1895

 

1895

Scoppia la guerra tra Italia e Etiopia. Nella battaglia di Amba Alagi le truppe etiopiche sconfiggono le truppe italiane guidate dal maggiore Toselli.

I fratelli Louis (1864-1948) e Auguste (1862-1954) Lumière brevettano un apparecchio per riprendere e riprodurre immagini ìn movimento e presentano ìn pubblico la prima proiezione cinematografica.

Oscar Wilde rapprasenta la commedia L'importanza di chiamarsi Ernesto. Rudyard Kipling pubblica i libri della giungla.

Arte figurativa:

Prima mostra personale di Cézanne che inizia anche la serie Le Bagnanti continuando con le rielaborazioni fino al 1905.

Dalla Svizzera Arnold Böcklin si trasferisce a San Domenico di Fiesole, dove trascorre lavorando gli ultimi suoi anni. Böcklin (1827-1901) frequentò l'Accademia di Dusseldorf, tra il 1847 e il 1848 compì viaggi di studio a Bruxelles, Anversa, in Svizzera e a Parigi. Dal 1848 fino al 1850 lavorò a Basilea quindi si trasferì a Roma. Qui scoprì il mondo antico e la mitologia classica che furono un potente stimolo per la sua creazione. Sono di questo periodo alcune opere che hanno per soggetto la campagna romana, interpretata attraverso l'ideale classico del paesaggio (Paesaggio romano 1851, Sankt Gallen, Kunstmus; Centauro e ninfa, 1855, Berlino Nationalgal.) Nel 1860 ebbe l'incarico di pittura all'Accademia di Weimar, che ricoprì per due anni, poi ritornò a Roma. Visitò in seguito Napoli e Pompei, i cui affreschi gli offrirono suggestioni destinate a influenzare in modo decisivo la sua tematica e la sua tecnica (Flora 1866, Basilea, Kunstmus.). Nel 1866 affrescò, a Basilea, con soggetti mitologici lo scalone dei Museum fur Natur and Volkerkunde (Magna Mater, Flora, Apollo, 1868-70). Dal 1871 al 74 visse a Monaco anni d'intensa e alta creatività (Autoritratto con la morte che suona il violino, 1872, Berlino, Neue Nationalgal; Battaglia dei centauri, 1873, Basilea Kunstmus.). Visse a Firenze dal 1874 al 1884 prima di trasferirsi definitivamente a Fiesole. Böcklin rimase estraneo al clima morboso e decadente del simbolismo francese; la sua pittura risulta del tutto personali, egli, infatti, non si affida alla suggestione dell'indistinto o dell'indeterminato, ma realizza immagini ancora con saldezza realistica. Il suo simbolismo si riallaccia piuttosto all'eredità del romanticismo tedesco, alla ricerca di un segreto punto di incontro tra i fantasmi e le ombre del nord e la solarità del mito mediterraneo (La preda, 1898, Basilea, Kunstmus.). Il fascino dei suoi dipinti deriva dal contrasto tra sogno e realtà, tra figure mitiche e al tempo stesso realistiche e paesaggi fermati in un’inquietante atemporale immobilità.

Al fianco di Böcklin lavorò, sempre con tendenze simbolistico-mitologiche, E. Stuckelberg (1831-1903).

Fino al 1895, avendo iniziato dal 1888, frequentò a Zurigo l'Atelier di Böcklin il pittore e incisore Albert Welti (1862-1912) che subì fortemente l'influenza della personalità del grande simbolista suo maestro. Egli visse a lungo a Parigi e si stabilì a Monaco nel 1889. Fu influenzato nella sua pittura anche da preraffaelliti inglesi. Ispirandosi alla antica pittura tedesca su tavola, Welti rappresentò bizzarre leggende con clima ossessivo e demoniaco (Notte di Walpurga, 1896, Zurigo, Kunstmus.). Fu inoltre un ottimo grafico con un’interessante produzione.

A Firenze dal 1895 al 1909 Giovan Battista Cavalcaselle pubblica insieme a J. A. Crowe La Storia della pittura italiana. Cavalcaselle (1819-1897), storico dell'arte, esiliato dagli Austriaci soggiornò nelle varie capitali europee. Dal 1863 fu ispettore di Belle Arti. La sua opera principale, già citata, è un caposaldo della storiografia artistica, valido ancora oggi.

A Venezia prima biennale d'arte contemporanea. Sempre a Venezia il critico D. Martelli tiene una famosa conferenza su romanticismo e realismo nelle arti rappresentative.

Muore il pittore Silvestro Lega, nato nel 1826, tra i maggiori rappresentanti dei Macchiaioli toscani.

