Cucchi Enzo

 

Enzo Cucchi

Enzo Cucchi
nato nel 1949 a Morro d’Alba,  provincia di Ancona


 

Da ragazzo vive ad Ancona, con gli zii, e trova lavoro come assistente presso restauratori di libri e di quadri. Si avvicina alla pittura da autodidatta.
Si disinteressa poi di questa attività, attirato piuttosto dalla poesia.
Negli anni fine Settanta si reca frequentemente a Roma dove riprende il suo interesse per l’attività artistica. Qui incontra gli artisti Sandro Chia e Francesco Clemente coi quali lavora a stretto contatto.
Fin dall’inizio il suo lavoro si impone per originalità rispetto alle tendenze predominanti alla fine degli anni Settanta. Adottando lo sperimentalismo tipico di quelle tendenze, Cucchi recupera però anche i mezzi espressivi più tradizionali del fare arte. Le sue sono installazioni dei più diversi materiali, dislocati liberamente nello spazio espositivo, ma utilizzati come supporto dell’immagine dipinta, scolpita o disegnata.

 


E’ spesso presente con Sandro Chia, Francesco Clemente, Nicola De Maria e Mimmo Paladino, i protagonisti di quella nuova corrente italiana che il critico Achille Bonito Oliva denomina Transavanguardia, in mostre organizzate dai principali musei internazionali.
Dall’inizio degli anni Ottanta viene riconosciuto anche all’estero come un artista fra i più rappresentativi della nuova temperie culturale che fa del ritorno alla figurazione il tratto distintivo del decennio. La sua attività espositiva si fa intensa.

Ma l’operare di Cucchi spazia oltre l’attività espositiva vera e propria. Diverse sono le sculture permanenti all’aperto.
Per Cucchi la pittura, la scultura e il disegno (l’artista è senz’altro uno dei più interessanti disegnatori della sua generazione) diventano gli strumenti necessari per esternare la propria interiorità; le sue immagini appartengono ad un universo poetico spesso allusivo al mondo popolare e alla sua cultura oppure si danno come l’emissione diretta dell’inconscio. La sua è una forma d’arte radicata nella memoria esistenziale, ma che riesce ad essere coinvolgente in senso emotivo ben al di là dell’appartenenza ad una comunità distinta.
Enzo Cucchi
vive tra Ancona e Roma, dove si è trasferito dal 1984, alla nascita del figlio Alessandro, e sia la città di elezione che la terra d’origine ricorrono spesso fra i temi della sua opera.

Bibliografia

Nel 1977 Enzo Cucchi presenta una istallazione di disegni agli Incontri internazionali d'Arte.
Nello stesso anno tiene a Milano la sua prima mostra personale presso la galleria di Luigi De Ambrogi.

Espone presso molte gallerie italiane, in particolare presso Emilio Mazzoli a Modena (dal 1979), e Gian Enzo Sperone a Roma e New York (dal 1981 al 1985),dalla Kunsthalle di Basilea (1980) al Guggenheim Museum e allo Stedelijk Museum di Amsterdam (1982), alla Tate Gallery di Londra (1983), al Museum Würth di Künzelsau (Germania, 1998) nonché in occasione delle più importanti rassegne come la XXXIX Biennale di Venezia e la XI Biennale di Parigi (1980), Westkunst a Colonia (1981), la IV Biennale di Sidney, Documenta 7 a Kassel e Zeitgeist a Berlino (1982).

 

Collabora con molte importanti gallerie, in particolare con Bruno Bischofberger a Zurigo (dal 1981), e inoltre con Mary Boone-Michael Werner a New York (1984), Bernd Klüser a Monaco (1985-1992), che edita gran parte dei libri d’artista di Cucchi, Daniel Templon a Parigi (1985), Marlborough Gallery a New York (1988), Akira Ikeda Gallery a Tokyo (1984 e 1989), Blum Helman a New York (1994), Galerie Raab a Berlino, Pièce Unique a Parigi (1995), Tony Shafrazi Gallery, New York (1997).

 

 
Cucchi ha inoltre lavorato nell’ambito del teatro, disegnando le scene per La Bottega Fantastica di Rossini e Respighi per Rossini Opera Festival 1982 a Pesaro, Pentesilea di Von Kleist (1986), Tosca di Puccini al teatro dell’Opera di Roma (1990), L’esequie della Luna di Pennisi a Gibellina (1991). Di grande interesse sono i risultati della sua collaborazione, negli ultimi anni, con Ettore Sottsass.
Monte Tamaro in Canton Ticino ha realizzato le decorazioni interne e l’altare maggiore di una chiesa progettata dall’architetto Mario Botta. La loro collaborazione, svolta fra il 1992 e il 1994, è stata documentata da una mostra itinerante, allestita nel 1994 presso il Museo Cantonale d’Arte di Lugano e successivamente dalla Kunsthaus di Zurigo e dall’Istituto Italiano di Cultura di Toronto.
Diversi prestigiosi musei gli dedicano mostre personali; tra questi la Kunsthaus di Zurigo (1982 e 1988), la Caja de Pensiones di Madrid (1985), il Solomon R. Guggenheim Museum di New York e il Centre Georges Pompidou di Parigi (1986), il Lenbachhaus di Monaco (1987), la Wiener Secession di Vienna (1988), il Museo Luigi Pecci di Prato (1989) e la Galleria Civica di Modena (1990), la Kunsthalle di Amburgo, la Fundaciò Joan Mirò di Barcellona e il Carrè d’Art di Nîmes (1991). come quelle, senza titolo, installate al Bruglinger Park di Basilea (1984) e presso il Louisiana Museum of Modern Art di Humlebaek, Copenhagen (1985), o ancora la fontana nel giardino del Museo Pecci di Prato (1988) e la Fontana d’Italia all’ingresso della York University di Toronto (1993).
Il suo stretto rapporto con poeti e scrittori come Paolo Volponi, Goffredo Parise, Giovanni Testori, Ruggero Guarini, Alberto Boatto, Paul Evangelisti ha spinto Cucchi a disegnare per i loro libri e i letterati a scrivere sull’opera dell’artista.

 

Home Su Dali Salvatore

Copyright © Centro Arte 1999-2000