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Pierre Bonnard |
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Pierre Bonnard nasce il 3 ottobre del 1867, a Fontenay-aux-Roses ,
nei dintorni di Parigi, da Eugène Bonnard, capo gabinetto al Ministero della
guerra, e da Elizabeth Mertzdorff, alsaziana.
Trascorre l'infanzia e l'adolescenza a Fontenay e nella
grande casa paterna del Grand-Lemps, nel Delfinato.
1887, dopo aver compiuto con molto profitto gli studi
liceali, si iscrive alla facoltà di legge a Parigi. Contemporaneamente comincia
a dipingere. Lavora all'Ecole des Beaux-Arts e all'Académie Jullian, dove fa
amicizia con Vuillard, Roussel, Maurice Denis, Sérusier, Ranson e Vallotton. Si
forma così il gruppo dei « Nabis »(nome ebraico che significa «Profeti
»), riunito intorno a Sérusier, reduce da Pont-Aven, dove ha ricevuto gli
insegnamenti di Gauguin. In questo periodo, dopo un breve tirocinio presso uno
studio legale, Bonnard decide di abbandonare definitivamente gli studi di legge.
1880, torna a Parigi, dopo una breve parentesi militare, dove
apre un atelier con Vuillard e Denis. Toulouse-Lautrec si interessa alle sue
pitture e litografie. Nel frattempo Andrée, la sorella diciassettenne, sposa il
musicista Claude Terrasse.
1891, disegna per una ditta produttrice di vini «
France-Champagne», la sua prima affiche, ed esegue alcune litogralie per «La
Revue Blanche», fondata dai fratelli Natanson. Bonnard ne sarà uno dei
piùassidui collaboratori. Disegna anche progetti di mobili
e decorazioni per paraventi.
1892, espone al Salon des Indépendants quattro pannelli
decorativi, "Femtnes au jardin". L'anno seguente espone ancora agli
Indépendants con Vuillard; i critici Roger Marx e Gustave Geffroy notano le sue
opere.
1894, è un anno particolarmente importante per l'arte e la vita di Bonnard: Thadée Natanson gli affida l'affiche de « La Revue
Blanche » e gli acquista alcuni dipinti. Bonnard frequenta il gruppo di
letterati della rivista, fra i quali Octave Mirbeau, Henri de Régnier, Jules
Renard, Tristan Bernard, Felix Fénéon. Ma, soprattutto , è l'anno dell'incontro
con Marthe, che da allora divide
la sua vita e diventa la sua unica ispiratrice, sempre ritratta con immutato
entusiasmo.
1896, prima mostra personale di Bonnard, da Durand-Ruel.
Lavora anche per il « Théatre des pantins », fondato da Franck Nohain,
Claude Terrasse e Alfred Jarry. Espone con il gruppo « La libre Esthétique»
con Vuillard e Lautrec a Bruxelles. Disegna con Sérusier le scenografie per
«Ubu roi » di Jarry, andato in scena il 10 dicembre.
1897, illustra «Marie» di
Nansen; i suoi disegni sono
favorevolmente commentati dal vecchio Renoir. La sua fama si sta intanto
diffondendo per l'Europa. Espone in Svezia e in Norvegia.
1900, Vollard pubblica «Parallèlement» di Verlaine
illustrato da Bonnard; l'avvenimento è una tappa importante nella evoluzione e
del gusto grafico e della tecnica litografica. In questi primi anni del secolo,
Bonnard illustra numerose opere del tempo, come « Daphnis et Chloé » edito da
Vollard, le «Histoires naturelles » di Renard> « 628-E8 » di Mirbeau.
1903, partecipa alla Secessione di Vienna.
1908, partecipa alla Secessione di Monaco.
1910, si reca nel meridione della Francia.
1911, espone tre grandi pannelli decorativi dal titolo
Mediterraneo, al Salon d'Automne.
1912, gli è offerta la legion d'onore con Vallotton,
Vuillard, Roussel, ma tutti la rifiutano.
1913, mostra personale da Bernheim-Jeune. Nello stesso anno
compie un viaggio in Olanda e in Inghilterra con Vuillard.
Nelle opere di questo periodo cura particolarmente il disegno
e rafforza il rigore formale e compositivo. Durante la guerra, l'attività
artistica è necessariamente ridotta.
1914, partecipa alla Mostra dell'arte francese a Copenhagen.
1916, partecipa alla Mostra dell'arte francese Winterthur.
1919, Léon Werth pubblica la sua prima monografia.
1926, si reca negli Stati Uniti e in Europa.
Dal 1925 vive con Marthe al Cannet, e si reca a Parigi per
pochi mesi l’anno.
1940, allo scoppio del secondo conflitto, il Cannet e ormai
il suo rifugio, specie dopo la morte di Vuillard, l'ultimo e il migliore degli
amici, ormai quasi tutti scomparsi.
1942, il 26 gennaio al Cannet, muore Marthe: il dolore è
grande e contenuto, da allora la camera della moglie rimarrà chiusa per sempre.
1945, a guerra finita, compie un breve viaggio a Parigi per
esporre guazzi, pastelli, acquerelli e disegni, e dipinge un San Francesco di
Sales per la chiesa di Assy.
1946, Bernheim-Jeune organizza una retrospettiva di
trentaquattro capolavori di Bonnard.
1947, il 23 gennaio, Bonnard muore al Cannet. L'ultimo
quadro, non del tutto finito, è L'Amandier en fleurs.
La realtà e
il suo sogno in un'unica entità poetica, in una sola complessa e semplice
immagine
"Gli occhi di Bonnard, sottili obliqui, miopi dietro le lenti montate in
metallo: intenti e pazienti, tra stupore e ironia, eccoli bruciati
dall'intensità di fissare e indagare, per tutta una vita, instancabili, la luce
e le forme del vero, negli autoritratti degli ultimi anno: Ma Bonnard non è un
<occhio>, come Monet; il suo realismo non è la continuazione del naturalismo
degli impressionisti, la sua visione non genera l'immagine serenamente oggettiva
che era propria di quei Maestri per i quali l'identità di
<individuo-ambiente-natura> era un dato di fatto, una condizione di cultura e di
vita, il punto di partenza e di arrivo. Per Bonnard invece l'elemento
soggettivo, l'intervento sentimentale e razionale sul dato di natura, il riporto
intenzionale dello spettacolo alla propria situazione psicologica e spirituale,
sono alla base della sua scelta tendenziosa di un punto di vista di un taglio
compositivo, di un effetto luminoso o di una dominante cromatica...."
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