1879

 

1879

Viene stipulata un’alleanza difensiva tra Germania e Austria (Duplice alleanza).

Arte figurativa:

Esce la prima raccolta di litografie, Dans le réve, di Odilon Redon (1840-1916), singolare rappresentante di una corrente che si collocò in antitesi con il contemporaneo impressionismo. Fino al 1890 rifiutò polemicamente l’uso del colore, i suoi disegni e le sue litografie erano destinate all’esplorazione di un fantastico regno interiore. Successivamente adottò il pastello, l’acquerello e la pittura a olio, ma anche con questi mezzi cercò di far scaturire l’irrazionale dei più semplici oggetti, facendo affiorare il mistero. I suoi artisti preferiti (Goya, Poe, Baudelaire), le sue amicizie (Gauguin, Mallarmé, Gide, i Nabis), il suo tipo di pittura, tutta colloca Redon nell’ambito di quel simbolismo di cui fu precursore. La sua produzione grafica più famosa, l’album Le origini (1883), Omaggio a Goya, (1885), La note (1886), L’apocalisse di San Giovanni (1889), contiene temi in cui si intrecciano miti classici e orientali sempre però trattati con grande originalità. Imbevuto di letteratura, illustrò Mallarmé, Heysmans, Baudelaire, e , in tre versioni, la Tentazione di Sant’Antonio di Flaubert. Ma sopratutto a Darwin e al botanico Clavaud, che gli insegnò a usare il microscopio, Redon deve l’invenzione di una iconografica personalissima (come nel quadro il ciclope del 1898, Otterlo, Rijksmus. Kröller-Müller), che ha per base il chimerico, l’inconsueto, il bizzarro e che interesserà i surrealisti.
Muore Honoré Daumier. Grande disegnatore e litografo, oltre che pittore, Daumier (1808-1879) frequentò l’Académie Suisse e all’inizio si dedicò soprattutto alla litografia. La sua notorietà iniziò con la collaborazione a “La Caricature”, giornale creato da Charles Philippon, nel 1831, ostile al governo di Luigi Filippo. Le sue feroci caricature procurarono all’autore una serie di condanne. Nel 1832 si dimostrò valido scultore eseguendo una serie di busti caricaturali in creta, commissionatigli da Philippon (Il signor Guizot, Il seccatore, tra gli altri, si trova­no a Parigi, Gall. Sagot-Le Garra). Nell’agosto della stesso anno Daumier fu nuovamente arrestato per la litografia La corte del re Petauri (Parigi, Biblioteca Nazionale). Dopo la pubblicazione di due altre litografie di aspra denuncia (La rue Transnanain, La libertà di stampa, (Washington, Nat. Gall. of Art) la censura vietò la pubblicazione de “La Caricature”, che però ricomparve con il titolo “Lu Charivari”. Il pittore si limitò però a satire di costume, disegnando il celebre personaggio del truffatore Robert Macaire. Dopo il 1860 Daumier si dedicò prevalentemente alla pittura, famosi i suoi dipinti: L’amatore di stampe (Parigi, Petit Palais) e Il vagone di III classe (1862 circa, Boston, 0. Nakalar coll.). In campo litografico una delle ultime opere Il Prometeo incatenata gli fu suggerita dalla sconfitta di Napoleone III a Sedan.

Al circolo filologico di Livorno, il critico d’arte D. Mantelli tiene la prima conferenza italiana sugli Impressionisti. Muore il patrizio milanese Gian Giacomo Poldi Pezzoli, realizzatore,tra il 1850 e il 1879, dell’omonima collezione d’arte.

In Germania, il filosofo dell’arte Robert Vischer (1874-1933), considerato il creatore della cosiddetta estetica della Einfühlung (“empatia o simpatia simbolica”), pubbli­ca “Luca Signorelli und die italienische Renaissance”. Secondo questa teoria la contemplazione del bello di natura non è operazione meramente ricettiva, ma crea­tiva, perché contemplare e rilevare la bellezza di un oggetto significa inserirsi in esso con la propria sensibilità personale (sin-fühlen, sentirsi dentro), penetrarlo e renderlo bello con questo atto di immedesimazione, che è atto soggettivo, operato dalla fantasia. Grandissima fu l’influenza di questa teoria sulla critica d’arte della prima metà del nostro secolo; essa ha il merito di riconoscere l’importanza dell’elemento soggettivo nella costituzione della bellezza come valore estetico e il carattere esclusivamente formale della bellezza stessa, in particolare dell’arte. Le opere in cui Vischer espose la teoria dell’Einfühlung sono “Das optische Farmgefühl” e “Fin Beitraf zue Aasthetik” entrambe del 1873.

