Pittore francese noto
soprattutto per le sue litografie.
Nacque a Marsiglia da un padre vetraio che si trasferì a Parigi in cerca
di miglior fortuna. Dopo aver cambiato diversi mestieri, fra cui quello
di commesso librario, si risolse infine a seguire le proprie
inclinazioni artistiche frequentando la libera Académie Suisse, in
rue des Orfèvres.
La sua passione era la scultura, ma imparò ben
presto la tecnica della litografia, allora in pieno fulgore. Durante la
monarchia di luglio, caratterizzata da tensioni politiche e malcontento
popolare, la caricatura divenne il principale strumento di opposizione
al potere.
Daumier cominciò a disegnare scenette satiriche per il
settimanale La Silhouette.
Dal 1830 fu chiamato a collaborare
come vignettista per il giornale satirico La Caricature, diretto
da Charles Philipon.
Nel 1832 vi pubblicò una vignetta satirica che
ritraeva Luigi Filippo come un vorace gargantua, pronto a riempire il
suo enorme ventre con i ricavati delle imposte.
La vignetta gli causò
sei mesi di prigione. Il giornale, che era divenuto l'organo degli
oppositori e dei repubblicani, fu soppresso nel 1835.
Daumier continuò la sua attività di pittore e di litografo, pubblicando le sue vignette di satira politica sul giornale Le Charivari e dedicandosi a una serie di raffigurazioni di determinate categorie professionali e sociali (fra cui gli attori, ritratti per lo più nei momenti di vita teatrale dietro le quinte).
Durante la monarchia di Luglio (1830-1848) - un periodo caratterizzato da tensioni politiche e malcontento popolare - la caricatura divenne il principale strumento di opposizione al potere. Daumier cominciò a disegnare scenette satiriche per il settimanale La Silhouette. Dal 1830 fu chiamato a collaborare come vignettista per il giornale satirico La Caricature, diretto da Charles Philipon.
Nel 1832 vi pubblicò una vignetta satirica che ritraeva il re Luigi Filippo di Francia come un vorace gargantua, pronto a riempire il suo enorme ventre con i ricavati delle imposte. La vignetta gli costò sei mesi di prigione. Il giornale, che era divenuto l'organo degli oppositori e dei repubblicani, fu sorpreso nel 1835.
Daumier continuò la sua attività di pittore e di litografo, pubblicando le sue vignette di satira politica sul giornale Le Charivari e dedicandosi a una serie di raffigurazioni di determinate categorie professionali e sociali (fra cui gli attori, ritratti per lo più nei momenti di vita teatrale dietro le quinte).










