Cranach Lukas

 

Cranach Lukas il Vecchio

Pittore ritrattista e incisore tedesco (Kronach, 1472 - Weimar, 1553)

Lukas Cranach nasce nel 1472 a Kronach, un paese della Franconia da cui deriva il suo cognome.
E' il principale maestro della scuola sassone del XVI sec., il più abile pittore della Germania nord orientale.

 


La crocifissione, 1503


Riposo dalla fuga in Egitto, 1504

Venere e Cupido, 1509

La ninfa della fonte, 1518

Lucrezia, circa 1524

Sembra abbia fatto un viaggio in Terra Santa nel 1493, al seguito dell'elettore Federico di Sassonia e del duca Cristoforo di Baviera, durante questo viaggio potrebbe avere fatto soste a Venezia e a Rodi. Certa è invece la sua presenza a Vienna nel 1501, lungo la strada potrebbe essere passato da Norimberga dove avrebbe potuto vedere le opere di Dürer. Sono del periodo viennese le sue prime opere conosciute che gli danno immediata fama, per questo motivo viene chiamato al servizio di Federico il Savio, dove diede i suoi servigi a diversi noti elettori di Sassonia.

 
Compie l'apprendistato nella bottega del padre Hans, un oscuro pittore e incisore presso il quale lavora presumibilmente fino agli ultimi anni del Quattrocento. Sono ignote le vicende della sua prima giovinezza, come il percorso dei viaggi che compie prima di stabilirsi a Vienna all'inizio del nuovo secolo: agli anni viennesi, in ogni modo, risalgono le prime opere di Cranach giunte a noi, tanto più stupefacenti nella loro altezza poetica e compiutezza stilistica, in quanto non possediamo alcuna testimonianza della precedente attività del pittore. Forse ancora nella capitale austriaca Lukas sposa Barbara Breugbier, figlia del borgomastro di Gotha: ma già alla fine del 1504 si trasferisce a Wittemberg, al servizio dell'elettore di Sassonia Federico il Savio. Resterà per tutta la vita pittore aulico dei duchi di Wittemberg, seguendoli fedelmente nella buona e nella cattiva sorte.
Sono gli anni della Riforma e delle guerre religiose tra i duchi e l'Impero e servendo dopo la morte di Federico il Savio 1525, Giovanni il Costante e da ultimo Giovanni Federico il Magnanimo. È, appunto, per volere di Federico il Savio che Cranach compie, nel 1508-09, un viaggio nei Paesi Bassi, forse anche a scopo diplomatico ma, in ogni caso, essenziale nella storia della sua vicenda artistica: perché il pittore ha modo di conoscere direttamente i testi della contemporanea pittura olandese.

Al suo ritorno a Wittemberg, Federico gli conferisce un titolo nobiliare e uno stemma, la piccola serpe alata,  col quale Cranach contrassegna da ora tutta la sua produzione pittorica, che diviene, in questi anni, sempre più varia e abbondante e procura all'artista una larga notorietà, tanto negli ambienti religiosi che in quelli laici nobili e borghesi.

Verso la fine del secondo decennio Cranach si lega d'amicizia con Lutero, l'ex monaco benedettino, predicatore a Wittemberg dal 1508 e poi dal 1512 professore di teologia, in questi anni la sua lotta, dopo lo «scandalo» delle 95 tesi ostentatamente appese alla porta della Chiesa di Wittemberg, è la Dieta di Worms (1520) e la prima condanna ufficiale, che Lutero comunica a Cranach in una lettera sfiduciata e affettuosa.

 


Giuditta con la testa di Oloferne, 1530

Il giudizio di Paride, 1530

Venere e Amore, 1531

Adamo ed Eva, 1531

La fontana della giovinezza, 1546

Cupido si lamenta con Venere
The National Gallery, Londra

I due uomini, pur così lontani per interessi, per il loro genere di vita e la diversa natura, è difficile pensare l'ardore appassionato e mistico del giovane Lutero accanto alla borghese tranquillità del pittore; restano a lungo vicini, Cranach dipinge moltissimo per Lutero e per la fede rinnova ormai la pittura è solo uno dei tanti interessi, non l'unico di un uomo sempre più occupato negli affari pubblici commercio.
 

 

 

L'acquisto di una farmacia (1522) e poi di una stamperia una osteria lo ha reso ricchissimo: e l'attività politica dal 1520 è, ad anni alterni, senatore e dal 1537 fino al 1544 borgomastro, lo sottrae sempre più ai suoi impegni artistici per le commissioni, che gli giungono sempre numerosissime, quasi del tutto assolte dagli aiuti della bottega, e specialmente dai figli Hans e Lukas, che seguono docilmente, e senza genialità, i modi del padre, tanto che è difficile discernere il loro personale contributo dagli interventi, del resto ormai poco rilevanti, di Cranach padre. Ma, bruscamente, le splendide consuetudini della vita  si interrompono, i duchi di Wittemberg partecipano, anch'essi alle guerre fra i principi riformati e le truppe cattoliche l’Imperatore, e a Mühlberg (1547), Giovanni Federico è ferito e imprigionato.

Cranach segue fedelmente il suo duca nei giorni amari prigionia, ad Augusta, a Innsbruck, e dipinge ancora per lui. Morirà, vecchissimo, a Weimar, il 16 ottobre 1553, quando ormai è stata firmata la pace e si sta riprendendo, in una nuova residenza, l'antico splendore della vita di un tempo.

Molto aggraziati sono alcuni suoi dipinti come Venere e Lucrezia. Alcune scene di soggetto antico sono note con i suoi nudi di maniera e sensuali. Tra le sue opere principali sono degne di rilievo: le due stampe in legno della Crocifissione, Ritratto di Stefano Reuss, Riposo durante la fuga in Egitto, Altare con la genealogia di Cristo, Venere e Cupido, Madonna sotto i tigli, Santa Maria Maddalena.

 

 

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