In Austria Hans Makart viene nominato docente di pittura di soggetti storici all’Accademia di Vienna. Makart (1840-1884) fu allievo del celebre pittore di soggetti storici Karl von Piloty a Monaco. Ebbe i suoi successi nel 1868 tanto che in un breve spazio di tempo il giovane artista espose al Kenstverein di Monaco due cicli di tre quadri ciascuno, Die modernen amoretten (“Gli amorini moderni”) e Pest in Florenz (“La peste a Firenze”). Successo che gli valse la chiamata a Vienna dalla parte dell’imperatore. Makart rinnovò e arricchì la pittura monumentale a Vienna, soprattutto nell’ambito della Ringstrasse (vedere 1887) allora in costruzione. Tele gigantesche come Venedig heldigt Catenina Cornaro (Venezia rende onore a Catenina Cornaro) a Der Einzug Kaires Karl V in Antwerpen (L’ingresso dell’imperatore Carla V ad Anversa) 1878, costituiscono dei vertici della pittura “storicistica” mitteleunopea. Il culmine della sua popolarità Makart lo raggiunse con l’allestimento del “Corteo in costume” che la città di Vienna organizzò per le nozze d’argento della coppia imperiale. Una delle sue ultime pene, 1883, fu un ciclo in otto parti con scene dell’ “Anello del Nibelungo”, palese omaggio a Richard Wagner che egli molto ammirava. Negli ultimi anni della vita accarezzò l‘idea di realizzare “opere d’arte totale” in cui architettura, pittura, scultura e destinazione degli edifici trovassero il loro armonico contemperamento.

Architettura:

Muore Eugene Viollet-le-Du, architetto autore di impartanti restauri di edifici e monumenti pubblici, peri quali pensò essenziale la necessità di riportare alla luce la struttura originaria dell’edificio, purtroppo spesso ipotetica. Questa teoria lo indusse talvolta a castrazioni arbitrarie e altre volte alla discrezione di testimonianze non coeve alla nascita del monumento. La sua più improntante opera teorica è Dizionario ragionato dell’architettura francese dal XI al XVI secolo (1854-68). Viollet-le-Duc (1879-1814), ingegnere, architetto e scrittore, formatosi alla scuola della zio, il critico E. Delécluse e divenuto amico di Mérimée, allora direttore del servizi del monumenti storici, fu incaricato (a partire dl 1840) di lavorare al restauro del La Madeleine a Vézelay, della Sainte-Chapelle e della Cattedrale di Notre­Dame a Parigi. Restaurò edifici monumentali a Narbonne, Amiens, Chartres e in altre località francesi. Il più impartante dei suoi restauri è quella di Carcassonne. Nella pratica del restauro egli pensò essenziale la necessità di riportare alla luce una struttura originaria dell’edificio, purtroppo spesso ipotetica. Questa teoria lo indusse talvolta a costruzioni arbitrarie e altre volte alla distruzione di testimonianze non coeve alla nascita del monumento. La sua più importante opera teorica e Dizionario ragionato dell’architettura francese dall’Xl al XVI secolo (1854-68).

Muore a Roma Gottfnied Semper (1879-1803), architetto esponente dello storicismo eclettico. Le sue opere orientate su modelli del rinascimento italiano contengono riferimenti agli stili classici e orientali. Progettò, tra gli altri, il Teatro dell’Opera (1838-41), la Sinagoga (1839-40) e la Pinacoteca (1847-54) a Dresda; il Wagner-National Theater 1864-66 di Zurigo, i Musei di Storia dell’Arte (1872) e di Storia Naturale (1881) a Vienna. Semper è anche nato per la sua attività teorica e didattica che anticipa alcune posizioni della moderna architettura funzionale. Lo stile nelle arti tecniche e tettoniche suo saggio fondamentale è del 1861-63.

Musica:

Smetana finisce di comporre il ciclo “La mia Patria”, di cui il poema sinfonico “La Moldava” diviene la sua composizione più conosciuta. Organizzatore della vita musicale ceca e ardente sostenitore dello spirito nazionalistico cecoslovacco, egli diviene il simbolo di tutte le aspirazioni e degli ideali della società dell’epoca. Dovunque appare il compositore è salutato con entusiasmo, le prime delle sue opere divengono feste nazionali, i suoi cori sono eseguiti innumerevoli volte.
Smetana (1824-1884) rivelò una predisposizione per la musica molto precoce. Già a cinque anni suonava il violino e a 6 anni si presentava in pubblico come pianista e tentava le prime composizioni. A 19 anni si trasferisce a Praga, abbandona gli studi di legge, che il padre aveva deciso per lui, e si dedica completamente alla musica, rinunciando all’aiuto paterno. Egli si guadagnò da vivere come insegnante e organizzatore di concerti. I primi successi, sia come pianista che come compositore li a Göteborg, in Svezia dove era stato invitato. Prima del trasferimento in Svezia Smetana conobbe Liszt. Il contatto personale con Liszt rafforzò in Smetana la fede nell’arte nuova, liberata da pregiudizi e dai vincoli dell’antica società feudale annunciatrice degli ideali di libertà e di uguaglianza dei popoli. Nel luglio del 1874 egli cominciò a dare segni di sordità e nell’ottobre era completamente sardo, e dovette così abbandonare i concorsi e la direzione d’orchestra, ma continuò a comporre. Per il ciclo La mia patria, compose oltre a quello già citato, altri cinque sinfonici Vyèehnad, Sárka (1874-1875), Tábor (1878) e Blanik (1879), altro sinfonico composto nel 1875 dai prati e dai boschi di Boemia. La principale opera di Smetana, eseguita in tutto il mondo, fu Prodana Nevesta (“La sposa venduta”), prima rappresentazione nel 1866. Tra le comparizioni corali sono da ricordarsi: “II canto del mare”, Pisana man (1877), “Tre pezzi corali” (1878); Nase Pisen (“Il nostro canto”, del 1883) Lieder per voci e pianoforte. Compose, inoltre, molta musica da camera e pezzi per pianoforte.

 

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