Alik Cavaliere
Roma 1926 - Milano 1998
 

Allievo di Marino Marini a Brera, dopo l'esordio giovanile all'insegna di un primitivismo postcubista, prese a modellare figurine di soggetto popolare in terra refrattaria, gesso policromo o legno (Lavoratrice, 1957, Suzzara, Galleria d'Arte Contemporanea) secondo un realismo non alieno da accenti ironico - critici che dagli anni Sessanta sviluppò in senso narrativo con i cicli dei Giochi proibiti, delle Metamorfosi e soprattutto delle Avventure di Gustavo B in cui racconta la storia dell'uomo, pigmeo indifeso e deforme, nell'ambiente urbano in cui vive ed opera, e che gli è estraneo.

 


Lavoratrice, Suzzara
Gall. d'Arte Cont., 1957

W la libertà, 1977

A partire dal «paesaggio» delle Avventure - calchi naturalistici reali o fittizi di elementi vegetali (per es. W la libertà, 1971, Cagliari, Galleria Comunale d'Arte) non estranei alla fortuna italiana della pop art - elaborò dapprima una sorta di scultura-paesaggio, quindi, in scala ambientale, scenografie ipertrofiche, di gusto barocco, dove la figura umana è chiamata a recitare la propria anonima vicenda quotidiana.
 

Alik Cavaliere muore a Milano il 5 Gennaio 1998.

 

Home Su Cecioni Adriano

Copyright © Centro Arte 1999-2000