo, preso da intensa commozione e desideroso, in qualche modo, di offrire la più sentita testimonianza di affetto a lui congeniale.
L'artistica lastra troverà una degna collocazione in questa sede per essere ammirata anche dei nostri lettori che ci onorano spesso di una loro visita.

Muore a Roma nel 2011.

 

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