Ettore Colla
Parma, 1896 - Roma, 1968
 

Trasferitosi nel 1913 a Parigi, lavorò negli studi di Laurens e Brancusi; tornato in Italia (1926), eseguì busti in gesso e terracotta policroma (Ragazza, 1931-41, Roma, Coll. M. Colla) sotto l'influsso di Arturo Martini.

Negli anni Cinquanta aderì a Roma al gruppo Origine con Capogrossi, Ballocco, Burri; gli artisti fondatori intendevano cominciare dal punto di partenza, dall’origine appunto, dell’espressività artistica con forme elementari anti decorative e non figurative.

Nel 1952 Colla creò Arti visive rivista dedicata all’arte astratta e alle avanguardie storiche, pubblicata fino al 1958, a partire dal 1953 si avvalse della collaborazione di Emilio Villa e in seguito di Toti Scialoja.
 

Intorno al 1955 la sua opera compì una svolta decisiva con gli assemblage in ferro arrugginito di recupero (Genesi, 1955):

 


Genesi (1955)

Ostaggi
Torino, Galleria d'Arte Moderna, 1956

Pigmalione

- Talvolta montati anche con parti in legno (Ostaggi, 1956, Torino, Galleria Civica d'Arte Moderna).

- Rielaborati e saldati a formare personaggi inquietanti di una nuova mitologia: Pigmalione (1955, Torino), Minerva (1958, Brescia, Collezione A. Spada).

 

 

 

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