Benedetto Antelami
(ca 1150-1230)

Scultore
Dopo quella di Wiligelmo, la più grande personalità della scultura romanica nell'Italia settentrionale, o meglio, in quella che ormai si suole definire come area lombarda o padana, è quella di Benedetto Antelami, un artista forse proveniente dalla Val d'Intelvi.

Poco si conosce della sua vita: si sa che nel 1178 lavorava nel duomo di Parma al bassorilievo della Deposizione (che reca un'iscrizione con la data e il suo nome: «Antelami dictus fuit hic Benedictus»), in cui, accanto alla conoscenza della contemporanea scultura provenzale, si manifesta la componente classica e bizantina della raffinata cultura dell'artista. Esso fece parte di un pulpito addossato a un recinto presbiterale del ricordato Maestro Niccolò (c. 1110- 15), distrutto nel 1556, e di cui sono state recentemente ricuperate nel pavimento alcune lastre, e rappresenta la «Deposizione dalla Croce» ed ha caratteri bizantini nella solenne simmetria della composizione che si svolge entro una preziosa incorniciatura a niello (intaglio metallico), dove però il serrato schieramento dei personaggi si dirada al centro per far campeggiare contro il fondo la dolente curva del corpo di Cristo che teneramente viene accolto tra le braccia protese di Nicodemo. Ed è in questa commossa adesione al contenuto patetico dell'episodio che si rivela l'accento personale dello scultore, palese altresì nella luttuosa compostezza delle Pie Donne c. nell'intenta gravità con cui i soldati si sorteggiano la tunica del Redentore.

Successivamente, intorno al 1196, l'Antelami attese alla decorazione figurata del Battistero di Parma, di cui probabilmente fu anche l'architetto. Essa, nel suo insieme, costituisce un organico ciclo ispirato alle vicende e al destino dell'uomo in rapporto ai sacri misteri della religione cristiana e alla luce della concordanza tra l'Antico e il Nuovo Testamento.

 


Deposizione

La primavera

Nelle lunette esterne dei tre portali sono rappresentati rispettivamente l'Adorazione dei Magi (Portale detto «della Vergine»); il Giudizio Finale (Portale «della Redenzione»: è la prima volta che viene raffigurato nella scultura italiana un tema tanto frequente nelle Cattedrali d'Oltralpe) e una Allegoria della Vita (Portale «della vita») tratta dalla nota leggenda orientale di Barlaam che, inseguito da un unicorno simboleggiante la morte, si rifugia sopra un albero di cui due roditori - immagini del Giorno e della Notte - stanno recidendo il fusto alla base.

 

 

A tali figurazioni corrispondono quelle nelle lunette interne, con la Fuga in Egitto, la Presentazione al Tempio e David che suona la cetra (di un seguace dell'Antelami). Tutto intorno all'esterno dell'edificio corre una fascia di formelle con scolpiti animali fantastici derivati dai «Bestiari» medievali, Vizi e Virtù contrapposti, e sopra, entro nicchie che si aprono nelle arcate cieche, le statue a tutto tondo dei profeti David ed Ezechiele e dell'Incontro di Salomone con la regina di Saba che sono tra i capolavori dell'Antelami per il rapporto tra la loro salda struttura a blocco e la vibrante sensibilità lineare nel trattamento dei panneggi.

 


Salomone

Agosto Parma, Battistero

La regina di Saba

Di poderoso risalto plastico e realizzati con un acuto senso della realtà sono gli altorilievi con le personificazioni dei Mesi posti in origine all'interno tra le colonne del primo loggiato (poi trasferiti al livello dell'occhio del visitatore nello stesso interno) ed eseguiti forse con l'intervento di aiuti: ad essi erano unite le Stagioni tra le quali la Primavera, nonostante qualche durezza d'intaglio, per la leggiadra grazia della mossa con cui avanza dal fondo, è con ogni probabilità da ritenersi autografa. Secondo recenti studi tutte queste sculture sarebbero state destinate a un grandioso portale per la facciata del Duomo, interrotto alla morte di Benedetto intorno al 1210.

 


Nella duplice qualità di architetto e scultore l'Antelami si ritiene che abbia partecipato anche ai lavori della Cattedrale di Borgo S. Donnino - l'attuale Fidenza - dove gli vengono attribuite in particolare due statue dei Profeti David Ezechiele.

 

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