In Germania Max Liebermann organizza "L'Unione degli Undici" ("XI Group") da cui uscirà negli anni successivi la "secessione" berlinese. Liebermann (1847-1935), si formò alla scuola d'arte di Weimar, attivo centro di cultura artistica. Subì l'influsso di Courbet e specialmente di J. F. Millet, durante il soggiorno dell'artista a Parigi dal 1873 al 1878 (La raccolta delle barbabietole, 1876). Un viaggio in Olanda e l'esempio di J. Israels valsero ad alleggerire la sua pennellata (Vecchia alla finestra, 1880), avviandola ad una luminosità schiettamente impressionista. Nel 1884 si trasferì a Berlino orientandosi sempre più nettamente verso toni impressionistici (Birreria all'aperto a Brannenburg, 1893, Parigi, Museo del Jeu-de-Paume). Attratto dalla sua probilità artistica e dal suo acume critico si riunirono intorno a lui i giovani ansiosi di sfuggire dall'accademismo. Nel 1899 fu eletto presidente della "Secessione Berlinese". L'opera di Leibermann fu importante come tramite di cultura; a lui soprattutto si deve infatti, il precoce successo degli impressionisti in Germania.

Hermann Obrist (1869-1927) esegue il pannello murale in lana e seta, a ricamo giallo su sfondo turchese, Peitschenhieb (La frustata, ma il tema reale è una pianta di ciclamino nel fluire vitalistico della sua crescita) che sintetizza in un gesto astratto di rara immediatezza tutta la forza elementare di cui l'Art Nouveau vuol farsi interprete. A lui si deve anche l'uso diretto e la diffusione del motivo "a coup de Fouet". Obrist (1869-1927) fu naturalista e scultore, fondò tra l'altro un laboratorio di ricami a Firenze, dove si trasferì nel 1892. Le sculture di Obrist si risalgono ìn uno slancio verticale, spiraliforme, astratto (Entwurf fur ein Denkmal, prima del 1902, progetto per monumento). Fu anche autore di mobili di tipo floreale, simbolico - strutturale.

Nel 1895 esce la più qualificata rivista tedesca di Art Nouveau "Pan", a Berlino, sotto gli auspici del critico Julius Meier-Graefe. Otto Eckmann vi profuse ìl meglio della sua vena sottile, agile, in disegni morbidi, ondosi di soggetto floreale, ma volti ad un'astrazione simbolica ornamentale. Eckmann (1865-1902), si dedicò dapprima all'attività pittorica, ma dal 1890, sotto la spinta della moda giapponese, passò invece, quasi totalmente, alla grafica e alle arti applicate. Fu uno degli illustratori più apprezzati anche della rivista "Jugend".

In Austria, a partire dal 1895, si riuniva nella trattoria "Zum Blauen Freihaus" e al Café Sperl il Siebenclub "Club dei sette"; ìn confronto alla Hagengesellschaft si trattava di un gruppo più esclusivo, ma anche più informale, di giovani artisti aperti alle tendenze moderne. Della cerchia facevano parte gli architetti, Max Fabiani, Josef Hofmann, Jan Kotera e Joseph Maria Olbrich, i pittori Sigmund Walter Hampel, Leo Kainradl, Adolf Kapellus, Kolo Moser, Max Kurzweil, gli scultori, Josef Grunhut, Arthur Kaan e Carl Schwager.

In Inghilterra vengono invitati alla mostra di Londra del "Arts and Crafts" i "quattro" artisti scozzesi, che saranno definiti in seguito la Scuola de Glasgow, e che già avevano formato il gruppo The Four: Charles Rennie Mackintosh, J. H. MacNair e le sorelle Frances e Margaret MacDonald (che i due avrebbero poi sposato).

La fama della Scuola di Glasgow si diffuse anche sul continente: alla mostra della Secessione di Vienna (1900), a quella di Dresda (1901), a quella di Torino (1902) i loro lavori suscitarono un grandissimo interesse, soprattutto i mobili di Charles Rennie Mackintosh (1868-1928). Mackintosh studiò architettura contro il volere del padre, frequentando i corsi serali all'Accademia d'Arte di Glasgow. Fondò ìl gruppo The Four i cui lavori si affermarono per l'eleganza del disegno, ispirato a un simbolismo astratto e lineare. A partire dal 1896 Mackintosh fu impegnato nella progettazione e costruzione della nuova Scuola d'Arte di Glasgow. In quest'opera, pur facendo riferimento alla tradizione costruttiva scozzese, l'architetto previene alla definizione di un linguaggio compositivo di profonda novità i cui ritmi astratti determinano una rinnovata scansione delle superfici. Allo stesso periodo risalgono altre importanti costruzioni a Glasgow: gli uffici del "Daily Record" (1901; la casa Davidson (1899), la casa Cranston (1902), ampiamente inventive nella trattazione delle superfici e nel disegno dei particolari. In seguito lo scoppio della guerra e l'affermarsi di architetti più attenti ai problemi sociali, bloccarono ìl lavoro di Mackintosh. Ebbe sempre una posizione decentrata e autonoma rispetto alle correnti continentali, ma la sua concezione dell'architettura come progetto totale, esteso anche ai dettagli interni, inserisce pienamente la sua opera nel clima del monumento moderno.

 

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